ScienzaUSA
California sotto stress: 321 scosse in una settimana e l’ombra del “Big One”. C’entra il Sole?

La natura, con la sua solita indifferenza verso le umane vicende, sta mandando segnali inequivocabili dall’altra parte dell’Oceano. La West Coast americana è tornata a tremare e non si tratta del solito “rumore di fondo” a cui i californiani sono abituati. Nelle ultime settimane, quella porzione dell’Anello di Fuoco del Pacifico che costeggia la California ha mostrato un’attività frenetica, quasi febbrile.
C’era la speranza che la terra si assestasse, ma i dati dicono il contrario: il fenomeno sta accelerando. I numeriparlano chiaro.
Lo sciame di San Francisco: quando i vetri tremano
Secondo i dati del Southern California Earthquake Data Center, si sono registrati ben 321 terremoti nell’area di San Francisco negli ultimi 7 giorni. Se vivessi nel nord della California, questo dato basterebbe a far suonare diversi campanelli d’allarme. Gli scienziati ci ripetono da decenni che il “Big One”, il grande terremoto distruttivo, è inevitabile. Ogni giorno che passa è un giorno in meno che ci separa dall’evento.
Il centro dell’azione recente è San Ramon, colpita lunedì mattina da uno sciame sismico impressionante:
“Un terremoto di magnitudo 4.2 ha colpito vicino a San Ramon lunedì mattina, facendo seguito a una scossa di 3.8 in una serie di oltre 30 tremori nell’area”, riporta l’USGS.
La scossa principale delle 7:01 del mattino, con una profondità di circa 9,4 km, è stata avvertita distintamente. Non è stata una scossa che passa inosservata: nel cuore di San Francisco, nei quartieri di Glen Park e Nopa, i residenti hanno riferito di “finestre che tremavano” (windows rattling) e vibrazioni prolungate. Persino il National Tsunami Warning Center si è attivato, pur confermando fortunatamente l’assenza di rischi per la Bay Area.
La Faglia di Calaveras: il “braccio armato” di San Andreas
La geologia non mente mai, anche se a volte è difficile da interpretare. Questo sciame non è casuale: si è verificato lungo la Faglia di Calaveras. Per i non addetti ai lavori, questa faglia è una delle ramificazioni principali del famigerato Sistema della Faglia di San Andreas, il mostro geologico lungo 800 miglia che attraversa la California.
La Calaveras si stacca dalla linea principale vicino a Hollister e corre parallela attraverso la regione della East Bay. Gli scienziati dell’USGS avvertono da tempo che queste ramificazioni sono vicine al loro “punto di rottura”. Che stiano cedendo proprio ora? ABC7 Eyewitness News, parlando con l’USGS, ha confermato che questo sciame è “una continuazione” di un modello di attività intensificata che la regione sperimenta dallo scorso novembre.
Non solo Nord: anche la California del Sud si muove
Come se non bastasse, l’instabilità non è confinata alla baia. Poche settimane fa, anche la California meridionale ha avuto il suo sussulto.
“Un terremoto di magnitudo 4.9 e diverse scosse di assestamento hanno scosso la California meridionale lunedì notte”, riporta l’USGS.
L’epicentro, situato vicino a Indio Hills nella regione di Palm Desert, si è verificato a una profondità ridicola, quasi superficiale: circa due miglia (3 km). Inizialmente classificato come 5.1, poi corretto a 4.9, è stato un altro promemoria che il sistema della San Andreas è sotto pressione su tutta la linea.
La coincidenza solare: un fattore trascurato?
Qui la faccenda si fa tecnicamente interessante e merita una riflessione che va oltre la semplice geologia. C’è una curiosa coincidenza temporale che molti osservatori, e alcuni scienziati, non mancano di notare. Lo sciame di San Ramon è avvenuto in concomitanza con un’attività solare eccezionalmente violenta.
Il Sole ha rilasciato una “raffica incessante di potenti brillamenti solari” nelle ultime 24 ore:
- Almeno 18 brillamenti di classe M.
- Tre brillamenti di classe X (i più potenti).
- Un’eruzione X8.3, la più forte registrata finora nel 2026.
Il colpevole è la regione di macchie solari AR4366, definita da Spaceweather.com come una “fabbrica di brillamenti solari”. Questa regione è cresciuta rapidamente e possiede una complessità magnetica che rende probabili ulteriori eruzioni.
“Molti scienziati credono che tendiamo a vedere più attività sismica quando il Sole è altamente attivo”, nota il testo originale.
Si tratta di una curiosa, ma interessante , coincidenza. Se poi dovrebbero continuare le emissioni di massa coronale e il numero di terremoti, avremmo un fenomeno che meritrebbe uno studio, per quanto non esista, sino a ora, correlazione provata.
La punta dell’iceberg?
Viviamo in un’epoca in cui tendiamo a ignorare gli avvertimenti finché il disastro non bussa alla porta. La popolazione californiana ha sviluppato una sorta di sordità selettiva verso questi allarmi. Tuttavia, 321 scosse in una settimana e l’attivazione simultanea di diversi segmenti di faglia, in concomitanza con un massimo solare, rappresentano quello che gli americani chiamano un “major league wake up call”, una sveglia di serie A.
Purtroppo, la sensazione è che quanto abbiamo visto finora sia solo la punta dell’iceberg. Il “Big One” potrebbe non essere domani, ma la terra si sta preparando, e forse faremmo bene a prestare attenzione anche noi, tra una crisi bancaria e l’altra.









You must be logged in to post a comment Login