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DISASTRO NELLE VENDITE DEL SETTORE AUTO IN EUROPA: 5 MESI DI CALO CONSECUTIVO. PURTROPPO NON E’ FINITA

 

 

Il settore auto in europa ancora in rosso a gennaio, con un calo del 4,6% nei principali 11 mercati che vanno dalla Spagna, all’Italia, alla Germania:

 

Da settembre 2018 non c’è stato un mese in cui i dati siano stati positivi. questo dovrebbe far preoccupare per le ricadute sul sistema industriale europeo. Ecco un altro grafico, con dati simili, che indica comunque lo stesso risultato, proveniente dall’associazione dei produttori di auto europei con il numero delle immatricolazioni mensili:

Vediamo i dati di gennaio per singola casa automobilistica.

  • VW Group calo vendite  6.4% in 12 mesi;
  • PSA Group calo vendite 2.3%  in 12 mesi;
  • Renault Group calo vendite 0.9% in 12 mesi;
  • Ford calo vendite  6.6% in 12 mesi;
  • FCA Group calo vendite 14.9%  in 12 mesi;
  • BMW Group calo vendite 3.1%  in 12 mesi;
  • Daimler calo vendita 1.5%  in 12 mesi;
  • Toyota Group calo vendite  6%  in 12 mesi;
  • Nissan calo vendite 24.7%  in 12 mesi;

I dati sono particolarmente pesanti per Nissan e per FCA. Per quanto riguarda il primo caso, può questo fatto aver avuto qualche influenza sulla vicenda di Carlos Gosh? Inoltre FCA ha avuto un calo molto forte e questo ha avuto , probabilmente una ricaduta sensibile sull’andamento della produzione industriale in Italia. Con il -14,9%  le ricadute sull’indotto, oltre che sulle fabbriche nel nostro paese, devono essere drammatiche.

Le cause sono facilmente identificabili:

  • la situazione economica non facile del Continente, o almeno di larghe parti di esso;
  • il non aver compreso per tempo, da parte del management di molte società, le tendenze tecnologiche;
  • la grandissima confusione nei consumatori successiva allo scandalo dei diesel e quindi l’imposizione di norme restrittive e dalle prospettive temporali incerte sulla possibilità futura di circolazione delle auto.

I blocchi, i divieti di circolazione, anche gli stessi incentivi pongono incertezza su un investimento visto ancora come essenziale ed economicamente molto rilevante da parte di un gran numero di consumatori che preferisce non investire in un nuovo mezzo in questa situazione. Quelli che da molti sono visti come passi avanti nel futuro ecologico spesso sono dei colpi al presente.

A questi problemi possono aggiungersene altri nel prossimo futuro: lunedì prossimo il Dipartimento per il Commercio  USA potrebbe emettere un rapporto nel quale l’eccessivo import di auto viene indicato come una minaccia strategica per gli USA, aprendo quindi la strada ai minacciati dazi del 25%. sulle auto di importazione, il che darebbe un ulteriore colpo alle  auto europee.

Se poi si pensa di poter scaricare sul mercato cinese, questi sono gli ultimi dati sulle venite in quella nazione:

Ci sarebbe bisogno di un piano industriale serio, con finanziamenti molto cospicui, ma l’Unione ed i singoli stati appaiono congelati in questa fase. Si attendono forti tagli degli addetti in Germania, dove molta della produzione è già stata delocalizzata in Ungheria e Romania.

 

 

 


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