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ATTACCO AEREO A BASE IRACHENA (con forze USA). CHE SIA STATO ISRAELE?

 

In una settimana ci sono stati due attacchi a basi aeree sciite in Iraq Dopo un attacco ad una base vicino alla Green Zone di Baghdad, ieri c’è stato un secondo attacco, questa volta nella regione settentrionale di Salah Ad Din. La base in questione è quella di Balad che ospita soldati e contractor americani e perfino degli F-16.

Il raid ha colpito un deposito di armi delle milizie sciite in territorio iracheno ed ha causato esplosioni visibili a grande distanza.

Ovviamente dopo il raid il presidente iracheno Abdul-Mahdi ha chiuso lo spazio aereo iracheno ordinando che qualsiasi volo, civile, militare e di ricognizione debba essere precedentemente autorizzato dal ministero della difesa. In Iraq la colpa è stata subito imputata ad Israele, ed è probabile che, se fosse così a colpire siano stati gli F 35 con la stella di David, già operativi ed in grado di non essere intercettati dai missili SAM. Del resto lo stesso Netanyahu ha affermato recentemente che “L’Iran non può ottenere immunità in nessun luogo”, per cui è molto probabile che sia andata veramente così. In questo caso quello che stupisce non è tanto il fatto di aver colpito una base in Iraq, paese sovrano, ma il fatto di aver colpito in modo così ravvicinato ad una base con mezzi e uomini a stelle e strisce e di aver rischiato di mettere a rischio le relazioni e le operazioni dell’alleato Trump. Vedremo se questo porterà a qualche ritorsione sulle relazioni fra Washington e Gerusalemme.

 


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