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Chi, come e perché, pilota la crisi economica in atto

Ermmanno Cavallini

Ermmanno Cavallini Presidente ass. no profit IL GABBIANO

Questo è il primo di una serie di brevi articoli scritti in merito alla crisi economica e con il preciso scopo di fungere esclusivamente da “stimolo di riflessione” per facilitare poi una successiva elaborazione, sia personale che collettiva.
Scrivo grazie alla determinante sollecitazione dell’economista e conferenziere Maurizio Gustinicchi, che ringrazio del suo incoraggiamento e con cui ho avuto un costruttivo e intenso scambio di vedute, prima a mezzo internet e poi di persona durante una pausa dopo il suo interessantissimo intervento alla conferenza per i 10 anni del Club Occidente a Jesi sabato 08/11/2014.

In questo primo, breve articolo vorrei trattare il tema se esista o meno una “regia occulta” della crisi economica e, in caso positivo, che composizione e psicologia possa avere l’eventuale “gruppo di regia” che ormai, a mio avviso, usa la politica come uno strumento per manipolare e tenere sotto scacco le persone comuni.

Nel caso asai probabile che esista ( un enorme numero di indizi va in questa direzione), questo invisibile gruppo dirigente è molto probabilmente di tipo oligarchico: in esso vige una logica di collaborazione solo limitata all’ottenimento di una generale maggiore governabilità di tutto il resto delle persone ed è pervasa da una avarizia esistenziale alla lunga autodistruttiva.
Gli stessi sono inoltre divisi in continue e contemporanee lotte intestine di potere tra loro che non pregiudicano però minimamente la loro negativa azione di guida sulla collettività.
Il bello (si fa per dire) è che essendo persone indubbiamente intelligenti sono vittima di dinamiche in cui parte della loro stessa intelligenza divenuta perversa, si rivolge contro loro stessi ed è utilizzata per trovare giustificazioni morali al loro operato, fino all’assurdo che questi si sentano perfino “illuminati”.
L’illusione di risolvere tutto ottenendo più “governabilità” è frutto di un modello eccessivamente individualista ed edonistico che sono, purtroppo, riusciti a trasmettere a gran parte della popolazione che lo assume ormai come proprio valore sebbene non nel proprio interesse!
Questi occulti oligarchi sono in effetti anche persone molto malate e la loro patologia è una forte forma di tossicodipendenza simile a quella da gioco d’azzardo, ma avente come oggetto il potere ed i suoi derivati. Più ne hanno e più ne vogliono, in un vortice infinito e perverso; un po’ come l’archetipo rappresentato al cinema dall’imperatore Palpatine di Star Wars.
Questo logicamente è un male non solo per noi ma anche per loro.
Infatti, se si compone un grafico della qualità della vita individuale in funzione del censo (la ricchezza individuale), vedremo che per un reddito zero avremmo logicamente una qualità della vita molto bassa e, aumentando il censo, aumenterà anche la qualità della vita in modo lineare. Oltre una crescita iniziale però vedremmo che la retta tende a divenire gradualmente una riga orizzontale fino ad un punto di massima efficienza ricchezza/qualità della vita, oltre a questo ogni ulteriore ricchezza richiederà sotto varie forme un’energia e un condizionamento della qualità della vita negativo sempre più grande, fino a mostrarci un diagramma simile alla celebre campana di Gauss, tanto conosciuta tra i tecnici di tutto il mondo.
Per fare un esempio pratico una persona eccessivamente ricca tenderà a spender sempre più energie e tempo per proteggere il suo vantaggio economico dagli altri (tanto più dagli ‘squali’ come lui), riducendo il tempo che ha a disposizione per tutto il resto. Altro aspetto non secondario sono i rapporti umani che sono per questi soggetti, alterati e storpiati dal loro eccessivo potere: amici e familiari staranno vicini a questi poveretti più per godere delle loro fortune e del loro potere, che per sincero amore e rispetto, precipitando inconsciamente la loro vita in un’ipocrisia autodistruttiva simile a quella dell’avaro narrato nel celebre “Canto di Natale” di Charles Dickens.
In definitiva, questi burattinai oltre che “nemici pubblici” sono forse ancor di più dei malati tossicodipendenti “da potere”, che amorevoli infermieri dovrebbero per il comune bene disintossicare dalla propria droga.

