Esteri
Domani vertice Italia – Germania a Roma, per rafforzare un nuovo asse europeo

Domani Merz e Meloni si vedranno a Roma, nello splendido scenario di Villa Doria Pamphili per il vertice intergovernativo tra Italia e Germania. La giornata si articolerà su incontri bilaterali anche al Mimit e al Parco dei Principi con i ministri Urso e Tajani con i rispettivi omologhi tedeschi. Un vertice da cui il nostro paese si attende conferme per quella che ormai appare come una nuova fase nei rapporti tra i due paesi e negli stessi equilibri dell’Unione europea. È innegabile che da quando Friedrich Merz è diventato cancelliere si è certamente rafforzato il legame con l’Italia, mentre sembra essersi ulteriormente indebolito quello tradizionale con la Francia.
Dai dossier sulla immigrazione al Mercosur, fino ai dazi americani, i due paesi hanno giocato di sponda e spesso Merz ha fatto leva sugli ottimi rapporti della Meloni con Trump, per cercare di abbassare i toni dello scontro, che invece Macron pareva voler attizzare. Da Palazzo Chigi intanto tirano un sospiro di sollievo per le parole “distensive” di Donald Trump a Davos sulla Groenlandia e sui dazi ai paesi europei. Fonti diplomatiche sottolineano come la telefonata di Meloni abbia certamente contribuito a far ragionare il presidente Usa. Meloni è da sempre per il dialogo, cosi come lo è Merz, che per questo motivo pare trovare maggiori punti di contatti come lei, rispetto che con Macron, con il quale i rapporti sono assai freddi. “Merz e la presidente del Consiglio italiana sono politicamente vicini su molti temi, collaborano a livello europeo e hanno così potuto ottenere i primi successi non solo su molte questioni Meloni sta assumendo sempre più il ruolo del presidente francese Emmanuel Macron come partner più stretto di Merz a livello UE. Subito dopo le consultazioni di Bruxelles, il cancelliere federale volerà con alcuni suoi ministri a Roma per le consultazioni intergovernative italo‑tedesche. L’incontro segna il punto culminante provvisorio delle relazioni italo-tedesche.” scrive il giornale tedesco Handelsblatt.
Parole che indicano come i rapporti tra i due paesi siano forse ad uno dei massimi livelli da decenni e che il classico asse franco tedesco ormai in crisi da tempo, possa essere sostituito da quello italo tedesco. Ma intanto giocano di sponda in Europa. Su Donald Trump, sui dazi e la Groenlandia, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere Friedrich Merz condividono una prospettiva comune, diversa da quella, muscolare, del francese Emmanuel Macron. Anche nel campo della difesa gli affari tra Germania e Italia procedono più spediti che tra Francia e Germania. Da circa un anno, ad esempio, il gruppo italiano Leonardo e Rheinmetall costruiscono insieme carri armati in una joint venture. Si aggiunge il tema della migrazione, su cui Germania e Italia, dall’insediamento di Merz, sono sulla stessa linea: Merz riprende la dura retorica anti‑migrazione di Meloni, che fa da riferimento a Bruxelles, e sulla quale anche la stessa presidente Ursula Von der Leyen, tedesca pure lei, sembra ormai convergere.
A Berlino sono convinti che la postura giusta con gli americani sia quella del dialogo e per questo motivo sperano che Giorgia Meloni, grazie ai buoni uffici a Washington, possa giocare un ruolo da mediatrice tra le due sponde dell’atlantico. Due giorni fa la ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche, che sarà presente al vertice e siglerà con Urso un importante accordo sugli investimenti nel settore CRM sulla cooperazione su ricerca ed innovazione, ha sottolineato espressamente l’importante ruolo di mediazione di Meloni, nella convinzione che un conflitto commerciale con Trump “non può essere vinto”. Servono quindi “compattezza e una strategia europea condivisa” e in questo senso la posizione di Palazzo Chigi è “valida e meritevole di sostegno”. Parole al miele che indicano come ormai Berlino veda in Roma un interlocutore privilegiato all’interno della Ue.
Nel vertice i due parleranno anche certamente di Mercosur, dopo la decisione del parlamento europeo di rinviare la ratifica dell’accordo siglato in Paraguay alla valutazione di conformità della Corte di giustizia europea. “Si Tratta di una mossa per prendere tempo, che però non impedirà di proseguire nel cammino segnato ad Asuncion” dice un importante funzionario della commissione europea.
Merz ha molto apprezzato lo sforzo italiano delle scorse settimane, decisivo per sbloccare l’accordo. E ieri ha chiesto che “l’accordo venga applicato in via provvisoria”. Nelle stesse ore anche il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto (che ha ottimi rapporti con i popolari tedeschi e con il presidente del gruppo Manfred Weber), a Roma per incontri istituzionali, ha ribadito la ferma intenzione della commissione ad andare avanti sull’accordo: “È importante attuarlo quanto più rapidamente possibile”. Anche sul Board of peace i due leader sembrano nutrire gli stessi dubbi, e certamente a Roma si parlerà anche di questo, anche se sembra che sia Germania che Italia siano sul punto di declinare gentilmente l’invito di Trump.
Tra Roma e Berlino ci sono insomma, in questa fase, varie corrispondenze, che troveranno domani nuova linfa nel Business Forum dedicato alle imprese italiane e tedesche organizzato dalla Farnesina. E soprattutto nel vertice intergovernativo (con la presenza di numerosi ministri) a Villa Pamphilj, con Meloni e Merz. Insomma a Roma si parlerà di affari ed economia, ma anche e soprattutto di geopolitica, per rinsaldare un legame tra due paesi, che sono sempre stati fortemente interconnessi a livello economico, ma molto meno in quello politico. Per rafforzare una tesi che circola con insistenza, negli ambienti diplomatici, e cioè che Giorgia Meloni stia riuscendo anche lì dove molti suoi predecessori hanno fallito









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