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Cina: dati economici pessimi, quindi si abbassa il tasso di interesse.

 

I dati dell’economia cinese di luglio resi noti dall’ufficio centrale di statistica sono pessimi. Tra gli ultimi dati mensili:

  • La produzione industriale cinese è cresciuta del 3,8% a/a nel luglio 2022, al di sotto del consenso di mercato del 4,6% e dopo un aumento del 3,9% a giugno. L’ultimo dato ha segnato il terzo mese consecutivo di crescita della produzione industriale, in mezzo ai segnali di una fragile ripresa economica dovuta alle restrizioni della COVID-19. La produzione è cresciuta meno sia per il settore manifatturiero (2,7% contro il 3,4% di giugno) che per quello estrattivo (8,1% contro 8,7%), nonostante la forte ripresa della produzione delle utility (9,5% contro 3,3%). Tra le industrie manifatturiere, la produzione è progredita ulteriormente per le materie prime chimiche e i prodotti chimici (4,7% contro il 5,4% di giugno), le comunicazioni (7,3% contro l’11,0%), l’industria automobilistica (22,5% contro il 16,2%) e la produzione e fornitura di elettricità e calore (10,4% contro il 3,2%). Al contrario, si sono registrati cali nella produzione dell’industria di trasformazione alimentare (-0,8% vs -0,3%), del tessile (-4,8% vs -3,9%) e delle attrezzature generali (-0,4% vs 1,1%).
  • Le vendite al dettaglio sono cresciute a un ritmo annuale del 2,7%, anch’esso inferiore al 3,1% di giugno e mancando di gran lunga la stima del mercato  del 5,0%. Un vero disastro
  • Gli investimenti in capitale fisso hanno guadagnato il 5,7% nei primi sette mesi dell’anno, un dato inferiore al 6,1% di giugno e al 6,2% previsto dagli economisti.
  • Il lato positivo è che, proprio come negli Stati Uniti, più l’economia peggiora, più si riduce il tasso di disoccupazione, che a luglio è sceso al 5,4% dal 5,5%.

Pochi istanti prima della diffusione dei dati, la banca centrale cinese ha inaspettatamente tagliato i tassi di interesse di riferimento nel debole tentativo di sostenere l’economia in crisi, appesantita dal lockdown per il  Covid e dall’aggravarsi della crisi immobiliare.

La PBOC ha tagliato di 10 punti base il tasso sui prestiti politici a un anno, portandolo al 2,75%, e il tasso sulle operazioni pronti contro termine a sette giorni, portandolo al 2% dal 2,1%, sorprendendo gli osservatori cinesi, mentre tutti i 20 economisti intervistati avevano previsto che il tasso sulle operazioni di prestito a medio termine a un anno sarebbe rimasto invariato. Ci si aspetta che tutti gli altri principali tassi di riferimento seguano un analogo taglio di 10 pb nei prossimi giorni.

La mossa mette la PBOC in controtendenza rispetto alle banche centrali di mezzo mondo, dall’India agli USA all’Europa, ma era una mossa obbligata, considerando lo stato dell’economia nazionale. Secondo Goldman, la scomposizione dettagliata dei dati sui prestiti di luglio ha evidenziato un indebolimento della domanda di credito: i prestiti alle famiglie e alle imprese sono rallentati a luglio rispetto a giugno e i tassi interbancari sono scesi a livelli molto bassi nelle ultime settimane. Sinora il Partito Comunista ha lasciato che a intervenire fossero le amministrazioni locali, ma ormai pare evidente che questo non sia più sufficiente. L’edilizia residenziale, importantissima in Cina,  sta crollando, con un calo delle vendite di immobili residenziali del 28,6% a luglio ed era necessario fare qualcosa a livello nazionale. Purtroppo questo calo n0n sarà sufficiente, ma non dubitiamo che il PCC e il suo strumento operativo, la PBOC, saranno pronte ad intervenire quanto prima. .

 


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