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Bisogna cancellare la sanatoria alle banche: i risparmiatori truffati devono ottenere il 100%

 

La finanziaria 2019 attualmente in discussione è stata contestata non solo da parte della Comunità, ma anche dai risparmiatori delle banche truffate, nonostante il Governo abbia stanziato fondi considerevoli, per la prima volta per poter ripagare chi è stato danneggiato.

Lo stanziamento è pari a 525 milioni all’anno per 3 anni, cifra che sarebbe adeguata per affrontare i casi più eclatanti e gravi di truffa ai danni dei risparmiatori, cioè i vari casi di MiFid falsi, non compilati, compilati parzialmente, per tutte le banche colpite dalle crisi del 2015-2016. Il fondo è stato finanziato in modo un po’ frazionato, prendendo da fondi già finanziati dal precedente governo, a cui si sono aggiunte cifre fresche per il 2019 ed altre cifre per il 2020 e 2021.

Ora pare che l’errore clamoroso della liberatoria che veniva imposta ai danneggiati per accettare il rimborso del 30%  da parte dello Stato sia superato con l’intervento del sottosegretario Bitonci ad un cambiamnto della norma in questione che, nel caso fosse stata approvata, avrebbe dato solo il 30% a chi aveva già avuto una sentenza favorevole contro gli istituti di credito, inibendogli un diritto riconosciuto dal tribunale. Il Governo si impegna a considerare la cifra solo un acconto sul totale delle cifre recuperabili, ma i risparmiatori e le loro associazioni dovranno vigilare in parlamento affinchè questa sia la strada effettivamente seguita e tutto non si fermi ad un dichiarazione di intenti. Chi ha subito un danno ha il diritto al rimborso completo, che questo venga parzialmente dallo Stato alla fine è un elemento utile, che finalmente registra la sensibilità delle istituzioni, ma che non deve fermare il corso della giustizia.

Esistono comunque una serie di elementi di cui di deve tener conto nella valutazione parlamentare della legge:

  • i limiti al rimborso non possono essere troppo restrittivi, non si tratta chiaramente di tutelare i milionari che spesso hanno avuto anche dei vantaggi nell’acquisto delle azioni, ma anche di non limitarsi ai piccolissimi. Limiti di investimento da rimborsare devono essere calcolati tenendo conto di un elemento di giustizia e 100 mila euro di danno subito sono un limite troppo basso;
  • i rimborsi sono legati al corso della giustizia, ma questo  deve essere celere sia nelle corti di giustizia ordinaria sia di fronte agli Arbitri dell Controversie Finanziarie presso la Banca d’Italia, istituzione relativamente nuova. Viste l decine, se non centinaia, di migliaia di casi interessati c’è il rischio di un ingorgo giudiziario, per cui bisogna valutare la necessità di predisporre ranghi adeguati ai bisogni, soprattutto per quanto riguarda gli Arbitri il cui numero può essere più facilmente adeguato rispetto ai tribunali.

Insomma  anche se ci sono dei passi avanti, restano alcune perplessità e bisogna stare sempre vigili. Nel frattempo Intesa registra super utili, chissà come mai.

 

 

 

 

 


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