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DOPO TRATTATIVE NO STOP ACCORDO PER IL TERZO PRESTITO (di Felice Di Maro)

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…..….. ma per la Commissione promossa dalla presidente del parlamento greco, Zoe Konstantopoulou il debito greco si è formato illegalmente.

Nuovo accordo tra la Grecia e le delegazioni della ex Troika anche se Berlino mostra resistenze. Si tratta di un documento di 27 pagine che presenta l’elenco delle riforme che il governo greco dovrà realizzare nei prossimi tre anni. Se tutti saranno d’accordo si potrà varare una prima tranche di aiuti entro il prossimo 20 agosto, dopo una convocazione straordinaria del Bundestag tedesco per il 17 e 18 dello stesso mese. Frankfurter Allgemeine Zeitung riporta che Ue, Fmi e Bce definiscono il pacchetto di riforme come “sostanziale e strutturale” ma dice anche che la Cancelleria tedesca preferirebbe un negoziato più lungo e meno affrettato e un finanziamento ponte.

Cosa farà il Fondo monetario internazionale? Com’è noto ritiene che il debito greco non sia rimborsabile, per la sua dimensione,  e chiede che venga tagliato, il famoso “Haircut”. Al riguardo si tenga conto che il 17 giugno si è tenuta alla presenza del premier Alexis Tsipras presso il Parlamento greco la presentazione del rapporto preliminare della Commissione per la verità sul debito greco costituita ad aprile. Il belga Eric Toussaint del Comitato per l’annullamento del debito del Terzo mondo (Cadtm) è stato scelto per il coordinamento scientifico dalla presidente del parlamento greco Zoe Konstantopoulou che ha promosso la Commissione.

Proprio per il diritto internazionale questa commissione deve far luce sul debito che è di 312,67 miliardi di euro, di cui il 61% è controllato dall’Eurozona in modo diretto o indiretto. Si tenga conto che un intero paragrafo è stato intitolato “Falsificazione del deficit e del debito pubblico”. La ricerca che il Comitato ha presentato mette in evidenza che l’intero programma dei prestiti che la Grecia ha ricevuto è stato un programma  politicamente  orientato . Com’è noto la valorizzazione di diverse variabili macroeconomiche è stata forzata in modo da permettere una valutazione positiva circa l’efficacia delle politiche di austerità imposte dalla troika  ed i prestiti ottenuti negli anni 2010 e 2012. I fatti hanno però smentito la correttezza di questi valori.

La Grecia non solo non ha la capacità di pagare questo debito e il Fmi lo ha compreso bene, ma non dovrebbe pagarlo in quanto si tratterebbe di  una violazione dei diritti umani dei residenti della Grecia.  Il tema non ha interessato i media né prima e né dopo l’Intesa che Tsipras ha sottoscritto la notte tra il 12 e il 13 luglio e neanche ,s’intende, per questo nuovo accordo, ma è importante sia a livello politico e sia per i processi sociali connessi. Del resto importanti economisti ed intellettuali hanno partecipato alla redazione di questo rapporto, come  Bantekas Ilias, professore di diritto internazionale della Brunel University London, Thanos Contargyris, imprenditore ed esperto di ricerca e sviluppo e di eLearning ma con un passato nella Commissione Europea, Maria Lucia Fattorelli, coordinatrice nazionale dell’Audit del debito in Brasile, Michel Husson, statista ed economista francese, Christina Laskaridis, Università di Londra, Marchetos Spyros, Università di Salonicco, Onaran Ozlem Università di Greenwich, ma in passato ha lavorato all’università di Westminster, all’università di Berlino, all’università di Vienna e all’università di Istanbul), Tombazos Stavros, Università di Cipro, Vatikiotis Leonidas e Vivien Renaud, giurista e membro del gruppo di lavoro del Cadtm in Belgio.

Oggi il debito pubblico greco è detenuto da creditori pubblici: quattordici Stati membri della zona euro, l’Efsf, il Fmi e la Bce, in pratica la stessa troika. Onaran Ozlem ha detto che “quando fecero gli investimenti erano a conoscenza oltre che dei benefici anche dei pericoli potenziali”. In applicazione all’Intesa del 12 luglio la Grecia e le delegazioni della ex Troika hanno già raggiunto un accordo sulla creazione di un fondo per la privatizzazione degli asset nazionali.

Come ha riferito l’agenzia di stampa Ana-Mpa nel corso dei prossimi 30 anni il fondo dovrebbe creare un portafoglio di asset per un valore di circa 50 miliardi di euro. Si tratta certo di un passo in avanti nei negoziati tra Atene e i partner internazionali e che ha permesso di fare un accordo per un terzo piano di salvataggio.

Salvataggio da cosa?

Ufficialmente la disoccupazione è ormai oltre il 27% e, inesorabilmente, il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni, diminuirà ancora e i consumi in particolare quelli alimentari anche per la riforma dell’Iva che è operativa tenderanno a diminuire in quanto ci saranno aumenti generalizzati dei prezzi.

Nell’accordo si è deciso che a gestire i beni  in via di dismissione saranno gestiti da un nuovo fondo di diritto ellenico, ma diverso da quello di sviluppo già creato e denominato  Hellenic Republic Asset Development Fund, (Hradf) che verrà soppresso. Del resto lo Stato avrà tutto il tempo necessario 30 anni, per elaborare un programma razionale di utilizzo degli asset del fondo,  che avrà in portafoglio i beni statali, quote di partecipazioni in aziende di proprietà pubblica, infrastrutture e asset immobiliari. Il fondo   avrà sede ad Atene e sarà controllato dal Governo ellenico, ma Commissione europea avrà un ruolo di supervisione.

In relazione a questo nuovo accordo per nuove riforme appare chiaro che l’utilizzo del fondo dovrà essere primariamente finalizzato a finanziare il sistema bancario e le varie rate del prestito da restituire all’Esm, European Stability Mechanism, che è il fondo salva-stati che finanzierà il terzo prestito.

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