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Analisi e studi

Bolle immobiliari, ovvero perché qualche paese ha tutta questa fretta di approvare il MES?

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Facciamoci una domanda: se il debito dei paesi della UE e il sistema bancario sono sicuri, garantiti dalle normative della Commissione e dagli stati che non sbagliano mai, perché è necessario approvare la modifica del MES che, soprattutto, vuole allargare la sua tutela al sistema creditizio?

Semplice, perché ci sono dei paesi che hanno un lieve, si fa per dire, problema di bolla immobiliare che, di solito, si porta anche al seguito un serio problema di solidità del sistema creditizio. 

Partiamo, per considerare questi fenomeni, dai dati forniti dalla Federal Reserve di Saint Louis sui valori reali (quindi al netto degli effetti dell’inflazione) medi immobiliari di alcuni paesi europei. e quindi degli USA. Vediamo cosa mostrano questi dati:

Questo è il prezzo medio degli immobili in Germania:

Appare evidente come i prezzi reali degli immobili abbiano raggiunto un picco impressionante nel 2021/2022, quasi doppio rispetto ai valori reali di dieci anni prima, e come stiano scendendo rapidamente.

Vediamo i Paesi Bassi:

Anche qui la crescita dei valori reali negli ultimi 10 anni è impressionante, e siamo appena al’inizio dei cali. Questo mercato risentì fortmente di una crisi come quella del 2008-09, con una caduta dei valori del 27% in meno di 4 anni.

Vediamo la Francia

In questo caso i valori reali (parliamo sempre di valori reali, quindi non considerate l’inflazione) sono praticamente raaddoppiati in 20 anni, ma non hanno sentito la crisi del 2008-09 come è successo nei Paesi Bassi, ma ora stanno iniziando a calare.

Nell’Area Euro non tutti i paesi seguono questo andamento dei valori immobiliari. Vediamo la Spagna:

In questo caso la grande bolla è scoppiata nel 2007, e la ripresa vissuta dopo il 2016 è solo parziale, nel valore dei prezzi. Chi ha comprato nel 2007 è ancora molto lontano dall’essersi ripreso dalla perdita.

L’Italia è anche peggio

In Italia siamo all’anti-bolla, siamo tornati ai valori reali (quindi al netto dell’inflazione, ricordiamolo) dei primi anni novanta. Possiamo realmente parlare di trentanni buttati al vento. SI parla di “Tensione abitativa”, ma il mercato ci dice l’esatto opposto e il governo, mal consigliato, rischia di dare un colpo ad un mercato che mostra dei valori già bassi, deprimendoli ulteriormente.

Con tre grandi mercati immobiliari in bolla, e senzza considerare altri paesi quali la Slovacchia e Austria, che seguono la Germania, se non peggio, è chiaro che i sistemi creditizi, che finanziano questa enorme, colossale, bolla, non siano esattamente un esempio di solidità. Se i valori immobiliari continuano a calare crolleranno le transazioni e la possibilità dei proprietari di ripagare i debiti di fronte al minimo imprevisto. Quindi ecco rapidamente spiegata la fretta di questi governi di assicurarsi uno strumento di rifinanziamento del sistema bancario come il mES, per quanto insufficiente e comunque fallace, ma anche spiegato come mai l’Italia non abbia tutta questa fretta o necessità nel ratificare l’accordo, a meno che non venga rimodulato.

Che succede nei paesi non di Area Euro? Vediamo il Regno Unito

 

Anche Londra è in bolla, ma più consolidata e il calo è meno sensibile di altri mercati.

Che succede negli USA?

Anche qui la bolla è notevole , per parafrasare Star Wars “La bolla è forte in loro”, e iniziamo a sentire i primi effetti negativi, soprattutto se consideriamo i prezzi mediani (da Wolfsrtreet)

Quindi abbiamo alcuni paesi che capiscono di essere sull’orlo di un baratro finanziario e cercano di mettersi al riparo. Se questo è relativamente semplice per chi ha ancora una propria banca centrale e autonomia operativia (USA o UK) questo è molto più difficile per chi ha voluto fare un mucchio della propria valuta, e quindi deve trovare degli strumenti alternativi, come il MES, dato che ha messo fuori gioco la BCE come strumento di soluzione delle crisi, almeno ufficialmente.

Tutto comprensibile, ma allora lo ammettano chiaramente.


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