Seguici su

Arabia SauditaDifesa

Da mulo dell’aria a predatore dei mari: L’evoluzione del C-27J di Leonardo e la scommessa saudita

Leonardo vende quattro C-27J MPA all’Arabia Saudita: ecco come l’erede del glorioso G.222 si è trasformato in un avanzato predatore armato per la caccia ai sottomarini.

Pubblicato

il

L’industria aerospaziale italiana, spesso bistrattata in patria, mette a segno un altro colpo da maestro sui mercati internazionali. Il recente annuncio da parte di Leonardo della fornitura di quattro velivoli C-27J, nella nuova variante MPA (Maritime Patrol Aircraft), al Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita non è solo una notizia da bollettino aziendale, ma rappresenta un caso di studio su come la politica industriale e la lungimiranza ingegneristica possano generare ritorni di lungo termine.

Con consegne previste a partire dal 2029, questo accordo consolida una partnership strategica nel Golfo, ma ribadisce soprattutto il successo globale di una macchina che, nata per le piste di terra battuta, oggi si prepara a dominare i mari. Il C-27J Spartan, erede diretto del glorioso Aeritalia G.222, si conferma infatti una delle piattaforme multiruolo più ricercate al mondo. E il motivo, in puro stile keynesiano, è legato all’ottimizzazione degli investimenti: un unico asset per molteplici necessità.

Il Modello di Business: Flessibilità e Ricavi Ricorrenti

Nel competitivo, e spesso spietato, segmento dei trasporti tattici medi, la divisione velivoli di Leonardo ha consolidato una posizione di leadership innegabile. Il segreto del programma C-27J non risiede solo nella metallurgia o nell’aerodinamica, ma in un modello di business pensato per la massima flessibilità. L’aereo non è un semplice “camion volante”, ma un vero e proprio sistema modulare multi-missione.

Primo volo del C27J Next Generation

Il successo commerciale parla da solo: con l’ingresso della Royal Saudi Naval Forces, l’Arabia Saudita diventa il 21° operatore globale. Il mercato mediorientale è ormai strategico per l’azienda italiana, tanto che nel giugno 2025 la compagnia Aramco aveva già acquisito due esemplari per antincendio ed evacuazione medica.

La chiave di volta di questa penetrazione risiede nella logica roll-on/roll-off. Lo stesso aereo può essere riconfigurato sul campo di volo, passando dal trasporto truppe all’aeroambulanza, fino al pattugliamento marittimo. Questa versatilità estrema permette alle nazioni di ottimizzare drasticamente i costi di acquisizione. Inoltre, i contratti di supporto logistico garantiscono a Leonardo flussi di cassa costanti, fidelizzando il cliente per decenni in un mercato dove l’assistenza post-vendita vale quanto, se non più, della vendita stessa.

L’Albero Genealogico: Dal G.222 alla Next Generation

L’ingegneria del C-27J poggia su radici storiche profondissime. Nasce alla fine degli anni ’90 come profondo aggiornamento dell’Aeritalia G.222, di cui mantiene la proverbiale spaziosità della stiva e le formidabili capacità STOL (Short Take-Off and Landing). Può operare in teatri ostili, su piste sabbiose o innevate, ma la vera svolta si è materializzata nel 2020 con il lancio della versione Next Generation.

Questa variante ha introdotto migliorie che ne hanno allungato drasticamente la vita operativa:

  • Winglets alari: Migliorano il controllo a basse velocità e consentono operazioni “hot and high” (alte temperature e altitudini), regalando alla macchina circa 1.000 kg in più di capacità di carico al decollo (MTOW).
  • Avionica rivoluzionata: Cinque nuovi display multifunzione a LED, compatibilità con visori notturni (NVG), e sistemi Datalink FANS1/A+. Nuovi autopiloti riducono il carico di lavoro in cabina, aumentando la sicurezza operativa.
  • Prestazioni intatte: Nonostante l’appesantimento tecnologico, l’aereo mantiene una velocità di crociera di 602 km/h e una quota massima di 9.144 metri, ottimo per questo tipo di aereo.

Per comprendere meglio questa transizione, ecco una sintesi dell’evoluzione tecnologica:

PiattaformaRuolo PrimarioEvoluzione Tecnologica Chiave
Aeritalia G.222Trasporto Tattico LeggeroPiattaforma originaria, doti STOL, stiva ampia.
C-27J Next Gen.Trasporto Multi-missioneWinglets, +1.000 kg MTOW, avionica digitale avanzata.
C-27J MPAPattugliamento ASW e AntinaveSistema ATOS, radar AESA, piloni armati subalari.

La Variante MPA: Il Cacciatore Elettronico

La commessa saudita traghetta lo Spartan in una dimensione inedita: il pattugliamento marittimo armato e la lotta antisommergibile (ASW). Se la Guardia Costiera statunitense utilizza già versioni di sorveglianza disarmate (HC-27J), Riad è il primo cliente ad acquisire il velivolo con la capacità di integrare un vero sistema d’arma navale.

Il “cervello” della macchina è il sistema di missione proprietario ATOS (Airborne Tactical Observation and Surveillance) di Leonardo, che fonde i dati di una suite sensoriale impressionante: radar AESA, sistemi elettro-ottici ad alta definizione, recettori per l’intelligence elettronica (SIGINT/ELINT) e un rilevatore di anomalie magnetiche (MAD) per tracciare i sottomarini immersi.

Dotato di finestrini a bolla e lanciatori di boe sonore, l’aereo ospita fino a cinque operatori tattici in stiva, costantemente connessi via satellite. Ma l’aspetto più deterrente è l’armamento: grazie a sei piloni subalari, l’MPA saudita potrà sganciare oltre 3.600 kg di carico bellico, tra cui siluri leggeri e missili anti-nave. Con missioni che possono superare le nove ore (e un’area riposo per l’equipaggio in fusoliera), l’ex mulo da trasporto si è definitivamente trasformato nel predatore marittimo più sofisticato della sua categoria.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento