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Disastro sui prezzi: costi alla produzione mai così alti. In arrivo marea di chiusure

 

Oggi sono giunti i dati sui prezzi alla produzione per il sistema economico italiano, e i dati sono da disastro biblico. I prezzi alla produzione in Italia sono aumentati del 20,4 percento su base annua nell’ottobre del 2021, dal 13,6 percento del mese precedente e molto al di sopra delle previsioni di mercato di un aumento del 15 percento. È stata la lettura più alta mai registrata, accentutata dai bassi aumenti dei costi causati dalla pandemia nel periodo precedente. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati del 7,1 percento, anche il più alto mai registrato, da un aumento dell’1,6 percento a settembre.

Un vero disastro perché accompagnato da un mercato al dettaglio che non ha una forza e una domanda tale da tollerare questo aumento di prezzi. L’inflazione al dettaglio è stata solo del 3%.

Dato che manda la domanda le aziende non possono scaricare l’aumento dei costi sui prezzi al consumo. Se lo fanno cala la domanda. Quindi possono solo ridurre i margini lodi, finché possono, e tagliare sui costi non essenziali. Quindi, quando non ci saranno più margini da tagliare, piuttosto che andare in perdita, le aziende chiuderanno. Se va bene sino alla riduzione dei costi, per qualche mese, soprattutto se la fonte dell’aumento dei costi è l’energia. Altrimenti, e molto più probabilmente, per sempre.

Certo una pare di questo enorme disastro, che se non coretto porterà dei anni produttivi e occupazionali a lungo termine, è dovuto a shock sul lato dei costi energetici, ma non dimentichiamo che una parte di questi costi è esplosa per la volontà, sbagliata e pericolosa, di far coincidere la transizione verde con la crisi del Covid-19, il tutto senza una vera e adeguata politica industriale e energetica. Se a Roma e Bruxelles si gioca con i “Piani quinquennali” sulla carta, qualcuno ne paga le conseguenze, a partire dai percettori di reddito fisso, gli operai e gli imprenditori.

Che si può fare? Un po’ di supply side economics, tagliando tutti i costi energetici impropri, almeno per un certo termine, le tasse al carbonio, anche a costo di denunciare temporaneamente i trattati. Altrimenti al verde ci resterà il nostro sistema produttivo, prima di morire.

 

 


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