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Il capolavoro politico di Renzi non è solo Mogherini al Ministero degli Esteri Europeo… Ora dovrebbe essere pronta la sfida all’EU sulla flessibilità

Lo so, mi attaccherete. Accetto la sfida e le critiche ma prima vi prego di leggere queste poche righe, guardando ai fatti.

Matteo Renzi ha fatto eleggere la Mogherini quale nuova Lady PESC in Europa: solo a pensarci qualche mese fa tutto avremmo riso di gusto per la battuta, me compreso, sarebbe sembrata davvero mission impossible.

Questa nomina è di fondamentale importanza per l’Italia. Da una parte permette di dare rilevanza al ruolo internazionale della tanto bistrattata Italia (ricordate i risolini Merkel-Sarkozy?), anche e soprattutto nella relazione diplomatica con la Russia, sperando di ritornare ad essere quel collante tra USA e Putin che seppe essere il governo di Silvio Berlusconi fino al 2008 quando a Washington c’era G.W. Bush. Dall’altra ci sarà la possibilità di preservare gli interessi europei – e con questi anche quelli italiani – in ambito energetico, sempre legati alle forniture del gas russo anche in territorio ucraino (sanzioni ai russi incluse) ma anche nei rapporti con i paesi del nord Africa, ricordiamo sempre che l’Italia è già diventato l’hub del gas europeo, si attende solo la fine dei lavori per l’inversione del flusso del gas nord sud nelle interconnessioni alpine per poter alla bisogna esportare gas mediterraneo dall’Italia al nord Europa (notasi che l’Italia è l’unico paese EU a poter vantare forniture di gas da almeno 4 fornitori geograficamente diversi). Certamente tale nomina è stata “facilitata” dalla guerra che è esplosa con cruenza in Ucraina durante l’estate, chi prima la metteva in termini politici [paesi baltici in prima fila] ora fa fatica, vedendo i carri armati all’orizzonte. Anche A. Merkel, decisamente filo russa e amica di Putin, oltre che ex collega nell’apparato dirigenziale dell’ex DDR con a capo “di fatto”  Markus “Misha” Wolf, probabilmente ha bisogno di qualche testa di ponte neutra in grado di mettere in secondo piano il suo essere filo russa e non quello italiano (…). C’è da dire che la nomina della Mogherini va vista assieme a quella di Tusk a Presidente del Consiglio Europeo, un polacco, e qui ho detto tutto, penso che solo un Sikorski sarebbe stato più falco, sempre polacco.

 

Ma il capolavoro secondo me non è questo, o meglio è solo una parte: come spiega  il capo sherpa a Bruxelles Sandro Gozi, persona estremamente capace oltre ad essere membro del potente Gruppo Spinelli (molto influente in ambito EU), Mogherini sarà anche vicepresidente della Commissione Europea a cui spetterà il coordinamento del lavoro dei commissari con delega per l’immigrazione e per l’energia. Ecco perchè non spaventa che un personaggio obiettivamente mediocre come Alfano debba gestire Frontex lato italiano, in futuro perderà molti margini di manovra, tutte le decisioni verranno prese a Bruxelles (e se passasse al ministero degli esteri sarebbe direttamente subordinato agli indirizzi della Mogherini, lo voglio proprio vedere).

Notasi che il coordinamento dei commissari con delega all’energia è cruciale anche nella difesa degli interessi italiani in relazione alla forte esposizione dello Stato nelle partecipazioni statali in ambito energetico, ENI ed ENEL in primis (non è solo farina del mio sacco, infatti lo ricavo dall’articolo di Le Monde, vedasi sotto, ricordando che è ormai chiaro a tutti in Europa, Le Monde compreso, che qualcuno sta più o meno segretamente cercando di comprarsi le due aziende sopra citate ed ora tale intento sarà assai più ardito – FORSE ADESSO SI CAPISCE PERCHE’ RENZI, BEN CONSCIO DELLA SITUAZIONE AL CONTRARIO DI MOLTI ITALIANI CHIACCHIERONI “ENTROPICI”, NON POTEVA MOLLARE SULLA NOMINA DI LADY PESC e per come la pensa il sottoscritto sull’italianità delle poche grandi multinazionali italiane rimaste non posso non supportarlo).

