Fisco posted by

Lo Stato dovrebbe guardare in casa propria per capire le ragioni della difficoltà a fare business in Italia: l’inquisizione fiscale mina la certezza del diritto. E le aziende emigrano…

Pochi ci pensano ma uno se non il maggiore problema nel creare occupazione e fare impresa in Italia non sta tanto nella tassazione ma in qualcosa di molto più subdolo: l’incertezza del diritto. Ho letto oggi un interessante articolo su WSI oggi, metto il riferimento in calce*!

Chi di noi non ha sentito storie allucinanti sulla fiscalità e sui controlli correlati: dagli imprenditori che prelevavano contante e questo veniva considerato reddito (stortura durata quasi un decennio e corretta solo circa 10 giorni or sono dalla Corte Costituzionale – finalmente, dopo che i buoi sono scappati si chiude il recinto, bel tempismo cari giudici –) alle mille infrazioni rilevate dalla temibilissima Agenzia delle Entrate per le registrazioni aziendali delle fatture non in forma cartacea ma in forma pdf. Proprio ieri, questo però è capitato ad un privato – ma è lo stesso, fino ad oggi le aziende hanno chiuso per colpa di tale atteggiamento vessatorio, a questo giro gli italiani emigreranno per la stessa ragione – una persona che aveva già pagato per bolli auto scaduti ha ricevuto un’ingiunzione dall’Agenzia per lo stesso pagamento, ora dovrà ripagare e poi fare ricorso [per qualche anno potrà essere fiero di aver pagato due volte o fare ricorso rimettendoci più di quanto ti chiedevano….]. E che dire del fatto che per la transazione di un immobile sito in molte province italiane accatastato dopo il 2005, dove il valore catastale è spesso maggiore di quello attuale di mercato, bisogna di norma pagare le tasse di registro sulla base non di quanto vale veramente ma del valore che lo stato impone, che è più alto (il valore catastale). O il fatto che l’IMU o la TASI si paghi non sul valore dell’immobile al netto dell’ipoteca ma anche per la parte di immobile che non è di proprietà in quanto si sta pagando un mutuo (questo concetto è perfettamente sconosciuto all’estero, se lo applicassero succederebbe una rivoluzione o semplicemente si bloccherebbe il mercato, proprio come sta capitando in Italia oggi…)

E che dire del famigerato abuso del diritto, dopo 3 o 4 anni ti dicono che a termini di legge tu hai applicato sì una legge ma ci hai guadagnato impropriamente e devi restituire dei soldi. O il caso Dolce e Gabbana che dopo 7 anni di pubblica gogna, restituzione dell’Ambrogino d’Oro per aver fatto – NOTA BENE – la stessa operazione che tutte le grandi aziende del lusso straniere fanno da anni e per questo aver rischiato la galera, alla fine sono stati assolti perchè IL FATTO NON SUSSISTE! Ora capite perchè la Loro Piana della situazione e le varie aziende nazionali DEL LUSSO sono state quasi costrette a vendere allo straniero: il modello di business del lusso non italiano, quello con base in Lussemburgo – come fatto da Dolce e Gabbana – è già sdoganato in altri paesi, prima di tutto la Francia, per cui certe situazioni sono una prassi (appunto, royalties in Lussemburgo) e dunque nessuno pensa di andare a metterle in discussione. L’Agenzia delle Entrate Italiana no, fa causa sperando che la vittima si arrenda o non abbia i soldi per i ricorsi.

Con Dolce e Gabbana ha perso e beffa delle beffe il costo della causa ricade sui contribuenti, pur dopo uno sputtamento quasi decennale dei due imprenditori anche dalla stesse forse politiche che dovrebbero attendere l’esito finale dei processi (che tenerezza, hanno anche ringraziato l’Italia per aver fatto giustizia… altro che restituire l’Ambrogino d’Oro, dovrebbero fargli un monumento a non essersi immediatamente trasferti a Londra come ha fatto la Fiat!). Ricordo, come riferitomi dai presenti, che all’annuncio della vendita del gruppo Loro Piana l’imprenditore aveva indicato anche nella protervia dell’agenzia delle Entrate e nella difficoltà di interpretare le leggi fiscali una delle ragioni della vendita innanzi ad almeno 200 persone, le maestranze… Che dire di più… Si, forse potremmo aver trovato una delle ragioni della delocalizzazione del settore lusso o anche della loro vendita all’estero, magari dovuta proprio all’atteggiamento dell’Agenzia delle Entrate. Che tristezza!

