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Berlino e paura: la candidata della Linke teme i radicali del suo stesso partito. Rischio paralisi per la capitale tedesca

Un documento inviato per errore svela i timori della candidata sindaca della Linke a Berlino: paura per la propria famiglia a causa dei radicali interni al partito. Trattative di coalizione a rischio blocco.

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Un documento inviato per sbaglio alle redazioni giornalistiche scuote le fondamenta politiche della capitale tedesca. Elif Eralp, capogruppo e candidata della Linke alla guida del Senato di Berlino, ha ammesso di temere concretamente per l’incolumità propria e dei propri familiari.

La minaccia non proviene dall’estrema destra o da bande criminali comuni, ma dall’ala radicale interna al suo stesso schieramento politico, contigua ad ambienti dell’estremismo palestinese.

Una confessione involontaria che rischia di mandare all’aria la formazione della coalizione di governo cittadino con Spd e Verdi, aprendo una voragine istituzionale ed economica nel cuore della Germania.

Il documento trapelato: confessioni a microfoni spenti

L’incidente nasce da un banale errore di segreteria: una bozza di risposte e note a margine per un’intervista con lo Spiegel è finita direttamente nelle caselle di posta dei cronisti della B.Z..

Tra le righe non destinate alla pubblicazione, la consigliera regionale ha messo nero su bianco l’impossibilità di fare nomi precisi su determinati episodi di antisemitismo e intolleranza: «Mio marito ed io temiamo per la nostra sicurezza».

L’imbarazzo si è trasformato subito in allarme democratico. Se una delle figure di vertice della sinistra tedesca vive sotto scacco delle frange estremiste interne, come potrà garantire la sicurezza dell’intera cittadinanza una volta al timone del governo cittadino?

La genesi della frattura affonda le radici negli eventi recenti della sezione berlinese del partito. Alla vigilia dell’invio del testo incriminato, Die Linke aveva invitato a un proprio evento pubblico Ibrahim Ibrahim, noto attivista filopalestinese ritenuto vicino al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP), organizzazione classificata come terroristica dall’Unione Europea.

A testimoniare la contiguità con certe posizioni estreme è spuntata anche una fotografia dell’attivista ritratto insieme a Ferat Kocak, deputato regionale della Linke già noto per posizioni controverse sul conflitto in Medio Oriente.

Il sindaco del distretto di Neukölln, Martin Hikel (Spd), ha dichiarato che l’episodio svela quanto le infiltrazioni di simpatizzanti di sigle estremiste siano ormai radicate negli ingranaggi del partito.

La reazione della Cdu e lo stallo delle trattative

L’opposizione cristiano-democratica (Cdu) è passata immediatamente all’offensiva politica, chiedendo a socialdemocratici e ambientalisti di interrompere sul nascere ogni trattativa per una coalizione “rosso-rosso-verde” per una serie di ottimi motivi che vanno oltre la politica. :

  • Ricattabilità istituzionale: un sindaco che dichiara privatamente di avere paura dei propri compagni di partito non possiede la libertà decisionale per guidare l’ordine pubblico. Cosa farà quando gli estremisti dovessero scendere in piazza? avrà il coraggio di reagire?
  • Incompatibilità democratica: la presenza di correnti vicine a movimenti radicali mette a repentaglio la tenuta delle istituzioni locali e il contrasto all’antisemitismo.
  • Richiesta di chiarimento: Spd e Verdi si trovano ora di fronte a un bivio morale e politico che potrebbe costringere a nuove elezioni o a maggioranze alternative. Soprattutto la SPD, altrove alleata della CDU, viene a trovarsi in grave imbarazzo in questa situazione.

C’è poi il rischio politico di una scissione all’interno della stessa Linke fra elementi più moderati e presentabili e componenti più estremiste, ma con un forte appeal sull’estrema sinistra.

SchieramentoPosizione attualeRischio principale
Die LinkeSotto accusa per l’ala radicaleEsclusione dalla giunta e scissione interna
Spd e VerdiTrattative congelatePerdita di credibilità davanti all’elettorato moderato
CduAll’attacco frontaleSpinta verso elezioni anticipate o grande coalizione

Instabilità a Berlino

Al di là della cronaca politica, l’episodio porta alla luce una fragilità politica del governo che la Linke vorrebbe formare a Berlino. Berlino non è una città qualunque: è il centro politico della maggiore economia europea, già gravata da un debito pubblico cospicuo e da un deficit strutturale cronico nei servizi essenziali.

La politica voluta dalla Linke, basata già sulla contestata possibilità del sequestro di decine di migliaia di appartamenti, a questo punto rischia di saltare completamente, aprendo la strada a un periodo di profonda incertezza in cui gli estremisti di sinistra rischiano di giocare un ruolo importante e di minare l’ordine pubblico.

Un’amministrazione che non riesce a garantire fermezza sull’ordine pubblico interno trasmette segnali disastrosi anche all’attrattività imprenditoriale. Se la politica rinuncia a presidiare le proprie istituzioni per timore di ritorsioni, a pagare il conto sono i cittadini e le imprese, che vedono allontanarsi la ripresa a vantaggio della solita burocrazia paralizzata.

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