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Colombia: l’aumento delle tasse porta a rivolte.

 

Quando si vuole raggiungere l'”Equilibrio fiscale” sarebbe meglio parlarne con il popolo e discuterne approfonditamente, altrimenti, nei paesi normali, si rischia grosso. Il ministro delle finanza colombiano, Alberto Carrasquilla, ha presentato il 14 aprile un progetto di legge con pesanti aumenti fiscali, per 6,74 miliardi di dollari, che includevano tagli ai contributi e l’introduzione dell’IVA su una serie di servizi pubblici utilizzati dai colombiani.

Purtroppo per il ministro la mossa del governo non è stata concordata col presidente, con i parlamentari e, soprattutto, con i colombiani, che, al contrario degli italiani, non sono abituati a essere tosati senza dire nulla, anche se qui da noi c’è sempre il fine superiore dell’Unione e dei suoi valori e voleri. Il parlamento ed il presidente Duarte si sono schierati tutti contro il ministro, per cui la sua legge difficilmente sarà approvata, ma questo non è stato sufficiente.  Sono scoppiate delle manifestazioni, compreso uno sciopero generale che dovrebbe iniziare domani. Le proteste sono sfociate in scontri con la polizia.

Ci sono stati 800 feriti, 16 morti oltre 400 arresti, saccheggi ed incendi. Il progetto di legge è stato immediatamente ritirato, il ministro delle Finanze ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni e sarà sostituito.

Ci sono 400 morti al giorno per il covid-19 ed i danni portati dall’epidemia e dal lockdown al paese sono stati forti, con un calo del PIL del 3,4% su base annua. La disoccupazione è in crescita in un paese che, fra l’altro, proveniva da una situazione fragile. Pensare di aumentare le tasse con ll’IVA sui servi pubblici è stata una scelta Irresponsabile, come lo è chi in Italia parla già di necessità di tornare al Patto di Stabilità ed all’austerità.

 

 

 


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