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DMP, LO STRUMENTO CON CUI I PUBBLICITARI ANALIZZANO TUTTI I VOSTRI DATI.

 

Analizzando i dati demografici, di distribuzione della ricchezza e comportamentali i maghi del marketing preparano le loro campagne. Tutti questi dati sono però complessi ed hanno provenienze diverse: alcuni arrivano da fornitori esterni , le cosiddette “terze Parti”, altri invece vengono forniti direttamente dal clienti, la cosiddetta “Prima parte”. Incrociando questi dati, molto complessi e costosi, le agenzie di pubblicità e di marketing riescono ad ottenere dei risultati efficaci i segmentazione.  Il problema è che da un lato la massa di dati da gestire è enorme, dall’altra che questi dati, se analizzati in modo errato, vengono a costituire un costo che non genera un adeguato ritorno economico, un po’ come un’automobile che fa troppi pochi chilometri con un litro di benzina.

Quindi cosa utilizzano le agenzie di marketing, sia offline sia online, per gestire questa enorme quantità di dati ? lo strumento tecnico è il DMP, o Data Managemente Platform , di cui esistono esempi anche in Italia.

Queste piattaforme sono ormai uno strumento essenziale dei media manager. In grado di gestire enormi volumi di dati, permettendo una segmentazione estremamente dettagliata del pubblico. Quindi , sempre grazie a questi programmi, è possibile avere un risultato esatto per quanto riguarda il ROI , il Return on Investment, di quanto investito in comunicazione, in generale e per ogni canale utilizzato.

Quindi abbiamo uno strumento molto importante per chi gestisce il marketing, ma, sotto un diverso punto di vista, di uno strumento estremamente invasivo per la privaci delle persone: infatti ciascun consumatore viene “Categorizzato” dal DMP, cioè viene diviso, sezionati, masticato e digerito per i suoi gusti, le sue preferenze, la sua età , la sua classe di merito reddituale. Quindi ci troviamo di fronte ad  uno strumento estremamente delicato, tanto che esistono studi legali ad hoc che definiscono le clausole di privacy necessarie per utilizzare questi programmi. Del resto a nessuno fa piacere essere classificato, nel bene e nel male. Se poi le informazioni sono acquistate da un media esterno questo dovrà dotarsi di adeguate clausole di tutele legale, per la protezione propria, ma anche dei soggetti che acquistano le informazioni.

Ora capite perchè, ogni tanto, motori di ricerca, portali, siti di email vengono a chiedevi di “Aderire a nuove clausole della privacy”. In realtà queste aziende non stanno facendo altro che analizzarvi, raccogliervi ed alla fine vendervi sotto forma di dati che verranno poi analizzati dal DMP, il tutto per poter  offrire un servizio telefonico, assicurativo o bancario in più, di cui magari non sentivate assolutamente il bisogno. Del resto, nella società moderna, venite a contare, ad esistere, nel limite in cui siete consumatori, in cui avete una anche limitata capacità di acquisto. Una volta si parlava, senza remore, di “Carne da cannone” di uomini che avevano significato solo in quanto fantaccini in grado di portare un fucile, e di donne importanti solo come fattrici di questi soldati. Si dice che Napoleone, dopo una sanguinosa battaglia, percorse il campo costellato di cadaveri dicendo: “Ah, basterà una notte parigina per sostituirvi tutti”. Al giorno d’oggi l’uomo conta solo come soldatino dei consumi, e per indirizzare meglio le sue scelte di consumo si producono strumenti sempre più sofisticati. Il giorno in cui potrà più neppure consumare, non avrà alcun valore, neppure statistico.

 

 

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