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Canada: addio al tetto sulle emissioni? Il nuovo governo Carney punta su mercati e tecnologia, dimenticando Trudeau
Il Canada cambia rotta sul clima: il nuovo governo Carney abbandona il tetto alle emissioni di Trudeau, puntando su mercati del carbonio e tecnologia (CCUS) per non penalizzare l’industria petrolifera dell’Alberta.

Cambio di rotta radicale a Ottawa sulla politica climatica. Il nuovo governo federale canadese, guidato da Mark Carney, sembra intenzionato a mandare in soffitta il controverso piano sul “tetto alle emissioni” (emissions cap) del settore oil & gas, una misura bandiera del precedente esecutivo di Justin Trudeau.
La nuova “Strategia per la Competitività Climatica“, delineata nel Bilancio 2025, sposta il focus dai divieti agli investimenti, preferendo un approccio basato sul mercato e sulla tecnologia, non fissando un limite diretto alle emissioni di CO2.
Il piano del governo Trudeau, presentato lo scorso anno, era ambizioso: un limite massimo all’inquinamento da gas serra per il settore, con l’obiettivo di ridurre le emissioni del 35% rispetto ai livelli del 2019. Una mossa che aveva messo l’ex PM in rotta di collisione diretta con l’Alberta, la provincia cuore della produzione petrolifera canadese.
L’Alberta, sostenuta dall’industria, ha sempre contestato la misura, definendola di fatto un “tetto alla produzione”. “Non si tratta di emissioni,” dichiarò l’anno scorso Rebecca Schulz, Ministro dell’Ambiente dell’Alberta, “Si tratta del fatto che il governo federale vuole tagliare la produzione di petrolio e gas… anche se costa migliaia di posti di lavoro”. Uno scontro istituzionale ed economico non da poco.
Ora, il Bilancio 2025 presentato dal governo Carney cambia le carte in tavola. La nuova strategia climatica si basa “sullo stimolare gli investimenti, non sui divieti, e sui risultati, non sugli obiettivi”.
Come intende il nuovo governo raggiungere la riduzione delle emissioni? Attraverso tre pilastri principali:
- Mercati del carbonio efficaci (efficaci, non solo punitivi).
- Regolamenti rafforzati sulle emissioni di metano.
- L’implementazione su larga scala di tecnologie come la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCUS).
Il documento di bilancio è chiaro: se questo approccio funzionerà, “il tetto alle emissioni di petrolio e gas non sarebbe più necessario, poiché avrebbe un valore marginale nella riduzione delle emissioni”.
In sostanza, la nuova amministrazione Carney cerca una via più pragmatica per garantire la sostenibilità del settore energetico canadese, indispensabile per l’accesso ai mercati internazionali che privilegiano la sostenibilità, senza però strangolare la propria industria di punta.
Domande e risposte
Perché il nuovo governo canadese vuole eliminare il tetto alle emissioni? Il nuovo governo Carney ritiene che un tetto rigido (un “divieto”) sia meno efficace e più dannoso per l’economia rispetto a un approccio basato sugli incentivi e sul mercato. La nuova strategia punta a stimolare gli investimenti in tecnologie pulite (come il CCUS) e a migliorare i mercati del carbonio. L’idea è che se queste misure funzionano, rendono il “tetto” (la vecchia misura di Trudeau) obsoleto, ottenendo gli stessi risultati di riduzione delle emissioni senza imporre un limite diretto alla produzione, che l’Alberta vedeva come una minaccia.
Cosa si intende per “cattura e stoccaggio del carbonio” (CCUS)? Il CCUS (Carbon Capture, Utilization and Storage) è un insieme di tecnologie progettate per catturare le emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte da processi industriali o centrali elettriche, prima che vengano rilasciate nell’atmosfera. Una volta catturata, la CO2 viene compressa e trasportata (spesso tramite pipeline) per essere stoccata in profondità nel sottosuolo, in formazioni geologiche sicure (come giacimenti di petrolio e gas esauriti). L’obiettivo è impedire che la CO2 contribuisca al cambiamento climatico.
Perché la provincia dell’Alberta era contraria al piano di Trudeau? L’Alberta è il cuore dell’industria petrolifera e del gas canadese. Il governo provinciale sosteneva che il “tetto” (cap) proposto da Trudeau non fosse realmente una misura ambientale, ma un tentativo di limitare forzatamente la produzione di energia. Riteneva che imporre un taglio così netto (35% rispetto al 2019) avrebbe reso le operazioni antieconomiche, costringendo le aziende a chiudere o ridurre l’estrazione, con una conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro e un danno significativo all’economia provinciale e nazionale.








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