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CRIPTO: PARTITO IL FUTURE SUL BITCOIN, ICO E NEWS

 

Cari amici

è partito il primo future su bitcoin e, come preventivato, c’è da ballare e da ridere. Il primo future ad essere trattato è quello della CBOE a Chicago.

Ecco qui le chiusure (ricordiamo che, al contrario di Bitcoin, trattato in continuo sugli exchange, questo non vale per i future).

 

Quindi i contratti CBOE , che scadono il secondo mercoledì del mse tranne a Gennaio (quelli CBE scadolo l’ultimo venerdì del mese = prevedono prezzi di 17500 dollari a gennaio, 19140 a febbraio e 19100 a marzo.  La base su cui si fondano queste valutazione è tutta da capire: infatti se le previsioni degli altri beni e servizi sono basate essenzialmente su domanda ed offerta, ad esempio sull base del tasso di crescita dell’economia globale, sui consumi previsti di materie prime nei singoli stati, sulle previsioni agricole dei raccolti etc, il  fondamento delle previsioni riguardanti bitcoin rimane tutto da capire. Anche perchè la quotazione di Bitcoin è andata in una direzione diversa.

L’andamento divergente si può vedere meglio da un grafico comparativo di Zerohedge , che mostra gli andamenti divergenti dei future e di bitcoin .

Come potete vedere ci sono state due interruzioni delle contrattazioni dovute all’eccesso di rialzo, cosa non esistente degli exchange. Come vedete c’è una divergenza , con i future più ottimistici rispetto a bitcoin.

Personalmente starò ben lontano da questo future. Risulta già molto complesso prevedere l’andamento di una criptovaluta la prossima settimana, figuriamoci fra un mese o due. Avessi soldi da buttare via li utilizzerei meglio… Del resto i media mainstream stanno facendo del loro meglio per non far capire nulla, e le criptovalute si prestano troppo a certe manovre della finanza.

Passiamo a vedere le ICO, anzi una ICO. INS.

INS è un token che vuole entrare in un settore del dettaglio, anzi vuole distruggerlo. Praticamente INS vuole costituire una piattaforma che metta in contatto diretto i produttori ed i consumatori, tagliando fuori completamente le reti del dettaglio.

Praticamente INS vuole creare un network che colleghi direttamente produttori e consumatori, senza neppure il bisogno di una piattaforma per il pagamento. Il token INS dovrebbe permettere il diretto contatto fra produttore e consumatore, anche se l’utilizzo di piattaforme esterne premetterebbe poi l’accettazione di pagamenti tramite valute FIAT ed altre criptovalute.

I dati di analisi non sono recentissimi, ma bisogna dire che sono interessanti e isegnano bene il mercato mondale del retail.

In totale saranno emessi 50 milioni di token, 300 token per ogni ETH. Con un soft cap a 20 mila ETH (circa 9 milioni attuali) e hard cap a 60 mila eth (circa 21 milioni) . I token sono i  classici ERC20.  Ecco il programma del lancio:

 

Cosa dire: un programma ambizioso, molto ambizioso. Del resto internet serve proprio per cancellare l’intermediazione, anche se bisogna dire che questo crea problemi logistici molto grandi, di non facile soluzione. Bisogna dire che INS si propone come in gradi di essere migliore di tutti gli altri:

INS dovrebbe essere la migliore in assoluto, altra grande ambizione. Pur essendo l’idea buona, in linea di massima, faccio presente i seguenti punti critici:

  • anche se si propongono contatti pesanti, il volume dei finanziamenti richiesti non mi sembra sufficiente per poter perseguire gli obiettivi;
  • vengono sottovalutati i costi logistici e di consegna. Si tratta di creare da zero una struttura logistica in grado di consegnare in modo dettagliato grandi quantità di beni. Siamo sicuri che quest’attività sarebbe economica?
  • le soluzioni logistiche all’eliminazione del  dettaglio sono applicabili ovunque o si tratta esclusivamente di un progetto realizzabile in determinati ambiti urbanistici e demografici?

Insomma un progetto interessante, ma i cui fondi sono molto limitati, troppo, e che sarebbe utile conoscere più in dettaglio, magari vedendolo applicato in pratica. Troppa vaghezza per tanta ambizione.

 

Passiamo ora alle news:

BITCOIN PLATINUM era probabilmente solo uno scam messo in atto da un ragazzino senza nessuna capacità di mina dietro. Insomma anche gli hard fork piangono.

LITECOIN ha raggiunto i 182 dollari. La motivazione sono legate agli alti costi di transazione di Bitcoin, alle difficoltà di ritirare i fondi da Bitfinex (che pare abbia meno problemi con litecoin) oltre al grande attivismo di Charlie Lee.

 

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