Che sia chiaro, questo è un successo parziale, la vera sfida – per vincerla – è sfidare la Germania sull’austerity. Oggi A. Merkel ha chiamato Mario Draghi per capire se voleva andare contro gli indirizzi tedeschi di rigore*, pazzesco. O meglio, non tanto incredibile per come la pensa il sottoscritto, il rigore serve solo alla Germania e soprattutto con il fine di indebolire i paesi competitor, non per aumentare la domanda interna (quella per i beni tedeschi ormai viene in gran parte da fuori EU). A Renzi l’Europa chiede e chiederà rigore, ossia una patrimoniale o azioni in conto capitale per ridurre il debito. O anche un allentamento delle leggi sul lavoro – misura che oggi non risolverebbe nulla -, per licenziare gente e rendere la domanda interna dell’economia italiana ancora più debole: se Renzi non si ribellerà al rigore in modo tanto esplicito quanto è stata la chiamata di Frau Merkel a Draghi saranno i numeri a condannarlo e sinceramente non lo vedo nella veste di tassatore esplicito, magari un euretto di tasse preso di qui uno di là, ma l’Europa vuole qualcosa di sostanziale…. Chi scrive pensa che da una depressione si esce solo con una guerra o qualcosa di simile, per cui la mossa di avere la Mogherini agli Esteri europeo è stata una mossa azzeccatissima. Ora le pedine sono piazzate, bisogna passare alla fase successiva.

Per intanto godiamoci il momento, questo è senza dubbio un grande successo per l’Italia che dimostra finalmente pianificazione nelle mosse e negli indirizzi strategici (sono necessariamente tenuto a ricordare che la nomina della posizione europea più importante, quella di presidente della BCE, è stata frutto dell’impegno diplomatico del tanto vituperato Berlusconi con il capacissimo Draghi, l’ultimo successo italiano prima del golpe del 2011, sebbene dubiti che alla fine l’Italia ed il Cavaliere ci abbiano davvero ricavato qualcosa visto come si è sviluppata la crisi dello spread). Leggevo su Le Monde ieri sera che, con una punta di malcelata invidia come solo i francesi sanno esprimere, l’intelligenzia della gauche francese non poteva che ammirare quanto ottenuto da Renzi in Europa, non riuscendo a criticarlo. Conoscendo i galli, questo forse è il più grande successo dell’ex sindaco fiorentino.

Aspettiamo a vedere come verrà messo a frutto il risultato di cotanto sforzo diplomatico anche nell’interesse italiano ma per intanto, appunto, Chapeau!

* [nota, guarda caso ieri il Corriere super filo Europeo rigorista Agnelli/Elkaniano ha incredibilmente riportato la telefonata di Angela Merkel – unica tra le principali testate italiane ed estere – in termini di suppporto a Draghi per allentare l’austerity; ho scritto recentemente su chi abbia interesse ad un’Italia austera e depressa – magari per acccaparrarsela a basso prezzo, li vedo i torinesi vendere la FIAT/Alfa Romeo a Volskwagen per che so comprarsi una ENI o una ENEL a leva col socio di turno tedesco/estero di turno, precisamente come accadde per Edison con EDF via [“collaborazionismo”?] FIAT nel 2002, ve l’eravate dimenticata questa , eh? Sveglia! -, i poteri forti che hanno convertito instabili lire in euro, e questo fatto conferma pienamente la tesi: titolo del Corriere “Merkel Chiama Draghi e chiede aiuto per la ripresa”; titolo de la Repubblica “Flessibilità, la Merkel chiama Draghi la cancelliera seccata: “E l’austerità?” – ecco le prime crepe tra poteri forti e Renzi, magari arriva la sfida, speriamo].

 

Mitt Dolcino

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