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Cina: Xi Jinping “decapita” i vertici militari per salvare la “purezza” del Partito

La scure della disciplina di partito è calata, implacabile e improvvisa, sui massimi vertici dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). In una mossa che ha colto di sorpresa molti osservatori internazionali, ma che si inserisce perfettamente nella logica accentratrice del leader cinese, Pechino ha annunciato la rimozione e l’indagine per “gravi violazioni disciplinari” di due delle figure più potenti del suo apparato militare.
I nomi coinvolti non sono di secondo piano: parliamo di Zhang Youxia, primo vicepresidente della Commissione Militare Centrale (CMC) e massimo ufficiale in uniforme della Cina, e di Liu Zhenli, capo del Dipartimento di Stato Maggiore Congiunto della stessa CMC.
In un colpo solo, il comando supremo militare cinese si ritrova dimezzato. A guidare la Commissione rimangono unicamente il Presidente Xi Jinping e il secondo vicepresidente, Zhang Shengmin. E, ironia della sorte che tanto ironia non è, quest’ultimo è proprio il responsabile degli affari disciplinari all’interno delle forze armate. In pratica, il controllore è rimasto solo al comando insieme al leader supremo, in un vuoto di potere operativo che solleva numerosi interrogativi sulla stabilità del gigante asiatico. Una situazione non facile, che mette ciascuna delle due figure nella mano dell’altra.
Situazione della Commissione Militare Centrale (CMC)
| Ruolo | Nome | Status Attuale | Note |
| Presidente | Xi Jinping | In Carica | Segretario Generale del PCC |
| 1° Vicepresidente | Zhang Youxia | Sotto Indagine | Sospeso per violazioni disciplinari |
| Capo Stato Maggiore | Liu Zhenli | Sotto Indagine | Rimosso dalle funzioni operative |
| 2° Vicepresidente | Zhang Shengmin | In Carica | Responsabile della Disciplina Militare |
Il contesto: tra Congresso e Centenario
Perché questa epurazione, e perché proprio ora? La tempistica è tutt’altro che casuale. Il prossimo anno si preannuncia cruciale per la Repubblica Popolare Cinese, che dovrà affrontare due scadenze epocali:
Il 21° Congresso del Partito: un evento quinquennale che segna tradizionalmente i rimpasti ai vertici del potere politico ed economico.
Il Centenario del PLA: la scadenza fissata per raggiungere il primo grande traguardo di modernizzazione delle forze armate.
Rimuovere due leader militari di questo calibro alla vigilia di eventi così determinanti è indubbiamente una mossa rischiosa, che potrebbe creare instabilità, ma che rivela la ferrea determinazione di Xi Jinping. Per la leadership del Partito Comunista, la purezza politica e la disciplina vengono prima di qualsiasi competenza tecnica o continuità operativa.
La dottrina della “Purezza”
Già in un discorso del 2020, Xi aveva lanciato un severo monito contro i comportamenti che danneggiano la “purezza del partito“, citando problemi irrisolti di “impurità ideologica, politica, organizzativa e di condotta”. Dietro queste formule retoriche, tipiche della nomenclatura di Pechino, si cela spesso una brutale lotta per il controllo delle risorse e del potere.
L’Esercito Popolare di Liberazione non è un esercito statale nel senso occidentale del termine, ma è il braccio armato del Partito. In quest’ottica, la fedeltà assoluta al leader supremo non è negoziabile. La campagna anticorruzione, che da anni investe i settori chiave dell’economia e dello Stato, funge anche da formidabile strumento di consolidamento politico.
I rischi per la modernizzazione
Da un punto di vista tecnico e di gestione delle risorse questa epurazione ha un costo. Il PLA sta attraversando una fase di modernizzazione tecnologica e strutturale, trainata da enormi investimenti statali in tecnologia avanzata, cantieristica navale e armamenti ipersonici.
Tuttavia, decapitare il vertice dello Stato Maggiore significa rallentare la catena di comando e diffondere un clima di terrore tra gli alti ufficiali, i quali potrebbero preferire l’inazione al rischio di commettere “errori politici”. Il problema è che diversi comandanti militari sono stati eliminati in rapida successione, anche responsabili di programmi complessi che richiedono continuità, su sospetti di corruzione o di non conformità politica. Fino a quando i vertici militari tollereranno questa situazione.
La mossa di Xi manda un messaggio cristallino a tutto l’apparato, militare ed economico: nessuno è intoccabile. Resta da vedere se questa ricerca ossessiva della “purezza” renderà la Cina più forte e coesa, o se finirà per paralizzarne le capacità operative proprio nel momento in cui ambisce a sfidare l’egemonia globale statunitense. Inoltre sempre più potere si sta concentrando in un pugno di figure chiave molto ristretto: quanti sistemi politici possono permettersi questo grado di concentrazione?







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