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CRIPTO: SECONDO COLPO CINESE, FIGLIO DEL CAOS

 

Cari amici

altra legnata dal mercato ieri sera , dovuta alla confusione proveniente dal mercato cinese Il tutto è avvenuto circa alle 7 AM ora italiana, quando qualcuno ha tradotto questa comunicazione di Binance, un grosso exchange cinese.

 

Se siete arrugginiti con il mandarino il contenuto di questi ideogrammi è che Binance ha escluso dal proprio exchange una serie di token che sono stati anche bannati dal governo cinese e tramite BPOC e ben 7 ministeri. I token rsi illegali sono piccolissimi (LLT, HCC, ELC, YOYO), senza nessuna ricaduta. Nello stesso tempo però hanno annunciato che i clienti cinesi (con IP cinese)  non potranno più avere accesso ai servizi di exchange, ma solo alle informazioni ed al loro portafoglio per poter ritirare i propri soldi.

Il risultato di questo annuncio è stato il seguente:

La cosa divertente è che  poco prima un altro grande exchange cinese OK Coin, diceva una cosa completamente diversa:

a) Nessuna aveva ricevuto informazioni ufficiali dalle autorità cinesi;

b) se arrivassero comunicazioni ufficiali allora l’exchange  si adeguerebbe;

c) Se eventualmente fosse bloccata la transazione collettiva tramite gli exchange , allora si passerebbe alle transazioni peer to peer, dato che in governo, in nessuna parte dell’articolo, ha dichiarato bitcoin illegale.

Secondo alcune fonti che sto seguendo il governo cinese non desidera altro che gli exchange facciano quello che, nel Trono di Spade, si chiama “Piegare il ginocchio” (Bend the Knee), cioè riconoscano la completa superiorità delle autorità centrali, cosa che nessun exchange indigeno si è sognato di negare. Cosa succederà ? In realtà il mercato delle cripto cinesi è basato più su grandi aspettative che su grandi numeri, pare che solo il  20 % degli exchange cinesi abbia clientela cinee, o almeno così affermano gli exchange stessi. Forse il timore della BPOC è che si posa giocare sul cambio dell yuan passando sulle criptovalute, oppure che le cripto possano permettere un’accelerazione della fuga dei capitali. Il mercato finanziario cinese è molto fragile e stretto stretto controllo della stato, del partito e delle aziende da loro controllate, quindi qualsiasi cosa libera  è mal vista. Comunque vale la pena di ricordare che la Cina NON è il mondo delle criptovalute, che il mondo è molto più grande e he comunque i cinesi troveranno il modo per riuscire ad investire in criptovalute, se lo vogliono, tramite VPN, contratti fiduciari o altro. Il mercato ha reagito in modo eccessivo alla notizia, ma non possiamo negare che potrebbe accadere ancora.

Dato che oggi parliamo di news particolari, vediamo di proseguire sul tema “Litigi e pettegolezzi”

CHARLIE LEE contro RIPPLE.   Ripple è stato accusato dalla Newco concorrente R3, anch’essa impegnata nel mercato bancario, di non essere una vera blockchain e di vendersi per quello che non è

Charlie Lee di Litecoin non ha perso l’occasione per gettavisi dentro con un tweet al fulmicotone.

E non ha completamente torto.. Perchè Ripple non è una criptovaluta diffusa, ma centralizzata, controllata.

Altro problema grosso per IOTA-MIOTA. Praticamente è risultato che , ignoto a tutti, IOTA avesse un gravissimo bug nel proprio sistema di codifica.

IOTA  non usa la blockchain, ma un sistema alternativo denominato TANGLE I ricercatori del MIT hanno scoperto che , quando è stata fatta l’ICO, IOTA aveva un algoritmo non completamente sviluppato e vulnerabile, che ne avrebbe permesso la decodifica. Praticamente il prodotto era fallato  l 7 agosto questa vulnerabilità è stata chiusa, ma chi ha partecipato alla ICO ha comprato un mezzo pacco, e questo deve sempre spingere alla PRUDENZA. Naturalmente IOTA ne ha pagato il conto..

 

IOTA ha superperformato i due crash

Un assaggio del lavoro del “Statistical intruder” Non tutte le cripto reagiscono ai crash allo stesso modo.

Questo è un esempio, solo che il nostro statistico ha i valori per tutte e per tutti i movimenti dell’ultimo mese.

 

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