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Crisi fra Iran ed Arabia

stretto di Hormutz

Si complica il gioco mediorientale fra Arabia Saudita ed Iran.

Come abbiamo già scritto Iran ed Arabia Saudita sono le due potenze che, tradizionalmente, si contendono il potere nell’area, Inoltre la loro opposizione ha anche un fondo religioso: l’Arabia è il tradizione difensore dell’Islam sunnita, mentre l’Iran lo è dell’Islam sciita, che, oltre che in Iran è diffuso in gran parte dell’Iraq ed ha forti minoranze negli Emifrati Arabi nello Yemen. Le differenze religiose sono state alla base della guerra civile in quest’ultimo paese, dove prima i rivoltosi sciiti Houthi hanno conquistato Sana’a ed Aden, cacciando le forze regolari (e sunnite) del presidente Hadi,  quindi gli stessi ribelli sono stati costretti a ritirarsi , anche se parzialmente, sotto al spinta della coalizione di paesi del Golfo e del Medio Oriente, tutti sunniti, capitanati dai sauditi.

L’Iran per ovvi motivi geografici, si è trovato nell’impossibilità quasi totale di intervenire a favore dei ribelli sciiti. Gli Iraniani hanno provato prima a  sfondare il blocco aereo con un Airbus 310 inviato vero l’aeroporto Al Rahaba, in mano ai ribelli. L’aereo era della linea aerea Mahan Air, con collegamenti diretti con le Guardie Rivoluzionarie Iraniane, ed ha ignorato ogni avviso degli F 15 sauditi, obbligando questi ultimi a bombardare l’aeroporto prima del suo arrivo e quindi obbligandolo a tornare indietro. Dopo questo smacco le guardie rivoluzionarie hanno provato ad inviare un convoglio di navi cariche di rifornimento e scortate da due motovedette lanciamissili pronte a forzare il blocco navale saudita. In questo caso a dissuadere gli Iraniani sono intervenuti gli americani, con la portaerei Theodore Roosevelt ed un incrociatore lanciamissili.

In quest’ottica deve essere inquadrato il sequestro della nave battente bandiera delle isole Marshall americane , con equipaggio danese, da parte delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane, nel canale di Hormutz. La nave  era diretta verso gli Emirati del Golfo, ed è stato un chiaro segnale da parte degli Iraniani che , se loro vogliono, nel Golfo Persico non entra o esce nulla. Per ora questi contrasti non hanno incrinato la distensione fra USA ed Iran, ma tutto dipende dal ripetersi di eventuali incidenti simili. Tutto questo rimane come una spada di Damocle sul petrolio e sul medio Oriente.

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