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Austerità e sotto-occupazione: cioè l’Unione Europea odia gli europei

 

Incredibile come, nello stesso giorno, due notizie vengano a mostrare l’inviata incongruenza di un’Unione Europea che la storia rivelerà come la causa scatenante della decadenza dell’Occidente e dei suoi valori.

Eurostat rivelato gli ultimi dati relativi alla sotto occupazione nella UE, valore che comprende non solo da disoccupazione ufficiale, ma anche il numero di lavoratori che attualmente appaiono come inattivi perché hanno abbandonato la ricerca di un lavoro, soprattutto in quegli stati dove l’iscrizione alle liste di collocamento non porta a particolari vantaggi. Eccovi il grafico in questione

Spagna Italia e Grecia hanno un livello di sotto occupazione ben al di sopra del 20%, l’area Germania, Austria e del nuovo centro industriale europeo, la Polonia. Praticamente Germania e satelliti sono in sovra occupazione, e si vede anche dai dati di carattere inflazionistico, particolarmente elevati. L’Europa mediterranea invece è in forte sofferenza e necessiterebbe o di una svalutazione monetaria o di potenti iniezioni monetarie.

L’Unione potrebbe, anzi dovrebbe, cercare di risolvere queste contraddizioni. Invece cosa fa? L’esatto contrario: dopo un Eurogruppo poco convincente e come sempre diviso arriva la pietra tombale. Il ministro delle finanze francese Le Maire, e quello tedesco Lindner hanno trovato un accordo sulla base di “Una politica di investimenti sani” che “Superi la divisione fra paesi austeri e dediti alla spesa”, ma soprattutto “Porti a una riduzione credibile del debito”. La crisi del 2011, quella del Covid,  anche l’attuale crisi energetica non sono servite assolutamente a nulla, non si è imparato niente. Non si è capito che l’austerità incrementa i differenziali fra i singoli stati, ce la riduzione dei el debito perseguita in qualsiasi modo come obiettivo principale, non fa altro che aumentarlo e ridurre la crescita. Che l’unico modo è fare l’esatto opposto: dimenticarsi un attimo della priorità del debito e puntare su una vera crescita lasciando libere le briglie dell’economia. Invece da un lato si impongono lacci e lacciuoli fiscali e burocratici fortissimi, con la scusa della decarbonizzazione, dall’altro si impone di ridurre il debito. I risultati sono evidenti: sfiducia, decrescita demografica, povertà e, culturalmente, crisi del modello occidentale. Tra l’altro l’accordo segna una potente sconfitta per Draghi, ridotto a fare lo spettatore dell’accordo.

Che stiamo a scrivere, alla fine voi non potete fare nulla. L’Italia è solo terra di conquista. Saremo passivi nel processo di distruzione della nostra civiltà- Amen.

 


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