Purtroppo oggi si è venuta a creare una situazione in cui una larga parte della popolazione, più o meno consciamente, vuole “tutto e subito” e, visto che questo in realtà non è possibile, si rifugia per difesa psicologica perversa in una visione della realtà volutamente superficiale e spesso limitata, nel tempo e nello spazio, all’orizzonte della propria “ isola umana”.
Questo effetto di per sé naturale e umano è a mio avviso strumentalizzato e amplificato ad arte da un “gruppo di regia” occulto che ormai tira i fili anche di gran parte della politica non solo italiana.
La storia in qualche modo si ripete, la funzione di contenimento sociale che in età medioevale svolgeva il senso di colpa, oggi viene svolta in modo diverso ma forse assai più sottilmente efficace da un eccesso voluto e pilotato di edonismo e individualismo portato all’estremo.
Dall’analisi approfondita di quello che succede, si evince – prima intuitivamente e poi cercandone le prove – che quello che sta succedendo evolve verso un preciso modello sociale che non può essere frutto del caso.
Il modello verso cui si sta dirigendo la società, a mio avviso, è una variante tecnologica di tipo neofeudale : probabilmente si vuole raggiungere gradualmente un alto livello di “governabilità”, che si traduce in pratica nella ulteriore e voluta divaricazione della forbice sociale tra poveri e ricchi. La classe media in questo progetto verrà fortemente ridotta, creando pochissimi nuovi ricchi e moltissimi nuovi poveri: questo metterà i secondi in stato di continuo bisogno e quindi altamente ricattabili dai primi.

Ora oltre che iniquo dal punto di vista etico, pur fondamentale, vero è che anche dal punto di vista tecnico questo produrrà l’effetto pratico di un crollo della produzione di beni e servizi per abitante, con un impoverimento generale della collettività. Uno degli aspetti fondamentali di cui studiando mi sono sempre più convinto è che IN UN DATO CONTENITORE SOCIO-TERRITORIALE, SI REALIZZA LA MASSIMA PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI CON LA MASSIMA PRESENZA DI COMPONENTI DELLA CLASSE MEDIA, poiché è, infatti, sostanzialmente la classe media ad essere sia produttrice che consumatrice di beni e servizi, appunto.
Ne deriva che per aumentare l’efficienza del sistema ed il benessere, dovremmo quindi limitare il più possibile la presenza sia di troppo poveri che di troppo ricchi: perché per motivi diversi, entrambe le condizioni sono di peso ad una sana circolazione economica, in una economia realmente al servizio dell’uomo e non viceversa. Cosa, del resto, più volte richiesta sia da Papa Francesco che da rappresentanti di altre fedi religiose, oltre ad essere obiettivo etico e sociale condiviso anche da una larga parte del mondo laico e non credente.
Preciso che nel mio enunciato per “contenitore socio/territoriale” intendo, a seconda dei casi, sia una città che una provincia, una regione, uno stato o anche un aggregato di ordine superiore.
Voglio anche ricordare molti studi del famoso e geniale industriale e filosofo Adriano Olivetti a cui in una certa misura mi sono ispirato: già Adriano Olivetti in pieno boom economico aveva ipotizzato che la differenza tra il reddito minimo e quello massimo non dovesse superare mai un rapporto di 1:40. Molti non sanno che recentemente in Svizzera un referendum di iniziativa popolare ha tentato di limitare addirittura a 1:12 questo rapporto, senza riuscirvi per una piccola percentuale di voti.

Concludo questo iniziale, parziale e sintetico, “ spunto di riflessione”, rinviandovi ad altri futuri articoli in cui vorrei trattare i diversi aspetti del problema.
Invito intanto tutti gli interessati – non importa di quale credo religioso o politico – a dare un contributo elaborativo con le proprie riflessioni al nostro gruppo di lavoro multidisciplinare, gruppo che al momento, non avendo alcuna sponsorizzazione, è presente solo su facebook con la denominazione di “Nuovo orientamento culturale” al seguente link : https://www.facebook.com/groups/nuovoorientamentoculturale/?ref=ts&fref=ts

Un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno spronato a questa iniziativa e senza i quali questo gruppo non esisterebbe.

Ermanno Cavallini 09/11/2014 Fano

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