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DAVOS: L’ITALIA STA CON TRUMP (INFORMATE GENTILONI)

Il dollaro continua a scendere aiutando così l’export statunitense. L’euro vola e fa male all’Europa. Francia e Germania vogliono fare razzia di imprese italiane e quel posapiano di Gentiloni mai eletto da nessuno da noi bacia le pantofole a Macron.

L’Italia è rincretinita, a causa di Napolitano e di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, a causa dei governi mai eletti al potere rubato agli italiani. L’Italia si è messa dalla parte sbagliata. Noi, l’Italia deve e vuole stare con Trump, non con Merkel. Chi se ne frega di questi dementi che ci propinano, tutti, la loro solita broda schifosa. Sono tutti inutili e dannosi, all’Italia ed ai nostri interessi. Il mondo vero è fuori, è da un’altra parte. Nel mondo vero c’è Trump che sta facendo ottimamente gli interessi del suo Paese, gli Stati Uniti, ed è lui che oggi a Davos segna la Storia dei prossimi anni.

Ci si chiede: il libero mercato è quello in cui Merkel e la Germania, attualmente senza governo, lucrano alle spalle e a svantaggio degli altri Stati membri dell’Unione? Per circolazione di beni e servizi, si intendono quelle tedesche cui si aggiungono prepotentemente quelle francesi? Per circolazione di capitali, si intendono quelli degli altri verso Germania e Francia? Le persone impoverite e rese misere, “circolano” ottimamente nell’Europa tedesca, e di recente dell’asse franco/tedesco? O circolano così come vediamo circolare solo i poveracci venuti dai paesi più malmessi e poveri della terra, a fare danno ed immiserire ulteriormente le nostre città e strade d’Europa?

Donald Trump ha promesso agli americani lavoro e la sua protezione, produzione in loco, un sistema fiscale che li tutela, organismi sovranazionali ridimensionati là dove non rispondono più agli interessi del Paese e degli americani, tipo chiusura dei contributi a chi foraggia i terrorismi ed il terrorismo islamico. L’idea di Europa unita è importante e va protetta e tutelata, rafforzata, ma l’Europa attuale tedesca, oggi franco-tedesca, non è Europa unita, è Germania e Francia falsamente europee per gli affari propri.

Se Gentiloni e i precedenti avessero avuto un briciolo di spina dorsale avrebbero preso via via le distanze dall’andazzo tedesco europeo, è dal 1997 che ve ne era la manifesta possibilità, si sarebbero opposti contro un accentramento tedesco pericoloso e una “superiorità” economica inferta e conquistata a colpi bassi, dubbia e sospettissima. Si sarebbero fermamente opposti. Ci spieghino ora, essi intendono il libero mercato come quello di Xi Jinping, in Cina? Cina e Germania sono ad oggi i detentori, ovviamente con l’adeguamento delle relative misure, dei maggiori surplus commerciali. Trump sta quindi riposizionando gli Stati Uniti riformando il proprio Paese dall’interno perché domani sia e ritorni ad essere competitivo, e sta opponendosi e cercando di mettere un argine fermo e possibile, facendo il lavoro sporco per tutti, noi per primi, ai colossi dei surplus. Mutatis mutandis ovviamente.

Da qui Merkel contro Trump. Si informino Gentiloni e gli altri, Mattarella, che stanno leccando i piedi sbagliati. E si informi anche Mario Draghi in vena di sussulti fuori posto che, in quanto capo della Bce, può anche restare silente, soprattutto a cercare di fare dimenticare agli italiani e all’Italia la famosa lettera pro Merkel e contro l’Italia ai tempi del golpe 2011. Non è certo libero mercato l’operazione quantitative easing. L’obiettivo -raggiunto – di Trump del dollaro basso comporta un euro al rialzo che fa male al nostro export . Con il cambio fisso in Europa la Germania svaluta artificialmente rispetto agli altri Stati membri grazie alla moneta unica e si spiega così il surplus miliardario che la Germania accumula ogni anno. Trump e il sistema da lui costruito mina alla radice il sistema del surplus tedesco, e anche della mancanza di possibilità di variabilità del cambio o svalutazione dell’euro. In un quadro simile, sarebbe necessario ricontattare l’Europa rinegoziando la posizione ad esempio italiana in Europa. L’Italia deve collocarsi pro Trump (e May) e chiedere la ricontrattazione e rimodulazione a proprio vantaggio dell’Europa, non tedesca, non franco/tedesca, ma unita, della nuova Europa. La nostra economia, i redditi, l’occupazione, il nostro benessere sono oggetto oggi di un ribilanciamento negoziale in Europa che deve essere chiesto e voluto proprio dall’Italia. La Germania ieri scriveva dalle colonne del giornale Die Welt che “l’Italia è messa anche peggio della Grecia” e che “solo riforme radicali, come ad Atene, potrebbero cambiare qualcosa, ma cose del genere non sono nel programma elettorale di nessuno dei contendenti alle elezioni”. Questo è il credo tedesco, peggio della Grecia ci vuole ridurre la Germania in compagnia della Francia. L’Italia deve fare perno su Trump (e May), deve dare inizio e vita alla nuova Europa.

Francesca Romana Fantetti


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