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Chi ha paura dei mercati?

 

Chi sono in Europa i più accaniti denigratori della manovra italiana (a parte il PD-FI nostrano)? Oltre al lettone Dombrovkis, il premier olandese Rutte, il commissario francese Moscovici e l’ex presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem (già ministro delle Finanze di Rutte) non lasciano passare un giorno senza sparare a palle incatenate contro la modesta manovra del 2,4%, esercitando pressioni inaudite sul governo italiano.

Moscovici, Dijsselbloem e Rutte, Francia e Olanda. Casuale? Non proprio, se verifichiamo chi avrebbe più da temere da un surriscaldamento dei tassi d’interesse in EuroZona. Se è vero infatti che L’Olanda ha un debito pubblico molto basso, inferiore al 60%, soffre al contrario di livelli d’indebitamento privato record, livelli addirittura superiori a quelli già anomali della Francia di Macron. Debito privato doppio rispetto a quello italiano in % sul PIL, come potete vedere nel grafico di Scenari Economici su dati FMI 2018. Preoccupante, direi.

La Francia dal canto suo ha visto il debito aziendale crescere negli ultimi anni in maniera vertiginosa, a causa degli acquisti massicci da parte delle aziende francesi di quote azionarie e obbligazioni di altre aziende – acquisti finanziati a debito ovviamente. Col 188% in crescita, insieme a un debito pubblico in aumento e una bilancia commerciale negativa da ere geologiche, i cugini hanno il fuoco sotto le chiappe.

Se l’inquietudine degli investitori si estendesse all’intera EuroZona e crescessero i tassi d’interesse sarebbe divertente vedere l’Olanda e la Francia ballare e magari saltare come PIG qualsiasi nel 2010, vero?

E le accuse di Moscovici all’Italia di “danneggiare tutti”, dove tutti=Francia e Olanda assumono un’altra dimensione, molto più “pro domo ea” e sovranista di quello che appare.

 


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