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Dopo aver negato le privatizzazioni “pesanti” per l’Europa Renzi deve cadere: i renziani, il PdL ed il M5S dovrebbero coalizzarsi per sostenerlo! I fatti dietro le incredibili parole di Katainen

So che qualcuno sobbalzerà sulla sedia: come è possibile che questo autore faccia simili affermazioni? Seguitemi prima di tirare le conclusioni, vi prego.

Renzi doveva andare al potere nell’ambito di un piano molto ben congegnato di depotenziamento dei periferici e di parallela concentrazione del potere nella Germania, nell’ottica della prossima sfida contro la Russia (anch’essa funzionale ad altri obiettivi, ne discuteremo in altre sedi, pur avendo già introdotto l’argomento, [1]). Chiaramente la Germania è stata scelta non a caso, anche il generale Patton subì il fascino degli ideali sempre militaristici della società teutonica (soprattutto in veste anticomunista), per altro unico paese a poter tener testa alla ricchissima Russia – notasi, l’orso russo è anche e soprattutto un paese non indebitato, una pericolosissima eccezione rispetto alle grandi potenze esclusa la Cina –.

Dunque, Renzi con una mossa inaspettata ha detto chiaramente che le privatizzazioni possono aspettare, implicitamente ha anche detto che non servono (cosa chiara a tutti coloro che frequentano questo sito, oltre che a tutti gli uomini di buon senso): con 40/50 miliardi di euro ricavabili dalla svendita si eviterebbero i richiami europei per circa 9 mesi, nulla più, il problema strutturale resterebbe ma senza la successiva possibilità di rinascita (le aziende nazionali fanno sistema, quando le vendi allo straniero il sistema lo fa qualcun’altro). Ca va sans dire che tale indirizzo si porta dietro anche la decisione di fare una legge di stabilità per il 2015 SENZA tenere conto del fiscal compact, della serie se non ci date la flessibilità ce la prendiamo [aspettare per credere].

Parallelamente abbiamo due elementi di recentissima attualità che solo apparentemente sono in contraddizione: la magistratura che ri-inizia ad attaccare ENI, addirittura scagliandosi contro il neo AD Descalzi per tangenti in Nigeria, ditemi se qualcuno può affermare che in Nigeria solo ENI paga tangenti, in Nigeria!!!!! Dio sa quanto di preordinato ci sia in tutto questo (e se qualcuno ancora sogna che la magistratura italiana sia indipendente dalle influenze esterne ricordo che Mani Pulite fu interrotta dopo l’intervento di Justice A. Scalia, giudice della Corte Suprema italo americano quando spiegò ai colleghi del Pool di Milano che la carcerazione preventiva era contraria ai principi della Costituzione americana, questa è storia non fandonie….). In contrapposizione abbiamo il neo AD di ENEL, persona oltremodo attenta e preparata, che afferma – giustamente – che le privatizzazioni di ENEL possono aspettare, a questi tassi di finanziamento meglio non vendere e prendere i soldi in prestito all’1% circa per 5 anni, finalmente una persona di buon senso! A nessuno deve sfuggire che quanto sta accadendo oggi, sia lato governo che decisioni delle ex partecipazioni statali, è frutto di un indirizzo governativo, mi raccomando.

E’ chiaro che gli acquirenti in pectore di ENEL, ENI, Finmeccanica ecc., ossia i pezzi pregiati, sarebbero dovuti essere gli stessi stranieri del vincolo esterno [europeo], soprattutto in relazione ad aree strategiche come l’energia, la difesa e l’alta tecnologia (quel poco che resta). Non casualmente, essi rappresentano le stesse competenze in ballo nei vari scenari di guerra che si stanno aprendo ai confini dell’Europa (energia e difesa su tutti).

