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Disoccupazione Germania oltre 3 milioni: perché la crisi è solo all’inizio
La disoccupazione in Germania supera i 3 milioni per la prima volta in un decennio. Analizziamo i dati, i segnali di recessione e il possibile impatto sull’economia tedesca ed europea, tra inflazione e incertezza.
Secondo l’Agenzia federale per l’occupazione (BA) riportata da DW , il numero di disoccupati in Germania ha superato i tre milioni per la prima volta in oltre un decennio.
In teoria la disoccupazione dovrebbe quindi ridursi per i grandi piandi di investimenti, civili e militari, messi in campo dal governo, ma per ora non si vedono miglioramenti, anche perché il livello dei disoccupati era elevato già negli ultimi mesi. “Questo sarà il punto focale del governo federale”, ha dichiarato venerdì il cancelliere Friedrich Merz a margine dei colloqui ministeriali franco-tedeschi a Tolone, nel sud della Francia. L’aumento della disoccupazione, ha aggiunto, non era inaspettato.
Come si presentano i dati?
Il numero è salito in agosto di 46.000 unità, raggiungendo i 3,025 milioni. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,1 punti percentuali, attestandosi al 6,4%.
Il trend destagionalizzato, cioè al netto dei lavoro stagionali, è stato leggermente migliore del previsto ad agosto, mostrando un calo effettivo di 9.000 unità rispetto a luglio, contrariamente alle previsioni che indicavano un aumento di 10.000 unità. Rispetto ad agosto dello scorso anno, tuttavia, la disoccupazione è ancora aumentata di 153.000 unità.
Tuttavia, la domanda di manodopera sta rallentando. Ad agosto c’erano 631.000 posti di lavoro disponibili, 68.000 in meno rispetto a un anno fa. Quindi comunque la crisi occupazionale incombe.
Cosa significano questi dati?
Il capo della BA Andrea Nahles ha spiegato che l’aumento è dovuto alla pausa estiva, poiché molte aziende rimandano le nuove assunzioni fino al termine del periodo di ferie. Ha sottolineato che, sebbene il mercato del lavoro continui a risentire di anni di crescita debole, si intravedono “i primi, fragili segnali” di stabilizzazione, dopo un lungo periodo di crescita nel numero dei disoccupati, perchè i part time sarebbero calati.
Il capo della Confederazione delle associazioni dei datori di lavoro tedeschi, Rainer Dulger, ha affermato che quasi tre anni di recessione stanno ora mostrando i loro effetti sul mercato del lavoro.
Ha definito i tre milioni di disoccupati “una vergogna” e ha accusato l’inerzia politica, sollecitando un “vero autunno di riforme”.
Dopo due anni consecutivi di recessione, il PIL è diminuito di un altro 0,3% in primavera. L’industria, in particolare, sta lottando con i costi elevati dell’energia, mentre le esportazioni sono sotto pressione a causa delle politiche tariffarie degli Stati Uniti. L’inflazione sta salendo ed ha raggiunto il 2,2%, al di sopra delle aspettative di mercato. Potremmo dire che ci si avvia ad una moderata stagflazione.
I produttori del settore meccanico, uno dei punti di forza della Germania, avvertono che la loro attività negli Stati Uniti è a rischio. Molte aziende stanno rispondendo con ulteriori licenziamenti, a fronte del tagli degli ordini dagli USA. La crisi economica sembra dietro l’angolo e solo agli inizi, e gli investimenti pubblici non hanno ancora avuto effetto. Intanto l’approvazione politica del cancelliere crolla.
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