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Blue Origin ferma i turisti spaziali: priorità assoluta alla Luna, in opposizione alla Cina
Blue Origin sospende i voli turistici del New Shepard per due anni. Tutte le risorse spostate sul lander lunare MK-1 e MK-2 per la NASA: la sfida è battere la Cina e rispettare la scadenza del 2030

Jeff Bezos cambia strategia. Blue Origin ha deciso di spostare il suo focus dal confine dello spazio suborbitale direttamente verso la superficie lunare. L’azienda ha annunciato il 30 gennaio una pausa di almeno due anni per i voli commerciali del suo razzo riutilizzabile New Shepard.
Niente più gite per milionari, almeno per ora. L’obiettivo è concentrare tutte le risorse sulla consegna di un lander lunare con equipaggio alla NASA, per rispettare la scadenza fissata dal Congresso: stabilire una presenza umana permanente sulla o intorno alla Luna entro il 2030.
Dallo svago alla strategia nazionale
La decisione non è solo tecnica, ma risponde a una precisa esigenza di politica industriale e spaziale. Come dichiarato dalla società:
“La decisione riflette l’impegno di Blue Origin verso l’obiettivo della nazione di tornare sulla Luna e stabilire una presenza lunare permanente e sostenuta”.
Gennaio è stato un mese cruciale per l’azienda di Bezos su entrambi i fronti. Il 20 gennaio, il lander Blue Moon MK-1, battezzato Endurance, è stato trasferito dallo stabilimento di assemblaggio di Cape Canaveral al Johnson Space Center di Houston per i test critici.
Blue Origin ha spiegato la scelta del nome con un certo afflato storico:
“Chiamato come la leggendario nave di Ernest Shackleton che viaggiò verso il Polo Sud terrestre, l’MK1 onora la resilienza sotto pressione. Quello stesso spirito di perseveranza guida la nostra missione verso il Polo Sud lunare”.
Il piano tecnico: MK-1 e MK-2
Per comprendere la portata economica e tecnologica della manovra, è utile osservare la tabella di marcia definita dall’azienda, che si divide in due fasi distinte:
- MK-1 (Pathfinder Mission): È un trasporto cargo senza equipaggio. La sua prima missione sarà dimostrativa per testare i sistemi critici sia del lander che del razzo vettore New Glenn (propulsione, comunicazioni, avionica). L’obiettivo è dimostrare un atterraggio di precisione entro 100 metri da un sito prescelto, anticipando la missione Human Landing System della NASA per il programma Artemis. In futuro, opererà come cargo commerciale per fornire un accesso “economico, sicuro e affidabile” alla Luna.
- MK-2: Sarà il veicolo di atterraggio con equipaggio, costruito e operato secondo gli standard rigorosi della NASA. Questo richiederà quindi ovviamente più tempo.
La geopolitica dello spazio: la competizione riaperta
Qui entra in gioco lo scenario economico e politico. La NASA aveva precedentemente un accordo esclusivo con la SpaceX di Elon Musk per il lander di Artemis III (il ritorno umano sulla superficie post-1972). Tuttavia, l’amministratore facente funzioni della NASA, Sean Duffy, ha riaperto la competizione, rompendo di fatto il monopolio di Musk in questo segmento.
Le motivazioni sono chiaramente geopolitiche, come ha spiegato Duffy su X:
“Siamo in una gara contro la Cina, quindi abbiamo bisogno delle migliori aziende per operare a una velocità che ci porti sulla Luna PER PRIMI”.
E ha aggiunto, chiarendo la logica di mercato voluta dall’agenzia:
“SpaceX ha il contratto per costruire lo [Human Landing System], che porterà gli astronauti americani lì con Artemis III. Ma, la competizione e l’innovazione sono le chiavi del nostro predominio nello spazio, quindi la @NASA sta aprendo la produzione HLS a Blue Origin e ad altre grandi aziende americane”.
Anche il nuovo amministratore a tempo pieno della NASA, Jared Isaacman (noto per le missioni private Polaris), ha concordato con la decisione, visitando gli impianti di Blue Origin il 15 gennaio. Quindi si va verso una corsa fra SpaceX e NewShepard per colonizzare le Luna prima della Cina.
Il destino del New Shepard
Mentre si guarda alla Luna, il turismo suborbitale va in soffitta, nonostante il successo della 38esima missione del New Shepard completata il 22 gennaio. Il razzo ha trasportato altri sei passeggeri oltre la linea di Kármán (il confine internazionale dello spazio) ed è tornato a terra in sicurezza.
Fino ad oggi, il programma ha portato nello spazio oltre 90 individui e più di 200 carichi scientifici. L’azienda vanta un “arretrato pluriennale di clienti”, che dovranno armarsi di pazienza. Phil Joyce, vicepresidente senior per il programma New Shepard, ha commentato:
“Siamo concentrati sul continuare a fornire esperienze trasformative per i nostri clienti attraverso la comprovata capacità e affidabilità di New Shepard”.
Tuttavia, per i prossimi due anni, la priorità sarà battere Pechino sul tempo, non portare turisti a vedere la curvatura terrestre. Una scelta che dimostra come, quando il gioco si fa duro (e i contratti governativi diventano strategici), anche i progetti “vanity” dei miliardari devono lasciare il passo all’interesse nazionale.








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