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CINA: LA CRESCITA SI FINANZIA CON L’ESPANSIONE MONETARIA E DEL CREDITO

 

Recentemente la Cina è tornata nei discorsi politici italiani dopo che un leader dell’opposizione ha parlato di una possibile lega mondiale dagli USA all’Europa Unita a Putin per contrastare lo strapotere di Pechino.

Se si volesse veramente competere con un paese e questo fosse visto come un nemico, cosa comunque da rifuggere proprio concettualmente perchè i nemici economici diventano presto nemici militari, bisognerebbe farlo ad armi pari  anche dal punto di vista economico e sociale: se l’Occidente vinse sul blocco comunista fu anche perchè implementò, volenti o nolenti, una serie di politiche sociali avanzate, quali il sistema pensionistico e sanitario universale, e di espansione economica e monetaria tali da rendere l’altro blocco umanamente ed economicamente non competitivo. Purtroppo poi negli anni ’90   la sensazione di vittoria trionfalistica del sistema capitalistico ha fatto progressivamente mettere da parte o in forte discussione questi concetti, con i risultati che stiamo ben vendendo in Europa. Se un sistema ha sempre ragione , perchè deve fare delle concessioni? Perchè deve far star bene la gente, in fondo non potrà che accettare una diversa forma del sistema stesso, per cui, con questa via, siamo arrivati alla situazione attuale.

Se però ci si vuole confrontare con la Cina è necessario fare alcune valutazioni del supporto diretto che lo stato viene  a dare all’economia ed al sistema creditizio di quel paese. Perchè non si può pretendere che l’Italia  possa competere con un sistema che non ha nessun problema nel sostenere il proprio credito in modo diretto , con una propria politica monetaria.

Vediamo come si comporta la Cina sul tema in questione. Se valutiamo la crescita di lungo periodo la massa monetaria M2 cinese, è cresciuta praticamente in modo parallelo con la crescita del PIL di quel paese.

A dimostrazione che non può esserci crescita senza una politica monetaria espansiva.

Passando più al dettaglio vediamo un aggregato monetario, specifico per la Cina, che si chiama “TSF” , Total Social Financing, Finanziamento sociale complessivo (“社会融资规模” o “社会融资总量,”) ( la presenza della parola sociale già indica una differenza) che viene utilizzato per indicare l’espansione del credito in quel paese. Questo valore viene a comprendere una serie di valori che riguardano prestiti in RMB, prestiti in valute estere, prestiti garantiti e societari, sconto di titoli commerciali (come i titoli rappresentativi di merci), prestiti immobiliari, prestiti al consumo, prestiti al sistema assicurativo ed altre forme di prestito. Si tratta  quindi di un indicatore molto ampio dell’offerta di credito in Cina. Vediamo come è andata a Gennaio:

Come potete vedere il totale del credito sociale ha avuto un picco mai visto prima a 4,64 trilioni di yuan, pari a 685 miliardi di dollari circa. Il 10% in più rispetto all’anno precedente. I Cinesi stanno facendo un’enorme iniezione di credito nel sistema per rivitalizzarlo, secondo quello che è poi lo schema di lungo periodo. Lo possiamo vedere anche da un grafico che mostra i nuovi prestiti.

La Cina sta immettendo quindi tanto, ma tanto credito, e lo fa anche perchè si sono resi conto che comunque l’inflazione core rimane bassa (anche se il valore è da prendere con le molle come molte rilevazioni ufficiali di Pechino)

Speriamo che la mossa cinese abbia un qualche effetto perchè, comunque, nel bene o nel male , ormai Pechino è una delle grandi locomotive mondiali:

Se l’impulso creditizio cinese funziona anche noi potremmo avere, in modo indiretto, quache vantaggio per effetto tracimazione.

Detto questo pensare di poter fare una qualsiasi forma di “Guerra economica” o peggio ancora politica con Pechino senza una forma di coordinamento fra  politica economica e fiscale, senza una prospettiva espansiva, puntando su una stretta monetaria e sull’austerità, è criminale come voler andare in guerra con le scarpe di cartone ed i carri armati di lamierino. Il solo pensare di voler costruire un blocco economico mondiale sulla base della restrizione è, ad essere gentili, poco lucido, e qualcuno prima o poi dovrebbe avere il coraggio di dirlo anche a quei politici che fanno finta di nulla. per competere in un mercato globale non è necessaria una grande moneta che impoverisce, ma, come mostrano esempi quali Singapore, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda,  paesi uniti, coordinati, in grado di proporre politiche industriali e di farle appoggiare dal sistema creditizio. Ci serve quello che eravamo, sicuramente ad un livello di efficienza più elevato, il che è l’esatto opposto della burocrazia da Sacro Romano Impero dell’Europa attuale.

 

 

 

 

 


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