Spazio
Artemis II: il colossale razzo SLS si muove verso la rampa. Il ritorno alla Luna è (quasi) realtà
La NASA prepara il rollout del gigantesco vettore per il 17 gennaio. Risolti gli ultimi intoppi tecnici, si guarda alle finestre di lancio di febbraio e marzo per la storica missione con equipaggio.

La NASA sta entrando nella fase finale e decisiva per la missione Artemis II. Mentre il calendario segna l’inizio del 2026, l’Agenzia spaziale americana si prepara a spostare il gigantesco razzo SLS (Space Launch System) e la navicella Orion verso la rampa di lancio al Kennedy Space Center, in Florida. Non è solo un trasferimento logistico, ma un passo simbolico e tecnico fondamentale: con gli astronauti pronti e le finestre di lancio ormai definite, il ritorno dell’umanità verso l’orbita lunare non è mai stato così tangibile. Ormai siamo agli sgoccioli per la movimentazione del gigante!
Il “Rollout”: un viaggio di 4 miglia verso la storia
La NASA ha pianificato l’inizio delle operazioni di spostamento non prima di sabato 17 gennaio. Il viaggio dal Vehicle Assembly Building (VAB) alla Rampa di Lancio 39B copre circa quattro miglia (circa 6,4 km) e sarà effettuato dal crawler-transporter-2, un mezzo cingolato titanico. È un processo lento e solenne, che potrebbe richiedere fino a 12 ore.
Lori Glaze, amministratore associato facente funzioni per la Direzione dello Sviluppo dei Sistemi di Esplorazione, ha sottolineato l’importanza del momento: «Ci stiamo avvicinando ad Artemis II, con il rollout proprio dietro l’angolo. Abbiamo passaggi importanti rimanenti sul nostro percorso verso il lancio e la sicurezza dell’equipaggio rimarrà la nostra massima priorità».
Intoppi tecnici e risoluzioni: la normalità dell’ingegneria complessa
Come spesso accade quando si ha a che fare con sistemi nuovi e di estrema complessità, gli ingegneri hanno dovuto affrontare alcune sfide tecniche nelle ultime settimane. Non tutto fila liscio al primo colpo, ed è giusto così quando in gioco ci sono vite umane.
Il cavo difettoso: Durante le ispezioni finali, i tecnici hanno scoperto che un cavo del sistema di terminazione del volo non rispettava le specifiche a causa di una piegatura. La sostituzione e i test sono previsti per questo fine settimana.
La valvola di Orion: È stato identificato un problema con una valvola legata al sistema di pressurizzazione del portellone di Orion. Fortunatamente, il componente è stato sostituito e testato con successo il 5 gennaio.
Perdite a terra: Le squadre hanno lavorato per riparare alcune perdite nelle attrezzature di supporto a terra, necessarie per fornire ossigeno gassoso respirabile alla capsula.
Cosa accade dopo l’arrivo in rampa
Una volta che SLS e Orion saranno posizionati, inizierà una serie intensiva di operazioni. Verranno collegati i sistemi elettrici, i condotti di controllo ambientale e le linee dei propellenti criogenici. Per la prima volta, i sistemi completamente integrati verranno accesi sulla rampa per verificare che veicolo, razzo, lanciatore mobile e infrastrutture di terra “dialoghino” correttamente.
Successivamente, l’equipaggio di Artemis II — composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch (NASA) e Jeremy Hansen (CSA) — effettuerà una visita alla rampa per un’ispezione finale, un momento di grande impatto emotivo e tecnico.
“Wet Dress Rehearsal”: le prove generali
Verso la fine di gennaio, la NASA prevede di eseguire il cosiddetto Wet Dress Rehearsal. Si tratta di una prova generale completa che include:
Rifornimento completo: Caricamento di oltre 700.000 galloni di propellenti criogenici (idrogeno e ossigeno liquido).
Countdown simulato: Esecuzione del conto alla rovescia di lancio.