Per vostra informazione Prada si è già autodenunciata con la Voluntary Disclosure e Armani ha pagato multe milionarie: se fossero stati soggetti esteri queste multe probabilmente non le avrebbero pagate, certamente fuori dall’Italia esistono delle regole ragionevolmente chiare o almeno si può chiedere un parere preventivo. Qui le regole se le fa l’Agenzia delle Entrate interpretando autonomamente le norme (spesso scritte col culo dai legislatori e dai famosi scriba ministeriali, quelli che prendono centinaia di migliaia di euro di stipendio annui) e vengono fuori le follie stile Dolce e Gabbana. E per reazione le aziende si spostano, chiudono o vendono…..

Pochi sanno che per materie che riguardano ad esempio residenze estere per l’Agenzia delle Entrate non è permesso fare un interpello preventivo, bisogna stare sul filo del rasoio e sperare che tutto vada bene (e non vi dico tutti i villani tentativi di interpretare la legge alle proprie esigenze di budget, per fortuna che ci sono le sentenze della Corte di Giustizia Europea, almeno l’Europa serve a qualcosa). Appunto, bisogna sperare, fino a quando invece di sperare qualcuno che davvero arriva al limite decide di cambiare solo una vocale: da democratico mi tremano le gambe solo a ricordare al caso di quel piccolo imprenditore lombardo che circa 3 anni fa in preda alla disperazione prese in ostaggio con una pistola l’Agenzia delle Entrate di Bergamo….

Ben inteso, tutto questo capita anche e forse perchè in Italia si pagano tra le tasse più alte del mondo. Ma ditemi voi, un imprenditore – e non vi dico un dipendente, quello non può nemmeno pensare di evadere – che paga anche oltre il 60%, si dice anche il 70% tutto incluso per le PMI, deve poi anche sentirsi perseguitato per anni spesso portandosi dietro l’alea di avere un controllo ex post ad esempio per il famigerato abuso del diritto, con il rischio di addirittura andare in galera visto che ormai quasi tutte le evasioni supposte o reali si misurano anche in anni di detenzione….

Ma per favore, smettiamola di prenderci in giro e cerchiamo di indirizzare in modo intelligente le misure correttive: (1) l’Agenzia delle Entrate deve essere rifondata evitando che interpreti autonomamente le leggi e (2) l’abuso del diritto deve sparire riscrivendo bene le norme. (3) Estendere ed ampliare le sanzioni per lite temeraria a carico dell’Agenzia delle Entrate, evitando estensivamente la compensazione delle spese legali (l’idea è che se esistono prove sufficienti giustamente si intenti la causa contro i contribuenti, MA BISOGNA ASSOLUTAMENTE EVITARE CHE L’AGENZIA “CI PROVI” sperando di mettersi d’accordo durante il giudizio, TANTO lo Stato NON PAGA I COSTI DELLA LITE, ED ANZI COLLEGANDO TALI COSTI DI LITE SOSTENUTI AI BONUS PAGATI AI DIPENDENTI).  Aggiungo, importantissimo, (4) basta con la retroattività fiscale [per altro contraria alla legge in base allo Stato del Contribuente, ma tale principio è costantemente disatteso in molti interventi governativi], non è assolutamente accettabile in quanto mina la certezza del diritto nel fare impresa o semplicemente anche di vivere in Italia (vale sia per i privati che per le aziende): io lavoro per gli stranieri e questo me lo dicono tutti i giorni, infatti se ne stanno andando! Che forse qualcuno pensa che tutti sono obbligati a restare ancorati a vita nel Belpaese?

Belpaese un paio di palle, questo sta diventando un inferno. Un inferno fiscale dato dall’incertezza del diritto; e la conseguenza è che le aziende e le persone che possono scappano, notasi bene non solo per le tasse elevate. Le manifestazioni che finiscono male tipo AST dell’altro ieri sono una normale conseguenza economica della delocalizzazione – eh si, anche AST in qualche modo ha delocalizzato producendo non in Italia ma all’estero -, quello che abbiamo visto è solo il pre-antipasto e dovremmo interrogarci su quanta colpa abbia anche l’approccio inquisitivo dello Stato in quanto di tragico sta accadendo (e che temo purtroppo accadrà…).

 Jetlag per Mitt Dolcino

* http://www.wallstreetitalia.com/article/1765239/aprire-un-impresa-ora-e-piu-facile-ma-il-fisco-e-ancora-un-incubo.aspx

2

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog