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DECRETO LIQUIDITA’: IL SOGNO DEL BUROCRATE, L’INCUBO DELL’IMPRENDITORE. Vedremo una marea di fallimenti

Il decreto liquidità è nato con la speranza che fosse in grado di portare un immediato aiuto alle aziende in difficoltà perché ormai chiuse da tre settimane nello sforzo di contenimento del Coronavirus. Purtroppo molte di queste aspettative sono state tradite. In Italia non si riesce a fare nulla se non con qualcuno che vuole essere più furbo e quindi imporre assurdi limiti, controlli, condivisioni di costi quando non necessario o addirittura controproducente. Alla fine l'”Enorme iniezione di liquidità” si rivela essere solo un invito a fare debito, in parte garantito dallo Stato con lacci e lacciuoli, e l’ennesimo rinvio di due mesi delle tasse. Niente di definitivo, niente di stabile.

L’unico caso di garanzia a fondo perduto è quello per i prestiti sino a 25 mila euro. Però 25 mila euro sono quattro soldi per le aziende, quelle vere. per questi 25 mila euro ci sono le garanzie al 100%, quindi si saltano le procedure di autorizzazione, ma, comunque, sarebbe stato utile prevedere una modalità ancora più rapida. Però…. meglio che niente. Successivamente la garanzia cala al 90%, 80%, e 70%. Il problema è che il 90% comunque richiede un’istruttoria, che il debito posso reggere etc.

Ora immaginatevi questa situazione: siete un grossista che fino a ieri serviva bar e ristorazione. Ora andate in banche perchè volete usare la garanzia statale e chiedere 200 mila euro di A/C garantita al 90% dallo stato per andare avanti e poter riaprire quando le cose torneranno normali. In teoria 180 mila sono garantite dallo stato, ma con quale business plan la banca vi à i 20 mila euro? Dovrete comunque giustificarle che, in futuro, avrete i soldi per rimborsare il prestito, che dura solo 6 anni. La banca vi darà un prestito per un settore che non si sa quando ricomincerà e se ricomincerà a lavorare?

Inoltre la garanzia SACE non è gratuita, ma costa, ed ha un costo crescente. Perchè crescente? Quanto costa per le PMI?

0,25% il primo anno (250 euro su 100 mila)

0,5% il secondo ed il terzo (500 su 100 mila)

1% dal quarto in poi (1000 euro su centomila)

Non è esattamente un aiuto gratuito. Inoltre non viene fissato un tasso massimo per la banca.

Il tutto poi è sottoposto all’approvazione della UE (Secondo art 108 TFUE) ed a condizioni possibilmente peggiorative nel regolamento applicativo del MES.

Quanto ha stanziato, alla fine, il governo per tutto questo ben di Dio? Pochi miliardi di euro, secondo Zanetti quattro.

Il governo continua a rimandare,  rimandare, ma le aziende non riapriranno. Un’ecatombe annunciata, mentre il governo festeggia nelle sale del potere.


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