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Chi pagherebbe i costi economici e sociali di un referendum (inapplicabile) sull’Euro?

Alcune settimane fa, spinto dalla repulsione per quell’assurda ipotesi di referendum sull’Euro che il Movimento 5 Stelle insiste nel proporre, ed ancor più per quell’ipocrita idea che tale referendum sarebbe un fatto di democrazia (ma è mai stato fatto un referendum per l’ingresso nell’Euro?  Ma lo sapete che sarebbe come decidere se confermare o meno la Costituzione italiana?) ho tentato di dare delle risposte alle due domande che io trovavo più spontanee e scontate farsi.

Così ho scritto “Te lo do io il referendum“, pezzo che presto è stato ripreso anche dal sito Grillini doc.

La prima era, il referendum è mai stato chiesto dalla base?

La seconda era: si può fare?

E la terza: quanto ci costerebbe?

Eh si perché se andiamo a vedere le statistiche che più hanno martellato i media lo scorso anno sono state quelle relative ai dati sulla disoccupazione, sulle aziende che chiudono e sui cosiddetti ‘suicidi da crisi’.

Dunque se i dati sono reali (e lo sono) e tutti indissolubilmente legati alla durata della crisi (dunque legati anche al fattore tempo) se proiettati sulle tempistiche necessarie all’emanazione di un referendum, che costi avrebbe in termini sociali ed economici?

Le risposte, credo, si trovano nel pezzo che segue. Pezzo che concludo con una domanda: chi è disposto a farsene carico?

 

TE LO DO IO IL REFERENDUM

Il M5S ha presentato nel suo programma invece che la proposta chiesta a maggioranza dalla base (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/10/immediata-uscita-da-eurozona-moneta-sovrana-applicazione-mmt.html) l’idea  di un referendum abrogativo sull’Euro a cui la base aveva già risposto EXIT (http://www.beppegrillo.it/2011/12/referendum_per.html).

Va premesso che nessuna Costituzione dei Paesi aderenti – QUALUNQUE FOSSE L’ESITO DEL REFERENDUM – avrebbe il potere di modificare i Trattati europei in quanto essi sono sovranazionali ed hanno potere assoluto.

Pertanto tale referendum avrebbe COMUNQUE ed in ogni caso valore zero.

Nessuno di voi si è chiesto se questa strada sia percorribile e in quali tempi e modi?

Ecco le risposte

 

SVILUPPO

1) per la modifica costituzionale il riferimento è l’art. 138 della Costituzione, che prevede 2 passaggi del progetto di Legge in ciascuna Camera a distanza di almeno 3 mesi, quindi diciamo che la tempistica minima, considerando i tempi per la presentazione del progetto e per il passaggio ad ogni camera, non può essere inferiore a 5/6 mesi

http://www.normattiva.it/ricerca/semplice;jsessionid=5709230D11BC7E2B443F7823EB8D342C?erroreSessione=si

Quindi consideriamo 6 mesi per una legge costituzionale per cui ci sia già un progetto bello e pronto con massima convergenza delle forze politiche.

Di meno è impossibile.

Ovviamente poi non devono esserci intoppi nel frattempo, come modifiche del testo (che imporrebbero al progetto di ricominciare l’iter) o la approvazione in seconda battuta, in almeno una camera, con maggioranza inferiore ai 2/3, che imporrebbe un referendum costituzionale.

Se ci fosse stata la volontà di fare un referendum sull’Euro e una legge costituzionale apposita, il M5S avrebbe dovuto come primo atto presentare progetto di legge costituzionale per modifica art. 75.

Poi c’è la questione tecnica, che innanzitutto prevede che il referendum possa tenersi solo in un certo periodo dell’anno, 15 aprile -15 giugno ed un tempo specifico per depositare la richiesta: tra 1 gennaio e 30 settembre di ogni anno (http://www.edscuola.it/archivio/ped/civica/ref991.htmlhttp://www.comune.viareggio.lu.it/documenti/elettorale/Iter%20referendario_iniziativa_legge.pdf)

Quindi:

1) 90 giorni di tempo per raccogliere le firme che vanno poi depositate entro il 30 settembre;

2)  entro il 15 dicembre, l’Ufficio centrale decide sulla legittimità della richiesta (quindi altri 75 giorni);

3) entro il 10 febbraio la Corte costituzionale decide se ammettere referendum (55 giorni);

4) il Presidente della Repubblica quindi indice il referendum, fissando la data di convocazione fra il 15 aprile ed il 15 giugno.

Pertanto diciamo che correndo al massimo e presentando subito progetto di riforma art. 75, andremmo votare al referendum fra il 14 aprile e 15 giungo 2015.

Se non si riesce a modificare art. 75 costituzione entro settembre 2014 si salta un altro anno. Per quel tempo l’euro sarà già un ricordo.

 

CHI SI ASSUMERA’ LA RESPONSABILITA’?

Ma ora il punto è ancora un altro, ovvero quali danni economici e sociali causerebbe tale e tanta perdita di tempo?

 

Un po’ di dati.

Aziende italiane chiuse nel 2012 – 12.442 (1.000 al mese 30 al giorno) – http://www.blitzquotidiano.it/economia/imprese-43-giorno-chiudono-fallimento-record-da-gennaio-2013-1527225/

Aziende italiane chiuse nel 2013 – 15.480 (1290 al mese 43 al giorno)

Aziende chiuse in media nel biennio 2012 e 2013: 1145 al mese.

120 suicidi all’anno dovuti a motivi economici (http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/da-inizio-anno-119-suicidi-per-motivi-economici-45-imprenditori-20131121_144721.shtml)

 

RIASSUNTO

in minimo 16 mesi otterremmo: 18.320 aziende italiane fallite + 160 vite umane.

in un massimo di circa 3 anni otterremmo: 41.220 aziende chiuse e 360 vite umane.

 

A questo aggiungiamo:

1) esplosione dello SPREAD e la speculazione finanziaria legata alla notizia della raccolta firme per indire il referendum;

2) i danni da fughe di capitali stranieri per investimenti, le fughe di capitali italiani (dato che non essendoci un disegno attuativo non è possibile porre alcun blocco di sorta (che significherebbe infrangere i trattati UE sulla libera circolazione dei capitali)

3) chiusure ci conti correnti per il panico.

 

In pratica in meno di 10 giorni siamo alla guerra civile ed alla fame. Crolleremmo come un pezzo di stoffa bagnata! (indovina la citazione).

Chi se ne assume la responsabilità scriva il proprio nome a commento del presente articolo.

Alzi la mano chi se la sente. Anzi, andiamo al sodo commenti questo articolo scrivendo il proprio Nome, Cognome e città.

Ma non abbiate troppa fretta. Fermatevi a consultare la tabella competa dei costi realizzata per i più esigenti che ci hanno chiesto la parametrizzazione economica anche dei suicidi (su questa abbiamo voluto soprassedere) ma sul resto eccovi la risposta:

 

Coti di un referendum
Autore: Costantino Rover

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