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BREXIT: LA MAY HA PERSO ED IL CONTROLLO DEL PROCESSO PASSA AL PARLAMENTO. SARA’ MEGLIO?

 

 

La vicenda della Brexit, nel Regno Unito, sembra sempre di più ad un film d’azione con un colpo di scena ogni minuto.

Nella notte fra il 25 ed il 26 marzo il Parlamento ha votato a maggioranza una mozione, 329 a 302, secondo la quale il Governo, da ora in poi, dovrà seguire le indicazioni derivanti da una serie di “Voti indicativi”, vincolanti , per il governo. Ben 30 membri del parlamento conservatori hanno votato contro il governo mandandolo in minoranza, e, cosa ben più grave, fra questi vi erano ben 3 ministri che si sono dimessi per coerenza. Si tratta di Richard Harrington,, ministro per l’industria ,  Steve Brine, ministro per la salute ed  Alistair Burt del Foreign Office. Una bella legnata per il governo che, di fronte al caos generato dalle misure contraddittorie della May, ora si squaglia. A nulla sono serviti i colloqui all’ultimo minuto con Jeremy Corbyn e  con i leader del DUP, perchè entrambi si sono rifiutati di appoggiare il Deal. Poteva andare peggio? Si, perchè poteva anche passare una mozione del Labour che , invece, è stata poi ritirata.

Che succederà ora? Che Theresa May diventa una semplice passeggera del processo, che vverrà guidato dal Parlamento. Mercoledì dalle ore 14 si inizierà a votare su una serie di mozioni, scelte dalla Speaker parlamentare, che definiranno l’accordo di uscita, una mozione alla volta. Quindi sarà un processo lungo, che non è detto termini prima del 12 aprile e, soprattutto, è unilaterale: l’accordo che ne uscirà, sicuramente a questo punto appoggiato dal parlamento, dovrà essere presentato all’Unione, approvato da Barnier e Juncker, e quindi, almeno in linea generale, dai 27 parlamenti nazionali. Un processo non proprio semplice, visto che dovrebbe concludersi in una ventina di giorni, tranne che l’accordo parlamentare non venga ritenutoo sufficiente per rinviare la fine del processo al 23 maggio.

Alla fine sapremo cosa succederà alla Backstop Irlandese, se l’accordo sarà “Norvegese” o “Canadese”, oppure se proprio non ci sarà accordo. Sarà belllo vedere la faccia di barnier quando si troverà davanti qualcosa con l’appoggio parlamentare e che, quindi non potrà rigirare a suo piacimento.

Il governo May? Manca solo la data di scadenza…

 

 


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