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Crisi energetica: il maggior produttore mondiale di carbone blocca l’export

I prezzi del carbone sono aumentati e saliranno ancora poiché l’Indonesia ha imposto un divieto temporaneo alle esportazioni di carbone per il timore che non sarà in grado di soddisfare la domanda interna.

Reuters ha riferito che il presidente Joko Widodo aveva anche minacciato i minatori di revoca della licenza commerciale se non fossero riusciti a fornire abbastanza carbone per il consumo interno.

L’Indonesia è il più grande esportatore mondiale di carbone termico e si teme che il divieto possa interrompere l’offerta globale. Secondo Bloomberg, l’Indonesia dovrebbe esportare 482 milioni di tonnellate di carbone, molto più avanti del secondo esportatore mondiale, l’Australia, con 204 milioni di tonnellate.

“Perdere il 40% del mercato marittimo durante la notte, nel bel mezzo del picco della domanda invernale, potrebbe prepararci per un altro picco del prezzo del carbone”, hanno scritto gli analisti delle materie prime di Morgan Stanley in una nota citata da Bloomberg.

Il carbone aveva visto già un sostanzioso rialzo nei prezzi lungo il 2021, anche in Europa. però la causa dell’incremento era da identificare soprattutto  nella Cina e nella sua domanda di energia. Però l’Indonesia si è trovata con  un livello di riserve inferiore al normale, da cui il blocco temporaneo all’export. Con il grafico successivo potete capire che peso ha l’arcipelago nella produzione mondiale di carbone:

L’Indonesia dispone già di un meccanismo di protezione per garantire l’approvvigionamento interno. Si chiama Domestic Market Obligation policy che prevede che i minatori di carbone attivi nel paese debbano fornire il 25% della loro produzione all’utility statale Perusahaan Listrik Negara, a un prezzo fisso massimo di $ 70 per tonnellata. Per fare un confronto, il carbone di riferimento di Newcastle  (Australia)  viene scambiato a oltre $ 150 per tonnellata.

“La mossa potrebbe potenzialmente avere effetti a catena in Cina e India, che sono le destinazioni abituali del carbone indonesiano”, ha affermato Warren Patterson, capo della strategia sulle materie prime di ING.

La Cina ha aumentato la produzione interna negli ultimi mesi prima dell’inverno. I minatori di carbone cinesi dovrebbero beneficiare di questa chiusura indonesiana per alzare i prezzi, ma il vantaggio dipenderà dalla durata della chiusura dell’export che, comunque, ci si attende sia breve. Comunque nei prossimi giorni si vedrà da un lato un aumento dei prezzi del carbone, già in atto in Cina

Dall’altro anche Pechino potrebbe trovarsi in crisi energetica, soprattutto perché adesso nel nord del paese le temperature vanno potentemente sotto zero e la domanda di energia è ad alti livelli.


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