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CRESCITA PIL EUROZONA SI DIMEZZA, ITALIA A ZERO (ma meglio delle attese)

Oggi giornata di risultati sul PIL, con i dati di Eurozona, Italia e Spagna. I dati sono non buoni ed in linea con tutto quello che ci si aspettava e di cui parliamo da tempo.

Iniziamo con l’Eurozona , che viene a centrare le previsioni vedendo una crescita dimezzata rispetto al periodo precedente:

Questi dati hanno rispettato esattamente le previsioni, quindi possiamo dire che era un valore atteso. L’Italia però ha battuto le previsioni di un calo del PIL dello 0,1% attestandosi allo zero. non un numero esaltante, tutt’altro, ma questo offre la congiunta economica in mancanza di una politica fiscale efficace.

Se rimaniamo nell’Eurozona consideriamo che la Francia ha visto un forte calo del proprio tasso di crescita del PIL, mentre la Svezia ha visto addirittura dei dati negativi.

Permangono i problemi precedenti: in una situazione di rallentamento, comunque in atto da un anno almeno, del commercio internazionale viene a mancar completamente la spinta della politica fiscale, per cui si demanda alla politica monetaria una funzione di stimolo non sua, senza considerare che comunque, come sottolineato anche dagli ultimi contrasti sull’obiettivo simmetrico d’inflazione,  non c’è neppure un’unitarietà di visione in materia.  Il rischio è di una stagnazione a livello europeo di lungo termine, che viene a guidare un’uguale rallentamento globale. L’Unione in questo momento è il freno dell’economia mondiale.

Per fortuna per l’Italia la disoccupazione resta stabile e sotto il 10%, con un tasso di occupazione al 59,2% (+0,1%) ed un uguale calo degli inattivi, il tutto non entusiasmante, ma che almeno mostra una certa resilienza del mercato del lavoro. Insomma bisogna tenere duro, ma fino a quando?

 

 


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