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Palestina, lo stop di Trump, ma Netanyahu non molla la cisgiordania

Palestina, l’interminabile resistenza continua, stop degli USA all’annessione della cisgiordania, ma Netaniau non molla.

Nella data del 1 luglio doveva essere annunciato ufficialmente il piano di annessione  di una parte dei Territori Occupati Palestinesi, nello specifico la Valle del Giordano.

Ma …. tanto rumore per nulla!

Scritto da Michela Chimetto

L’inossidabile Netanyahu, nonostante la sua arrogante baldanza ha dovuto rallentare, i suoi sodali americani lo hanno frenato!

Il pretesto è l’emergenza sanitaria in America e pure in Israele, dove l’infezione ha ripreso a diffondersi ma in realtà la vera motivazione è che attualmente il mondo guarda all’ annessione in modo abbastanza critico – a parte i soliti noti complici di Israele – e questo ha sicuramente inciso sulla decisione di sospenderla.

Il mondo ha girato le spalle anche sulla questione della cisgiordania

Purtroppo è solo un rinvio ; quando l’attenzione  di un mondo sempre molto distratto sarà altrove, il governo israeliano non rinuncerà a prendersi ufficialmente ciò che da lungo tempo ha deciso, ignorando le risoluzioni ONU e perfino la Convenzione di Ginevra laddove si afferma che una terra occupata militarmente non può essere annessa: la Cisgiordania è stata occupata da Israele, nel giugno 1967 con la guerra dei sei giorni.

Del resto, come affermano molti Palestinesi  della Valle del Giordano, l’annessione è già un dato di fatto.

Perché allora è fondamentale opporsi a questo atto unilaterale?

Una volta stabilito che parte dei Territori Palestinesi Occupati diventano terra israeliana si sancisce in modo drastico la fine del Processo di Oslo, che pure non è mai stato realizzato, e la fine di qualsiasi azione per concordare  una soluzione equa  della questione palestinese.

Ma fatto che non è accettabile , non nel nostro tempo, l’annessione sancirebbe una situazione di apartheid: nella stessa terra con-vivrebbe un popolo con TUTTI  i diritti assieme a quello palestinese al quale TUTTO è negato: dall’accesso all’acqua, alla possibilità di spostarsi sia all’interno che fuori dai confini, dall’accesso a beni e servizi fondamentali  che i Palestinesi con redditi molto  bassi non potrebbero permettersi.

La situazione è già molto compromessa: l’occupazione militare è durissima, la terra palestinese è massacrata dalle costruzioni illegali dei coloni  che continuano a sorgere, le violazioni dei diritti umani sono quotidiane con uccisioni , ferimenti , incarcerazioni arbitrarie, distruzioni di case a alberi.

L’assedio di Gaza

A Gaza, l’assedio israeliano non permette l’arrivo di cibo, acqua potabile, farmaci; frequenti sono i bombardamenti notturni , anche se la nostra servilissima informazione non ne dà notizia.

A ciò si è arrivati perché finora nessuno tra quelli che contano ha protestato, nessuno tra quelli che potrebbero ha condannato, nessuno tra quelli che dovrebbero ha comminato sanzioni a Israele, pur  in  presenza di comportamenti gravemente illegali: Israele è al di sopra della legge!

Il silenzio e l’inattività  dell’Europa e delle istituzioni internazionali che si limitano a deboli condanne di prammatica, i tradimenti dei paesi arabi, delineano un quadro di totale solitudine dei Palestinesi.

E come ha scritto pochi giorni fa Alberto Negri “nessuno si inginocchia per i Palestinesi, siamo complici di un nuovo crimine”.

Michela Chimetto, attivista per i diritti umani

Leggi anche: Israele, Netanyahu silenzia l’intelligence per annettere la Cisgiordania. Così la democrazia rischia di ammalarsi


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