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BItcoin: per abbatterlo bisogna chiudere internet, parola di SEC. Mentre la BCE…

 

Qualsiasi sforzo del governo per vietare Bitcoin sarebbe “sciocco”, ha detto Hester Peirce (detta anche “Crypto Mom”), la commissaria  della Securities and Exchange Commission (SEC) molto interessata a BITC e alle valute virtuali. Questo è stato affermato  durante una conferenza virtuale di MarketWatch all’inizio di questa settimana, secondo al giornalista di Cryptoslate Liam Frost.

“Penso che ormai abbiamo superato quel punto molto presto perché adesso dovresti  dovuto chiudere Internet”, ha detto Peirce, aggiungendo: “Non vedo come si possa vietarlo. Potresti provarci, ma sarebbe molto difficile impedire alle persone di [scambiare Bitcoin]. Quindi penso che sarebbe una cosa sciocca se il governo provasse a farlo. ”

 

La dichiarazione è arrivata sulla scia di Ray Dalio, un investitore miliardario e fondatore di Bridgewater Associates, sostenendo che esiste “una buona probabilità” che i governi di tutto il mondo vietino Bitcoin e altre criptovalute.

Ray Dalio ritiene che, comunque, le banche centrali cercheranno di distruggere e mettere fuorilegge BTC, perché viene ad essere in concorrenza diretta con la massa monetaria controllata dalla banca centrale. In realtà secondo Hester Pierce le autorità al massimo cercheranno di regolamentare le criptovalute, non di vietarle.

Nel frattempo la BCE invece si lascia un po’ portare dalla paura ed emette delle comunicazioni che mostrano la paura, francamente insensata, di veder l’Euro sostituito da Bitcoin come strumento di pagamento. Una visione che mette in evidenza come, in realtà, non capiscano veramente molto del fenomeno e delle dimensioni attuali delle valute f virtuali, comunque una briciola se confrontati con , ad esempio, i valori dei debiti pubblici cumulati.

Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della BCE e consigliera informale della Lagarde, ha descritto Bitcoin come un asset speculativo che non soddisfa la definizione di denaro.

La signora Schnabel ha affermato che “a nostro avviso, è sbagliato descrivere Bitcoin come una valuta, perché non soddisfa le proprietà di base del denaro“.

Ha sostenuto che Bitcoin è un “asset speculativo senza alcun valore fondamentale riconoscibile“, che non è estraneo alle fluttuazioni selvagge dei prezzi.

Alla domanda se il fatto che molte persone si fidino di Bitcoin potrebbe danneggiare le valute legali come l’euro, Schnabel ha affermato di essere più preoccupata che “la fiducia nelle criptovalute potrebbe evaporare rapidamente“.

Ha sostenuto che, poiché Bitcoin “è un sistema molto fragile“, ciò potrebbe causare interruzioni nei mercati finanziari.

Per cui:

L’euro è sostenuto dalla BCE, che gode di grande fiducia. Ed ha corso legale “, ha detto.

Nessuno può rifiutarsi di accettare l’euro. Bitcoin è una questione diversa.

Nessuno nega che la volatilità di Bitcoin sia un problema, anche se recentemente si è vista una sua forte contrazione. Potremmo dire addirittura che proprio l’alto valore raggiunto dalla valuta virtuale sia un problema al suo utilizzo come moneta, considerando che la sua circolazione è comunque limitata se confrontata con quella delle valute FIAT. Il confronto è poco significativo, in questo momento è confrontare mele e banane. In realtà la maggiore minaccia per l’Euro non viene da Bitcoin, ma , se mai, dai sistemi di pagamento elettronico teoricamente basati sull’euro, ma che escludono il contante e che quindi  rendono l’euro inutile. Un paese che eliminasse il contate Euro sostituendolo con sistemi di pagamento elettronico è anche un pese che, domani potrebbe distaccarsi della moneta unica direttamente con un “Click” nel sistema dei pagamenti. Bitcoin è come una valuta estera: poco usata negli acquisti interni e soggetta al rischio di cambio. Non è che la Schnabel attacca Bitcoin perché non può fare nulla per difendere l’Euro perfino da un paese come l’Italia che impone i pagamenti elettronici a furia di Cashback ?


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