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DIAMO SPAZIO ALLE CARROZZINE SULLE PISTE CICLABILI di Andrea Depalo

Carissime Lettrici e Carissimi Lettori,

Da qualche tempo sto facendo diverse ricerche per promuovere iniziative che possano favorire l’integrazione della viabilità ciclabile, all’interno di percorsi accessibili, garantendo alle sedie a rotelle lo status di pedone o ciclista, secondo il percorso da seguire.

Di seguito trovate le mie conclusioni. Ho deciso di pubblicarle su scenari economici.it, sperando che il Presidente Fontana (Regione Lombardia) ed il Ministro Fontana (Ministro per la Famiglia e le Disabilità nel Governo Conte) ne facciano tesoro, implementando in tempi brevi una misura utile e a costo zero.

PERCHE’ LA PISTA CICLABILE

E’ noto che la pista ciclabile è, solitamente, un tratto di strada privo di barriere architettoniche, piano e, in taluni casi, anche di una considerevole larghezza (si pensi a piste ciclabili di nuova realizzazione, a più corsie).

Sarebbe interessante, a livello regionale, dare alle sedie a rotelle la possibilità di utilizzare le piste ciclabili (prassi in uso tra le persone con disabilità, ma mai regolamentata, con ovvie conseguenze in caso di sinistri).

Definire e disciplinare, in maniera chiara, questo diritto potrebbe facilitare le Amministrazioni Comunali nel garantire la mobilità delle persone con disabilità, mediante la creazione di percorsi accessibili.

Inoltre, nelle località turistiche, la possibilità di garantire alle persone disabili l’utilizzo delle piste ciclabili potrebbe avere un impatto positivo sul turismo accessibile.

Ciò potrebbe addirittura stimolare la creazione di  appositi itinerari turistici accessibili, visto il precedente del comune di  Mestre, che ha permesso di effettuare ricariche per carrozzine nei punti del bike sharing. ( La Nuova di Venezia e Mestre –  02 giugno 2017 –  Mestre, ricariche per carrozzine nei punti del bike sharing ).

UN PROBLEMA SENTITO

Il problema è già stato sollevato più volte, in diverse sedi Provinciali ( Giornale Trentino -8 Dicembre 2016 – “Spazio ai disabili in carrozzina sulle piste ciclabili” ) e Comunali ( La Nuova Sardegna – Edizione Sassari – 5 Febbraio 2012  – “Monserrato, le piste ciclabili per i disabili” ).

Il carente quadro normativo impedisce però agli Enti  Locali più volenterosi di poter deliberare in merito. Ciò a scapito della mobilità delle persone con disabilità.

L’ESEMPIO OLANDESE

In Olanda è consentito l’utilizzo delle piste ciclabili anche a coloro che si servono delle carrozzine elettriche per disabili.

Secondo la legge olandese, infatti, questi mezzi  vengono trattati come degli ibridi, dovendo sottostare alle stesse norme che regolano il traffico automobilistico quando viaggiano su strada, ma potendo anche circolare sulle piste ciclabili e sui marciapiedi. ( Fiab Onlus – 10 Dicembre 2012 – L’Olanda, i disabili, e le piste ciclabili )

CICLISTA, NOI VENIAMO IN PACE…

Certo i ciclisti potrebbero portare come obiezione il fatto che “le sedie a rotelle e le biciclette hanno velocità diverse e ciò potrebbe mettere in difficoltà il ciclista, che procede a velocità più sostenuta”.

Ma, come dicevo, in Olanda sono autorizzati a circolare sulle piste ciclabili:

•​Bici elettrica

•​Triciclo e scooter

•​Sedia a rotelle elettronica

Le velocità sono regolamentate nel seguente modo:

•​Marciapiede: velocità massima  di 6 chilometri all’ora.

•​Pista ciclabile in ambito urbano: velocità massima  di 30 chilometri all’ora.

•​Pista ciclabile in ambito extraurbano: velocità massima  di 40 chilometri all’ora.

Trovo abbastanza sovrastimate le velocità, almeno in relazione alla legge italiana, visto  ciò che è  stabilito dal Codice della Strada.

Per capire come potrebbe essere regolamentata la materia sulle strade nostrane, bisogna partire dall’art.46 del decreto legislativo n.285 del 1992, modificato dalla legge 29 luglio 2010 n.120, secondo cui:

Ai fini delle norme del presente codice, si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall’uomo. Non rientrano nella definizione di veicolo:

a) le macchine per uso di bambini, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal regolamento;

b) le macchine per uso di invalidi, rientranti tra gli ausili medici secondo le vigenti disposizioni comunitarie, anche se asservite da motore.

Gli scooter e le sedie a rotelle motorizzate sono, infatti,regolamentati anche dalla EN 12184, che stabilisce una velocità massima di 15Km/h.

Tale specifica dovrebbe essere comune a tutti i modelli, poiché è necessario che la ditta costruttrice dichiari che il prodotto è costruito secondo le norme comunitarie vigenti.

Nello specifico, le dichiarazioni del costruttore dovrebbero attestare che il mezzo è stato concepito per persone con difficoltà di deambulazione e persone con incapacità di deambulazione che fisicamente e mentalmente sono in grado di guidare un veicolo elettrico, e che lo stesso è stato prodotto in conformità alle norme.

UNA STNTESI POSSIBILE

Comprendendo la “difficoltà” del ciclista medio di trovarsi davanti una sedia a rotelle a propulsione manuale che potrebbe “costringerlo a rallentare”, propongo una “via di mezzo”:

In pratica, la Regione potrebbe semplificare di molto le cose e stabilire quanto segue:

Carrozzine per disabili a propulsione manuale  Marciapiede

Carrozzine per disabili elettroniche, tricicli o scooter elettrici per disabili Possibilità di transitare sul marciapiede ad una velocità massima di 6 Km/h, possibilità di circolare su pista ciclabile con velocità massima di 15 Km/h .

Altrimenti sulla pista ciclabile non dovrebbero circolare nemmeno le bici elettriche, che i 15 Km/h li superano abbondantemente.

Permettere alle carrozzine a propulsione manuale di circolare sulle piste ciclabili assieme alle carrozzine  elettroniche e a tricicli o scooter elettrici per disabili, superando la legislazione olandese, sarebbe un bel gesto di civiltà, esattamente come non vedere i ciclisti pedalare sui marciapiedi.

Nell’attesa, mi accontento anche della “via di mezzo” proposta poc’anzi.

Andrea Depalo


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