Procedure di emergenza: Pratica delle procedure di rimozione del propellente.
Durante questo test, le squadre simuleranno anche le operazioni di chiusura dei portelloni e messa in sicurezza degli astronauti (simulati), per garantire che tutto avvenga senza intoppi.
Particolarmente critica sarà la gestione degli ultimi 10 minuti prima del decollo, il terminal count. Sono previste due esecuzioni di prova:
Prima corsa: Si ferma a 33 secondi dal lancio, per poi riciclare l’orologio a T-10 minuti.
Seconda corsa: Si ferma a 30 secondi dal lancio.
Le lezioni apprese dalla missione Artemis I, in particolare riguardo alle perdite di idrogeno liquido, sono state integrate nelle nuove procedure.
Quando si parte? Le finestre di lancio del 2026
La data di lancio non è scelta a caso. Gli ingegneri devono considerare la meccanica orbitale, la rotazione terrestre, l’orbita della Luna e vincoli specifici come l’esposizione di Orion all’oscurità (che non deve superare i 90 minuti per garantire energia dai pannelli solari).
Sebbene la finestra potrebbe aprirsi teoricamente già il 6 febbraio, la NASA confermerà la data solo dopo aver analizzato i risultati delle prove generali. Ecco le opportunità di lancio identificate fino ad aprile:
| Periodo di Lancio | Date specifiche |
| 31 Gennaio – 14 Febbraio | 6, 7, 8, 10, 11 Febbraio |
| 28 Febbraio – 13 Marzo | 6, 7, 8, 9, 11 Marzo |
| 27 Marzo – 10 Aprile | 1, 3, 4, 5, 6 Aprile |
Questo volo di test di circa 10 giorni non atterrerà sulla Luna, ma porterà l’equipaggio in un sorvolo lunare per testare i sistemi vitali in orbita terrestre alta prima di dirigersi verso il nostro satellite. Si tratta di un test simile a quello effettuato dalla NASA con le missilioni Apollo 8 e Apollo 10. È il preludio necessario per ristabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna e, in un futuro non troppo lontano, guardare verso Marte.
Domande e risposte
Perché le date di lancio sono così limitate e specifiche?
Le finestre di lancio non dipendono solo dalla prontezza del razzo, ma da complessi calcoli di meccanica orbitale. È necessario allineare perfettamente la Terra e la Luna per la traiettoria di inserzione trans-lunare. Inoltre, ci sono vincoli tecnici precisi: la navicella Orion non può rimanere al buio (senza luce solare per i pannelli) per più di 90 minuti e la traiettoria di rientro sulla Terra deve avvenire in condizioni di sicurezza specifiche. Di conseguenza, le finestre utili si aprono solo per circa una settimana, seguite da tre settimane di stop.
Che cos’è esattamente il “Wet Dress Rehearsal”?
È la prova generale più importante prima del lancio vero e proprio. Il termine “Wet” (bagnato) si riferisce al fatto che i serbatoi del razzo vengono riempiti con vero propellente liquido criogenico (idrogeno e ossigeno). Durante questo test, la NASA simula l’intero conto alla rovescia fino a pochi secondi dal decollo, verifica la tenuta dei serbatoi, testa i sistemi di terra e pratica le procedure di interruzione e ripristino del countdown. Serve a garantire che tutto funzioni come un sistema integrato senza rischiare l’equipaggio.
Sono stati riscontrati problemi tecnici durante la preparazione?
Sì, ma rientra nella normalità per macchine di questa complessità. I tecnici hanno dovuto sostituire un cavo del sistema di terminazione del volo che presentava una piegatura fuori specifica e hanno cambiato una valvola del sistema di pressurizzazione del portellone di Orion. Sono state riparate anche alcune perdite nelle attrezzature di terra per l’ossigeno. Questi interventi correttivi sono il motivo per cui esistono protocolli di test così rigorosi prima di portare il razzo in rampa.








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