 

Il condimento è il nuovo attacco di Katainen a Renzi sull’austerità a valle dell’Ecofin di Milano, il nuovo commissario fortunatamente è meno spregiudicato del commissario Olli (Rehn) che dopo aver fatto il suo lavoro distruttivo con l’inutile austerity su ordini tedeschi (tale ruolo di esecutore a tutti i costi calza benissimo a un finlandese) ha ottenuto la ricompensa con un ruolo europeo diciamo più placido. Non so perchè ma mi viene in mente l’esempio delle Waffen SS, quelle che si macchiarono dei peggiori crimini nell’ultima guerra mondiale: erano composte soprattutto da stranieri. Per carità, nessuna attinenza con Rehn e Katainen ma in ogni caso fatti come questi giova e gioverà ricordarli, sempre…

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Deve essere chiaro che tutti questi eventi sono solo apparentemente eterodiretti: da una parte c’è il progetto europeo – con benedizione Obamiana, vedremo cosa voteranno gli italo americani alle prossime elezioni  di concentrazione del potere europeo in mano germanica per i fini descritti in precedenza e dall’altra la giusta reazione degli italiani d’Italia che hanno finalmente capito il gioco al massacro dell’austerity, tra cui Renzi (ma oggi possiamo finalmente dire che non è solo…).

Il problema è stato solo uno, un vero imprevisto per le menti raffinatissime che hanno concepito il disegno: Berlusconi ha garantito a Renzi supporto politico e di voti in Parlamento, con la garanzia che sarebbe sopravvissuto in ogni caso. Questa è stata la chiave di volta che ha fatto infuriare quelli del “vincolo esterno” anche perchè ha dato all’Italia una libertà che non doveva avere. Ricordiamo il caso Erdogan in Turchia: non si può buttare giù un governo di un paese nazionalista. Erdogan andò contro gli indirizzi ricevuti nella guerra in Siria (…) e come conseguenza saltarono fuori scandali, mezze insurrezioni, di tutto. E questo nonostante la Turchia andasse economicamente benissimo, il primo ministro appariva come traballante a sentire i media: chiaramente il metodo era lo stesso di sempre, sostanzialmente quello dello “sputtanamento”. Poi l’onda nazionalistica montò ed oggi Erdogan può fare una incazzatissima pernacchia a chi gli voleva male [per l’Italia, attendetevi nelle prossime settimane attacchi mediatici alla politica inconcludente di Renzi anche dallo stesso PD/ala sinistra, alla compagine Berlusconiana oltre ai soliti affondi della magistratura contro le aziende di Stato; contro Renzi, che non ha immunità parlamentare, non aspettatevi attacchi giudiziari frontali (per ora), c’è l’accordo di altissimo livello (…). Strano che ancora non “emerga” nulla contro ENEL, l’obiettivo più facile e forse per questo più ambito a nord del Gottardo].

 

L’Italia deve fare lo stesso, attuare una forma di nazionalismo apartitico come la Turchia: creare una fronda tra renziani del PD, PdL e M5S (del PD in generale non si ci si può fidare, a partire dal Presidente della Repubblica, …), con un piano di massima da implementare a fronte una garanzia al premier di sopravvivenza succeda quel che succeda, basando le proprie azioni sulla convinzione che l’austerity non serve a nulla, fatto per altro vaticinato da tutti gli economisti mondiali a fronte di un Europa tedesca che non vuole mollare sul rigore, per altro solo a svantaggio dell’Italia (ed a proprio vantaggio, ndr). Ad esempio, sabato scorso durante l’Ecofin di Milano si è probabilmente deciso – lo vedremo nei prossimi giorni – di permettere alla Francia di sforare il limite del 3% di deficit ancora per alcuni anni. Alla Francia si ma all’Italia no, come da parole di Katainen (tradotte in semplici fatti dal sottoscritto): ma ci svegliamo una buona volta?

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Dunque la mia speranza è che le persone di buona volontà superino gli obsoleti concetti partitici e vogliano fare qualcosa per sostenere Renzi che, pur con contraddizioni varie si sta EFFICACEMENTE scagliando contro l’Europa dell’austerity, leggasi contro questa Europa a trazione tedesca. E senza fare troppe parole, molto intelligentemente sta tessendo la sua tela che diviene ora pericolosa per i supposti “partner” proprio perchè non è gridata ma progressiva, lenta, inesorabile (assieme alla maturazione di idee politiche alternative di Grecia e sopratutto Francia e della fronda euroscettica in Germania). Proprio come il cappio dell’austerità, alla fine ti uccide ma non subito, prima ti costringe a spogliarti di tutti i tuoi beni, tanto l’ultimo vestito non ha tasche….

Mitt Dolcino

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Riferimenti:

[1]: https://scenarieconomici.it/lisis-lucraina-ed-grande-sconvolgimento-globale-false-flags-nascondono-vero-problema-occidentale-lassenza-crescita-disoccupazione-laccumulo-debito/

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