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caduta attuale del petrolio e prezzi nel 2015.

Oil Barrels

 

cari amici

quando a giugno 2014 l’ISIS ha conquistato il nord dell’Iraq ed è arrivato a minacciare Baghdad e quasi in contemporanea vi è stato un rigurgito rivoluzionario in Libia si è pensato che i prezzi del petrolio potessero avere un sussulto verso l’alto.

Invece questo non è accaduto. Dopo aver toccato una punta a metà giugno di oltre 107 dollari è iniziata una discesa, che si è fatta abbastanza precipitosa negli ultimi giorni, che ha portato il prezzo del Brent europeo a 90 e del WTI a poco sotto gli 86 dollari.

Come mai questo andamento, e cosa succederà nel 2015 ?

Analizziamo alcuni fattori:

ISIS. L’occupazione del nord dell’Iraq non ha portato ad una riduzione  della produzione locale. L’ISIS deve finanziarsi, ed il califfo si presenta ai propri sermoni indossando uno  Omega Sporting da 5000 dollari… La guerra costa, ed  in territorio come il nord dell’Iraq l’unico modo per finanziarla è il contrabbando di petrolio, per una cifra tra i 4 ed i 6 milioni di dollari giornalieri, tramite mercanti senza scrupoli turchi. Così, tra l’altro, vi spiegate l’atteggiamento attendista di Ankara e perchè Kobanè sia così importante. Per ora pare che i bombardamenti americani siano piuttosto inefficaci contro questi traffici.

Libia: La produzione è ricominciata alla grande.

Iran: l’allentamento delle sanzioni ha aumentato l’offerta di petrolio iraniano sul mercato.

Fracking: la produzione americana da fracking  o da via  ordinaria  supera ormai il 70% del fabbisogno,mentre solo nel 2005 non copriva il 40%. Si prevede che un ulteriore aumento del fracking possa portare ad una autonomia petrolifera nel nord America. ricordiamo che però il fracking e le altre tecniche moderne (come l’estrazione da sabbie bituminose) sono convenienti con un prezzo del greggio superiore ai 65 dollari al Barile.

Nuovi prospetti minerari. le recenti ricerche hanno messo il evidenza come il “Peak oil”, cioè il momento in cui l’offerta di petrolio non sarà in grado di soddisfare la domanda, non è per nulla vicino. bacini ordinari o di shale oil sono stati scoperti nel Mediterraneo orientale, Scandinavia, Polonia, Mar della Cina meridionale e nei mari del Brasile.

Domanda: a settembre il rallentamento industriale cinese e la crisi europea hanno influito su un forte rallentamento nella crescita della domanda. Inoltre il Giappone ha rivisto i propri programmi di denuclearizzazione, diminuendo la domanda prospettiva di petrolio.

OPEC. L’OPEC nei momenti il cui il prezzo scendeva ha sempre utilizzato il calo della produzione per mantenerlo elevato. In questo momento però nessuno dei suoi membri, alcuni dei quali in grossi guai finanziari e politici, può permettersi un calo delle proprie produzioni. Il Venezuela ha bisogno di ogni goccia di petrolio estraibile per placare le sommosse interne, e lo stesso la Nigeria. L’Algeria ha riparato diverse pipeline danneggiate durante le sommosse della primavera araba, ed anche la Libia produce a tutto spiano. Neppure i paesi della penisola araba possono permettersi ingenti riduzioni, anzi l’Arabia potrebbe usare il prezzo contenuto per scongiurare un eventuale aumento dell’offerta extra OPEC.

Questi motivi hanno condotto a questa situazione, e , salvo colpi di scena, azzardo una previsione sui prezzi per il 2015, che si assesteranno intorno agli 80 US$ per barile. Magari ho torto, magari no. Il tempo ce lo dirà.

Saluti

 

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