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ATTENTI A NON CONFONDERE LA SCIENZA COL DOGMA (di Giuseppe Palma)

L’errore è considerare la scienza come infallibile. “Lo dice la scienza, quindi ci crediamo“, “lo ha detto il comitato tecnico-scientifico, dunque è giusto“.

Non funziona così. O, meglio, quando l’Uomo ha creduto che fosse così, ha creato dei veri e propri mostri.

La scienza è dubbio, dibattito, tesi e antitesi. Se ritenuta infallibile o indiscutibile, diventa dogma. Non a caso la nostra Costituzione, all’articolo 33, assicura alla scienza e all’arte il più alto livello di libertà: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento“.

Il concetto dell’infallibilità della scienza, riconducibile alla vulgata dogmatica “taci, lo dice la scienza“, ha sempre prodotto conseguenze nefaste.
Se non ricordo male, furono proprio alcuni sedicenti “scienziati” e parecchi docenti universitari a firmare il “manifesto della razza” del 1938. E non furono pochi neppure quelli che vi aderirono successivamente, gaudenti e plaudenti al cospetto della “superiorità di alcune razze su altre”.

Anche all’epoca dicevano: “lo dice la scienza“.
Se guardate attentamente le immagini qui postate, sotto la parola “razza” c’è scritto “scienza“.

Disse Benedetto XVI nel maggio 2012: «paradossalmente, proprio la cultura positivista, escludendo la domanda su Dio dal dibattito scientifico, determina il declino del pensiero e l’indebolimento della capacità di intelligenza del reale», dove la “domanda su Dio” è da intendersi – a mio parere – non come dubbio sulla Fede, ma come dubbio sulla infallibilità della scienza e soprattutto come quaestio sul rapporto tra scienza ed etica.

Pochi anni prima, il 2007, proprio a Benedetto XVI – il più grande teologo degli ultimi sessant’anni – fu impedito da parte di alcuni docenti universitari, che si credono “scienziati“, di recarsi alla Sapienza per l’inaugurazione dell’Anno Accademico. La “scienza-dogma” che censura la “scienza-dubbio”. Con gli studenti (la cosiddetta minoranza organizzata) schierati dalla parte dei professori. Che ignobile declino che hanno avuto le nostre Università!

Non è un caso infatti, nella situazione in cui ci troviamo da febbraio in avanti, che sia stato proprio un virologo da passerella – anch’egli professore universitario – a pronunciare la famosa frase “la scienza non è democratica“. Nulla di più falso. La scienza, se non confusa col dogma, è assolutamente democratica, dove per “democratica” si intende la sussistenza del dubbio, del dibattito, delle tesi e delle antitesi.

Dico convintamente “viva la scienza”! E lo dico con forza. Senza la scienza non avremmo il benessere di oggi e soprattutto esisterebbero ancora parecchie malattie che per secoli hanno afflitto l’Umanità. Ma attenti a considerarla infallibile e, soprattutto, a trasformarla in dogma. Altrimenti riproduce i mostri del passato.

[di Giuseppe PALMA]

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Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni, aprile 2020.

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