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Da Gaza alla Groenlandia: la strategia di Trump e l’impotenza europea. La mia intervista a “Il Vaso di Pandora”

Trump e la sua strategia per Gaza e la Groenlandia: al Vaso di Pandora un colloquio con il nostro autore, Fabio Lugano, sulla geopolitca

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In un momento di grandi manovre strategiche che stanno ridisegnando gli equilibri globali, ho avuto il piacere di discutere i temi più caldi dell’attualità geopolitica ai microfoni de Il Vaso di Pandora. L’intervista si concentra sulle recenti, dirompenti iniziative di Donald Trump e sulle reazioni, spesso confuse, delle cancellerie europee.

Il primo punto focale è il “Board per la pace a Gaza”. Trump ha sparigliato le carte con un’iniziativa completamente extra-ONU, invitando al tavolo potenze come la Russia di Putin, la Cina (seppur reticente) e vari attori europei. Si tratta di una mossa che supera le tradizionali vie diplomatiche: un “tavolo dei grandi” dove la ricostruzione di Gaza – con un ticket d’ingresso da un miliardo di dollari – diventa il pretesto per ridiscutere gli equilibri internazionali, dal Medio Oriente ai rapporti di forza globali. L’assenza polemica di Macron e i dubbi di Starmer rischiano di isolare ulteriormente chi si rifiuta di dialogare con la nuova amministrazione USA.

Il secondo tema cruciale è l’improvvisa accelerazione sulla Groenlandia. Non si tratta di una follia di Trump, ma di un calcolo geostrategico preciso. La Groenlandia è fondamentale sia per la sicurezza militare (è sulla rotta dei missili russi) sia per le immense risorse energetiche e minerarie ancora intatte. Di fronte a questo, la reazione dell’UE appare velleitaria: le parole di Ursula von der Leyen su una risposta “ferma e proporzionata” si scontrano con la dura realtà di un’Europa priva di autonomia militare e fortemente dipendente dagli USA per tecnologia e difesa. La Danimarca stessa si trova in una posizione impossibile, stretta tra la sovranità formale e la dipendenza di fatto da Washington.

Infine, uno sguardo al World Economic Forum di Davos e alla posizione dell’Italia. Mentre l’Europa rischia di trovarsi schiacciata tra la pressione americana a Ovest e il conflitto irrisolto a Est, l’Italia sembra aver mantenuto un margine di manovra leggermente superiore, grazie a una minore dipendenza energetica rispetto alla Germania e a una posizione politica meno esposta su dossier scivolosi come quello artico.

Per un’analisi approfondita di questi scenari e per capire come il “nuovo ordine” di Trump impatterà sul vecchio continente, vi invito a guardare l’intervista completa.

Guarda il video qui:

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