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Brexit. Domani voto decisivo. Buone possibilità che il deal non passi.

 

Domani, martedì 15 gennaio, sarà un giorno quasi definitivo per il deal, l’accordo, sulla Brexit concluso dal primo ministro Theresa May con le controparti europee. Il risultato è tutt’altro che scontato, perchè la maggioranza dei Tories , conservatori, è divisa con degli ex ministri che, pubblicamente, incitano a votare per il no. Vediamo quali possono essere i possibili risultati:

  • Passa il Deal in parlamento, fatto che ora appare poco probabile;
  • non passa il Deal in parlamento e la Camera dà mandato alla May per definire un nuovo accordo. Questo accordo viene raggiunto ed implementato prima del 29 marzo , data di scadenza. Improbabile per i tempi ristretti e perchè l’Europa non sembra decisa a fare concessioni , per ora;
  • la May chiede un rinvio della data limite del 29 marzo per nuovi colloqui. Il rinvio potrebbe essere concesso , ma dovrebbe essere almeno di 9 mesi perchè a maggio si vota per il rinnovo del Parlamento europeo a cui segue il rinnovo della Commissione. Quindi si potrebbe ripartire dall’estate 2019, anzi più probabilmente da settembre. Tutto sarebbe rinviato di 9 mesi – un anno;
  • la May perde sul Deal e perde la maggioranza in parlamento. Nuove elezioni con rinvio della Brexit. Se in caso di elezioni un rinvio della Brexit è probabile, meno probabile è il suicidio dei conservatori con scioglimento della Camere. Corbyn ha chiesto un voto di sfiducia, ma non è detto che passi, e sembra quasi più un atto dovuto ai Laburisti;
  • Il Deal viene restinto e si vota per un Hard Brexit nel caso di mancato accordo con la Commissione. L’acordo non c’è e si va alla versione più rigida. In questo caso è probabile che vi siano delle trattative all’ultimo minuto per accordi bilaterali riguardanti, ad esempio, il confine irlandese.

La minaccia dell’Hard Brexit è la pistola che ogni parte sta puntando all’altra, in una sorta di stallo alla Messicana. La commissioni minaccia di Hard Brexit il Regno Unito, e quindi di blocco (temporaneo) degli scambi, con gravi disagi nel Regno Unito, per spingere all’accettazione del Deal se non addirittura ad una cancellazione della Brexit. La May usa la pistola contro l’opposizione interna ed esterna minacciando di scaricare su di loro la responsabilità del caos e cercando un po’ , di causarlo, come è avvenuto per le esercitazioni con i camion di inizio anno. L’opposizione interna cerca di scaricare la pistola mostrando come il Brexit duro non sarebbe così disastroso come vogliono farlo passare, anzi sarebbe l’unico modo per riprendere il controllo dell’economia e delle frontiere.

Cosa accadrà, lo vedremo domani. Chiaro che un respingimento del Deal sarebbe una sconfitta politica enorme per Theresa May, ma anche per tutta la Commissione Europea che, evidentemente, ha proposto condizioni inaccettabili per gli inglesi. Sperare in una riforma dell’accordo sembra molto difficile perchè:

  • la Commissione non ha la necessaria flessibilità mentale;
  • i tempi sono stretti;
  • la May avrebbe poco spazio di manovra.

E il ritiro del Brexit o la riproposizione del referendum Questo, per ora , vive solo nei sogni più sconci di Tony Blair e di qualche burocrate di Bruxelles. Sia ma Lay sia Corbyn considerano quest’opzione una sconfitta, per ora intollerabile , della democrazia, e questo nonostante le balle che vi dicono nei TG italiani.

 


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