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Bergoglio ed il sovranismo che porta alle guerre (di Domenico Caruso)

 

 

Non è una verità di fede ma sono in molti a credere che lo Spirito Santo intervenga attivamente nell’elezione del romano Pontefice ispirando i cardinali riuniti in conclave ed isolati dal resto del mondo nella cappella Sistina. Anche io credo nell’azione del Paraclito ma sono convinto che mentre alcuni papi sono scelti, altri sono inflitti per una qualche imperscrutabile punizione divina.

Vi sono stati in passato vicari di Cristo eretici come Giovanni XXII colui che, per Dante, guastava la vigna del Signore per la quale erano morti Pietro e Paolo (tu che sol per cancellare scrivi), papi simoniaci e papi che si piegarono alle minacce del potere politico come Pio VII che con il concordato di Fontainebleau accettò la sottomissione del Papato a Napoleone salvo poi cambiare idea ma intanto l’errore era stato fatto.

E vi sono ora vescovi di Roma che si piegano alle lusinghe del mondo e dell’establishment progressista facendo dell’azione politica e sociale la cifra del proprio pontificato con tesi dirompenti, divisive e a volte sbagliate dal punto di vista storico.

È il caso di Papa Francesco per il quale il sovranismo isola, porta alle guerre ed evoca, addirittura, lo spettro di Hitler che però era nazionalista e non sovranista per la sua politica, espansionistica ed aggressiva verso l’esterno, basata sulla presunta superiorità morale, politica e spirituale della sua nazione mentre il sovranismo costituisce una legittima forma di resistenza alla cessione di vasti ambiti di prerogative degli Stati a favore di entità sovranazionali prive di diretta legittimazione popolare come la UE.

Sono stati, semmai, i nazionalismi a scatenare guerre in Europa ma questo non è importante nella narrazione storicamente deformata del Papa.

Bergoglio ignora che la Costituzione italiana è sovranista – consentendo esigue limitazioni di sovranità solo a favore di ordinamenti capaci di assicurare gli utopici obiettivi della pace e della giustizia tra le Nazioni – e addirittura definisce sacro il dovere di difendere la Patria e quindi i confini nazionali che rappresentano un elemento costitutivo dello Stato assieme all’ordinamento giuridico ed al popolo al quale, guarda caso, è attribuita la sovranità.

Le affermazioni del Papa generano confusione e divisione tra gli stessi fedeli che non apprezzano l’umiltà troppo ostentata per essere vera, la apparente bonomia che dissimula un carattere vendicativo, la banalità dei temi trattati, la povertà del linguaggio, il disinteresse per dottrina, teologia, liturgia, il relativismo religioso e morale (chi sono io per giudicare?) l’interesse esclusivo per temi mondani come politica, ecologia e migranti da accogliere senza limiti ed in maniera irrazionale. Meglio così perché gli elettori premieranno i partiti sovranisti a cui il papa vuole contrapporsi.

Nella dicotomia tra la città terrena e la città celeste, Bergoglio ha scelto la prima costruita dall’amore di sé spinto fino all’oblio di Dio.

“Hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, quadrupedi e rettili venerando la creatura al posto del Creatore” diceva Sant’Agostino.

Che il grande convertito di Tagaste si riferisse alla Laudato si?


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