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Analisi e studi

Conte vuole prorogare lo “stato di emergenza” per arrivare al semestre bianco (di P. Becchi e G. Palma su Libero)

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Articolo a firma di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero del 12 maggio 2020:

Un tempo era una telefonata ad allungare la vita, come diceva un noto spot pubblicitario della fine degli Anni Ottanta. Oggi il virus, un’occasione unica per il governo di tirare a campare il più possibile facendo leva sullo stato d’eccezione permanente.

L’ultima trovata di Conte è infatti inserita, stando ad una bozza che circola in queste ore, nel cosiddetto “Decreto Rilancio”, un decreto-legge che dovrebbe essere approvato a breve dal Consiglio dei ministri: il prolungamento di altri sei mesi dello “stato di emergenza”.

La prima dichiarazione dello stato di emergenza” risale al 31 gennaio 2020, della durata di sei mesi, quindi con scadenza al 31 luglio 2020. All’epoca il governo lo fece senza passare dal Parlamento, con una delibera del Consiglio dei ministri pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 1° febbraio 2020. Legittimo, ma se ne accorsero in pochi, tant’è che quegli stessi virologi che oggi diffondono il panico all’epoca dissero che il virus in Italia non circolava. Poi sappiamo bene cosa è successo. In questo stato – cosiddetto d’emergenza – il governo ha potuto salvaguardare la sua sopravvivenza perché, tanto la maggioranza quanto le opposizioni, si sono sentite inibite dal creare una crisi di governo. C’è il virus, e grazie al virus è stato possibile alimentare il panico sociale.

Ora Conte potrebbe riprovarci inserendo la proroga dello “stato di emergenza” all’interno di un decreto-legge, il “Decreto Rilancio”. In tal caso la continuazione dello stato emergenziale al 31 gennaio 2021 entrerebbe  in vigore subito dopo la pubblicazione del decreto-legge sulla Gazzetta Ufficiale. Il Parlamento sarà chiamato a convertirlo in legge entro i successivi sessanta giorni, ma nel caso qualcuno alzasse la testa e volesse evitare la proroga, è facile che il governo metta la fiducia sul decreto. Chi si assumerà la responsabilità, soprattutto nella maggioranza, a non votare la fiducia al “Decreto Rilancio” che conterrà – oltre alla proroga dello stato emergenziale – gli aiuti economici a famiglie e imprese? Sta di fatto che, insieme agli stanziamenti economici, passerà anche la proroga dello “stato di emergenza”.

Dal punto di vista politico tutto questo ha un significato preciso: la sopravvivenza del governo Conte e della maggioranza giallo-rossa. Almeno per altri sei mesi. Ma a gennaio 2021 il Paese sarà in pieno inverno, questo virus, un altro virus, una alluvione, l’invasione di locuste, qualche emergenza riusciranno a trovarla. E allora Conte prorogherà lo stato emergenziale di altri sei mesi, fino al 31 luglio 2021, guarda caso quando scatterà il semestre bianco e le Camere non potranno essere sciolte prima dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, nel gennaio-febbraio 2022. Con al Colle un Capo dello Stato eletto dalla quarta votazione in avanti dall’attuale maggioranza giallo-rossa, l’ex avvocato del popolo si sarà garantita la permanenza a Palazzo Chigi fino alla scadenza naturale della Legislatura, il 2023.

Il presidente del consiglio è scaltro. Lo diciamo da tempo. In questo lasso di tempo potrebbe dar vita ad un suo partito di Centro (la vecchia Dc di cui siamo stati i primi a parlare su questo giornale qualche mese fa) e fare da collettore di voti nello stesso bacino elettorale di Renzi. Se il senatore di Firenze lascerà al governo via libera sulla proroga dello “stato di emergenza”, si lascerà mangiare da Conte. Godendo, come ora è risultato del tutto evidente, del sostegno di Grillo, Conte potrebbe anche aspirare a diventare lui il capo politico del Movimento 5 stelle. Questo è il disegno segreto di Grillo, che appunto spera nella prosecuzione dello stato di emergenza per realizzare il suo piano in autunno o inverno, quando verrà eletto il successore di Di Maio, che non sarà Di Battista ma forse proprio Conte.

Dal punto di vista delle opposizioni Salvini deve fare tutto il possibile per  impedire la proroga dello stato di emergenza, se non vuole uscire completamente logorato dalla fase emergenziale.  L’urgenza sulla quale Conte ha poggiato l’intera “Fase1”, con tutti i Dpcm adottati, non era la letalità del virus ma la mancanza di respiratori polmonari e di posti letto sufficienti in terapia intensiva. Oggi la situazione è parecchio diversa: ci sono più del doppio dei respiratori e dei posti letto del passato, e se la maggioranza desse il via libera al Mes (ed è molto probabile che succeda), con i 36 miliardi previsti si potrebbero costruire tutte le apparecchiature ospedaliere sufficienti per evitare nuovi lockdown. Insomma, non ci sono ragioni che giustifichino il prolungamento dell’emergenza.

È chiaro che la proroga  è solo un tentativo del governo di continuare a campare facendo leva sulla paura del virus. Questo è un governo che prima si è retto sulla paura nei confronti di Salvini e ora sulla paura del virus. Nessun diritto di riunione o di assembramento sino a gennaio del 2021? Non è  sufficiente occupare le aule parlamentari  per due giorni e due notti e dire delle cose bellissime. Bisogna fare qualcosa. La democrazia, come abbiamo scritto nel nostro ultimo libro, è in quarantena, non è tollerabile che entri in terapia intensiva.

[di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero del 12 maggio 2020]

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Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

Qui i link per l’acquisto:

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https://www.ibs.it/democrazia-in-quarantena-come-virus-libro-paolo-becchi-giuseppe-palma/e/9788833371535

https://www.mondadoristore.it/Democrazia-quarantena-Come-Giuseppe-Palma-Paolo-Becchi/eai978883337153/

https://www.libreriauniversitaria.it/democrazia-quarantena-virus-ha-travolto/libro/9788833371535

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