Seguici su

EconomiaUSA

Boeing tenta la rimonta: produzione record per il 737 mentre Airbus si incaglia sui motori

Boeing sfida Airbus: nuova linea per il 737 Max e produzione record mentre l’Europa frena

Pubblicato

il

Mentre l’Europa fatica con la catena di approvvigionamento, Seattle riaccende i motori (e le assunzioni) per recuperare quote di mercato e ossigeno finanziario.

Sembra che a Seattle abbiano deciso di smettere di leccarsi le ferite. Dopo anni passati in trincea a gestire crisi reputazionali e problemi di qualità, Boeing ha deciso di cambiare passo e tornare all’attacco. L’obiettivo? Portare la produzione della sua “gallina dalle uova d’oro”, la famiglia 737 Max, a un ritmo di 63 aerei al mese nel corso dei prossimi anni.

Non si tratta solo di annunci per rassicurare Wall Street, ma di piani industriali concreti. Come riferito da Katie Ringgold, a capo del programma 737, durante una conferenza della Pacific Northwest Aerospace Alliance, il colosso americano ha già installato i macchinari per una nuova linea di assemblaggio finale. La particolarità? Sarà situata in uno stabilimento tradizionalmente dedicato agli aerei a fusoliera larga (widebody), segno che ogni metro quadro disponibile viene convertito alla causa del best-seller a corridoio singolo.

“Give a damn”: il nuovo mantra operativo

Per sostenere questa crescita, Boeing sta assumendo meccanici e ingegneri, con l’obiettivo di avviare la nuova produzione entro la metà dell’anno. Ringgold ha sottolineato come, dopo un anno di stabilizzazione, il 2026 debba essere “un anno tremendo di crescita”.

La spinta non è solo meccanica, ma culturale. Il CEO Kelly Ortberg ha diffuso tra i dipendenti e i fornitori un principio tanto semplice quanto brutale: Give a damn, che potremmo tradurre educatamente con “abbiatene cura”, o più coloritamente con “importatevene davvero”. Un cambio di mentalità necessario per risanare le finanze: mantenere un ritmo di produzione elevato e costante è l’unico modo per generare il flusso di cassa necessario a ripagare l’ingente debito accumulato.

L’opportunità data dai guai di Airbus

Il tempismo di Boeing non è casuale. Mentre gli americani accelerano, i rivali europei di Airbus sembrano avere il fiato corto, offrendo a Boeing una finestra tattica per recuperare terreno. La situazione per il costruttore europeo, infatti, è tutt’altro che rosea sul fronte delle consegne.

Ecco un rapido confronto della situazione attuale tra i due giganti:

IndicatoreBoeing (Prospettive)Airbus (Realtà Attuale)
Obiettivo Produzione63 aerei/mese (in crescita)75 aerei/mese (target 2027)
Output Reale+15% previsto nei prossimi 18 mesiFermo a ~60/mese (stagnante)
Consegne (Mese Corrente)In stabilitàSolo 32 aerei (sotto le attese)
Collo di bottigliaRiorganizzazione interna in corsoMotori CFM (GE/Safran)

I locatori, come il gigante Air Lease Corp, hanno confermato nuovi ritardi per gli ordini di A320neo e A321neo. Il problema principale risiede nei motori: CFM (joint venture tra GE e la francese Safran) non ha fornito ad Airbus tempistiche certe sulle forniture. Sebbene Safran prometta miglioramenti, i rumors interni suggeriscono che la situazione potrebbe peggiorare prima di migliorare.

Conclusioni: un’estate calda per le compagnie aeree

La battaglia industriale si riflette direttamente sulle compagnie aeree, che sono già alle prese con una carenza di capacità. I ritardi di Airbus non sono solo un fastidio logistico, ma un problema strategico che solleva seri dubbi sulla disponibilità di macchine per l’estate 2027.

In questo scenario, la mossa di Boeing è chiara: se Airbus non riesce a consegnare, Seattle vuole farsi trovare pronta con gli hangar pieni e i motori accesi. Resta da vedere se la cultura del “Give a damn” sarà sufficiente a evitare i passi falsi del passato, ma una cosa è certa: la competizione è tornata, ed è più feroce che mai.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento