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Bamba e bambini

La dimostrazione di quanto ci ritengono dei bamba, anzi dei bambini, sta nel fatto che adesso l’agenda politica ce la fanno dettare dai mocciosi. Il caso di Greta è esemplare. Una tredicenne assurta agli onori del Gotha mondiale dopo essersi improvvisamente accorta – a soli otto anni, narrano le più attendibili agiografie su questa specie di Gandhi in gonnella, e in tredicesimo, del ventunesimo secolo – di come il clima sia la priorità assoluta a cui bisogna cominciare a dedicarsi. E così, in men che non si dica, il curriculum di Greta si gonfia come il cosciotto di un pollo agli estrogeni: nel dicembre del 2018, presenzia alla conferenza internazionale sul clima organizzata dalle Nazioni Unite e nello stesso anno partecipa agli incontri del World Economic Forum di Davos. “Me cojoni!” direbbero a Roma, ma mica basta. Adesso la vogliono pure in odore di Nobel.
 
Ora, lasciamo da parte per un attimo la evidentissima artificiosità del fenomeno Greta, e chiediamoci perché. Perché, in alto loco, si è deciso di investire così pesantemente su una bambina e perché sulla questione del clima? Quanto al primo aspetto ha a che fare con l’incipit di questo pezzo. Lassù sanno bene come e quanto le masse siano manipolabili e conoscono tutti i migliori espedienti per farlo. In un mondo in cui buona parte dei telegiornali di prima fascia è tarata sul livello cognitivo di uno scolaro di quinta o in cui i format sul talento sfornano, a getto continuo, bimbetti con la voce di Pavarotti o il talento di Bolle, affidare il ruolo di capopopolo ai lattanti è quasi inevitabile. Il bambino scuote le coscienze perché è, per definizione, innocente e quindi se lo dice un bambino è davvero ora di fare qualcosa. Ma poi c’è la questione del messaggio nella bottiglia di Greta: salviamo il Pianeta Terra, l’ecologia al primo posto. Se partiamo dal presupposto che siamo in presenza di una raffinatissima operazione di condizionamento mentale globale dovremmo anche interrogarci sui reali moventi ad essa sottesi. E crediamo di non sbagliarci troppo nel dire che il Clima del Mondo non è il vero obbiettivo di tutta questa invereconda cagnara. Il bersaglio autentico è il Mondo o, meglio, la promozione su vasta scala di una sensibilità “mondialista”.
 
I rischi connessi al riscaldamento climatico sono solo un grimaldello, alla pari degli studenti impiegati come testimonial fantoccio e dei teleutenti ipnotizzati davanti agli schermi. La mission consiste nell’implementare sempre più una presa di coscienza collettiva, una sensibilità di massa, un’emotività diffusa, e condivisa, sulla necessità di un Governo Globale. Il quale non si realizza, ovviamente, dal giorno alla notte, ma attraverso la progressiva e incrementale realizzazione di macro-governi continentali (di cui gli Stati Uniti d’Europa sono una esemplare manifestazione). Ciò significa, ovviamente, la dolce morte dei sistemi di democrazia rappresentativa di cui gli Stati Nazionali sono la più recente, e temiamo ultima, incarnazione. “Salviamo il pianeta!” è lo strepitoso, menzognero slogan di chi ci vuole tutti sudditi di un’Unica Entità. A costo di usare i bambini. A costo di “usarci” come bambini.
 
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com

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