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Catene logistiche: dieci anni di pena prima di vedere la luce

Il lockdown in Cina sta, in qualche modo, avviandosi alla fine e la speranza è quella che si torni verso una normalità nelle forniture, anche tenendo conto che, comunque, ci saranno delle profonde modifiche legate alle evoluzioni politiche di questi ultimi mesi.

Eppure secondo diversi analisti questa normalità non tornerà più, e vivremo dei tempi molto complicato di turbolenza che potrà durare anche per un decennio. Le cause di questa situazione sono le seguenti:

  • Le catene di approvvigionamento funzionano meglio quando il mondo è pacifico e stabile, e la stabilità che abbiamo visto negli ultimi 40 anni difficilmente si verrà a ripetere in futuro;
  • Una catena di approvvigionamento che funzioni senza intoppi richiede capacità produttiva “Tampone”, fatto molto difficile per la decadenza economica e demografica dell’Occidente e dell’Asia. La Cina presto avrà dei grossi problemi demografici che le renderanno complesso avere della capacità industriale in eccedenza. Meno capacità di riserva significa più rischio;
  • Esiste un conflitto tra gli obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG) e l’ottimizzazione economica di queste catene Se diamo la priorità all’ESG, dovremo affrontare i rischi della catena di approvvigionamento Gli stessi standard ESG creano sfide anche per i produttori di materie prime, poiché il costo dell’adesione alle richieste ambientali e sociali lo rende tutto più costoso e meno produttivo. Scoraggia inoltre gli investimenti nella produzione di beni sensibili dal punto di vista ambientale, soprattutto nel settore energetico Sono proprio le preoccupazioni e le normative ambientali che hanno impedito l’esplorazione e la produzione petrolifera e hanno interrotto i progetti di gasdotti, e questa è la causa della crisi attuale. .
  • La tecnologia della catena di approvvigionamento diventerà la grande vincitrice  perché solo ad una continua ed intensa applicazione della tecnologia si potranno superare, almeno parzialmente, le sfide sopra elencate. Il problema è come questa sfida verrà vinta, dal punto di vista del tempo impiegato e del processo seguito. Se l’intervento tecnologico non sarà sufficientemente veloce rischiamo di trovarci in una situazione moto precaria, con crisi economiche di offerta continue.

La fragilità della situazione attuale richiederebbe che ogni mossa venisse studiata con incredibile attenzione e cura, rendendo ogni transizione la più dolce possibile. L’esatto contrario della politica seguita dalla UE, fatta di dazi, imposizioni e politiche improvvise ed insensate, fatte senza nessun serio studio degli effetti pratici.


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