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CORONAVIRUS: la rotta balcanica che preoccupa anche la Germania

Gli sbarchi di migranti a rischio di importazione Covid-19 non sono l’unico modo in cui il virus potrebbe tornare. Esiste un altro cammino, molto più insidioso perchè potrebbe spostare numeri anche ben maggiori e che preoccupa tutta la parte centrale del continente, Germania in testa: la rotta balcanica.

Il ministro federale tedesco degli interni Horst Seehofer  ha messo in allarme la politica  per un numero sempre  crescente di rifugiati che si muovono sulla  rotta dei Balcani. “La migrazione sulla rotta dei Balcani occidentali è in aumento e questo stato di migrazione incontrollata  deve essere terminato”, ha dichiarato Seehofer giovedì alla fine di una conferenza a Vienna per combattere la migrazione illegale del giornale “Bild”. Seehofer, che ricordiamo rappresenta l’ala più di “Destra” della CDU-CSU, ha affermato che bisogna aiutare gli stati lungo questo cammino per permettere di fermare e controllare questi flussi migratori che, tra l’altro, poi vengono a premere ai confini italiani del Friuli.

In una conferenza stampa con il suo collega austriaco Karl Nehammer, Seehofer ha pertanto appoggiato la proposta austriaca di istituire una “piattaforma di coordinamento” comune per controllare e limitare la migrazione sulla rotta dei Balcani e sulla rotta del Mediterraneo orientale. Dovrebbe essere una specie di “sistema di allerta precoce” per scambiare esperienze e poter reagire rapidamente ai nuovi sviluppi in loco, ha dichiarato Seehofer. Certo, magari qualcuno dovrebbe poi ricordare a Seehofer come i principali strumenti di trasporto migranti sulla rotta mediterranea sono proprio le navi delle ONG, spesso tedesche, che agiscono da taxi su questa rotta, ma sapete, i tedeschi su questo tema sono un po’ smemorati…

La Germania, l’Austria e gli altri paesi dell’area sud orientale della UE creeranno una piattaforma di coordinamento per monitorare e bloccare i flussi migratori lungo la rotta balcanica, condividendo le informazioni e strumenti tecnici anche con paesi che non sono parte della UE, ad esempio l’Austria manderà materiale tecnico ed una decina di guardie di frontiera per collaborare al controllo delle frontiere serbe. Il tutto non solo per contenere i flussi di migranti, ma anche gli afflussi di possibili nuovi contagi dalla Turchia e dall’Area medio orientale dola il contagio è ancora molto diffuso. Del resto molti focolai tedeschi , dove i contagi ieri sono stati ancora 900, sono legati a flussi, legittimi o meno, provenienti dall’estero.


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