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IL COLLE FUORI DAL MONDO…GLOBALE “REALE”

Post da Orizzonte48, sito che vi invitiamo a consultare

 
quirinale 

Solo degli ignavi, conformisti, superficiali ed impreparati, potrebbero pensare che gliUSA siano “usciti dalla crisi“. Solo cioè persone che si accomodano su dati mensili o trimestrali parziali, e accuratamente selezionati dal sistema dei media e del marketing finanziario, che cerca di sopravvivere, sempre e comunque, lasciando nelle mani degli sprovveduti il bombolone con la miccia accesa negli ultimi millimetri.

Su questo punto vi invito a leggere questo articolo di Mauro Bottarelli, ricco di indicazioni e analisi eloquenti. Arricchito dalla ricerca di indicatori indizianti altamente sintomatici, ci racconta perchè, nell’economia reale, ci sia poco da scherzare.

 

Insomma, nella totale inconsapevolezza della situazione dell’economia reale “globale”, e nell’isteria collettiva sui dati della finanza pubblica, in €uropa e in Italia soprattutto, va in scena l’allegra incoscienza di chi crede ottusamente, come un integralista religioso indottrinato e votato al sacrificio “salvifico” (nell’al di là), che le politiche monetarie, convenzionali e non, siano la condizione necessaria e sufficiente per rilanciare l’economia e attuare le riforme supply side, corroborando la legge di Say applicata alla “infinita” competitività deflattiva: questa costituisce l’unica Legge morale e pretesamente scientifica che governa l’€uropa delle banche (piene di buchi di bilancio da ripianare drenando capitali dalle tasche dei debitori insolventi!).

 

Questa premessa vale a raccontare l’Italia, nella sua tragica condizione di mancanza di risorse culturali, nel suo conformismo autorazzista e asservito a un paradigma eurocrate che non accenna a diminuire la presa del suo “tallone di ferro“.

Inutile dire che senza informazione sui fatti e con valutazioni “pop” di tipoorwelliano, la democrazia, – che è un fatto di equilibri sociali stabiliti normativamente (perchè a questo servono le Costituzioni non a intrugliare alchimie istituzionali che sono solo strumenti e non “fini” per il benessere generale)- non è “a rischio“: è già irrimediabilmente compromessa.

 

Basterebbe dire che un intero continente che si fondi su gold standard de facto (cioè l’euro e il suo inevitabile pendant di colonizzazione: altro che pace e giustizia tra i popoli!), legge di Say (cioè supply side per la competitività come unico residuale strumento di politica economico-fiscale) e deflazione flessibilizzante del lavorosi autocondanna alla ripetizione delle crisi economiche del 1873 e del 1929. Anzi peggio di allora, dato che le misure oggi suggerite sono ridicoleed incapaci persino di trovare quei minimi spazi di intervento pubblico che allora furono variamente concepiti (anzi li contrastano apertamente).

 

Queste cose chi legge questo blog le conosce già: ma una cosa appare certa

E cioè che della realtà economica globale – cui pure anelano ad appartenere orgogliosamente e ostentatamente – i nostri politici sono sicuramente all’oscuro e vivono in una descrizione semplificata e orrendamente “pop”che li fa preoccupare solo della lotta per l’elezione al Quirinale.

Lo stato confusionale è tale che, credendo che la situazione economica mondiale sia sotto controllo e che solo l’Italia abbia “qualcosina” da correggere con le riforme supply side (in modo da reggere la sfida del gold standard e della Legge di Say!), riforme da fare il più presto possibile, occorra trovare un personaggio da eleggere che sia conforme a queste aspettative, oltre che, naturalmente, idoneo a destreggiarsi fra le esigenze di consenso di breve periodo di gruppuscoli politici completamente ignari del vulcano su cui sono seduti.

 

Insomma, la spasmodica e isterica attenzione al “come” si svolgerà l’elezione del Presidente della Repubblica dimostra la irresponsabile inadeguatezza di un’intera classe dirigente, che include i vertici industriali, le fondazioni-think tank senza confine tra interessi privati e funzionalità democratica delle istituzioni, e una serie di homini novi, totalmente privi della preparazione minima per accorgersi dellacaduta della “logica elementare” in cui si trovano immersi.

E NON SI PREOCCUPANO!

Purtroppo, non è difficile immaginare chi pagherà il conto di tutto ciò: ma è anche da temere che chiunque sarà eletto, CHIUNQUE, si troverà nella situazione di…Badoglio.

Cioè nel gestire di qui a poco una “sconfitta” che non potrà più essere nascosta dallagrancassa delle disinformazione mediatica.

Per questa classe dirigente non può esserci un grande futuro

Se non nel paradosso de “l’effetto pretoriani”. Che però ricorda troppo una neo-Salò privatizzata e, naturalmente, farsesca…

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