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Aramco offre più petrolio alle raffinerie Europee, ma per ora il prezzo non cala

La compagnia di stato saudita offre carichi aggiuntivi per l’Eruopa, dopo la ripresa del funzionamento dell’oleodotto Est Oves, ma per ora i prezzi restano alti

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Saudi Aramco sta offrendo ulteriori quantità di greggio alle raffinerie europee per le spedizioni di ottobre e novembre, a poche settimane dall’annuncio ai clienti che non avrebbero ricevuto petrolio in base ai contratti di ottobre a seguito di un attacco all’oleodotto Est-Ovest, quello che  porta il petrolio strategicamente importante dai giacimento dell’est ai porto di Yanbu, sul Mar Rosso.

Secondo Bloomberg, che cita una fonte informata sui fatti, il colosso petrolifero saudita ha offerto a fine ottobre carichi spot a un prezzo scontato rispetto al proprio prezzo di vendita ufficiale. Le spedizioni erano disponibili sia dal porto di Yanbu sul Mar Rosso che da Sidi Kerir, sulla costa mediterranea dell’Egitto.

Aramco ha fatto seguire a tali offerte ulteriori carichi spot per novembre. Alle raffinerie europee è stato inoltre comunicato che riceveranno integralmente le quote contrattuali previste per novembre, un notevole miglioramento rispetto alle cancellazioni di ottobre.

All’inizio di questo mese Aramco aveva comunicato alle raffinerie europee che i carichi contrattuali di ottobre non sarebbero stati consegnati a seguito di un attacco che aveva causato la chiusura dell’oleodotto Est-Ovest. Ora l’oleodotto è nuovamente operativo e la società sta offrendo spedizioni spot per ottobre e novembre, con alcuni barili di ottobre venduti a un prezzo inferiore al proprio prezzo di vendita ufficiale.

Una vera e propria inversione di tendenza per i clienti a cui era stato comunicato che non avrebbero ricevuto alcun petrolio.

L’Arabia Saudita spedisce normalmente da 700.000 a 800.000 barili al giorno in Europa, gran parte dei quali nell’ambito di contratti a lungo termine. Le cancellazioni di ottobre hanno spinto le raffinerie a rivolgersi al mercato spot alla ricerca di barili sostitutivi. Ora il greggio saudita è nuovamente disponibile e i prezzi di alcune qualità europee hanno già iniziato a scendere.

L’offerta aggiuntiva saudita ha già contribuito a far scendere i prezzi di alcune qualità di greggio in Europa questa settimana, hanno riferito alcuni trader a Bloomberg. Bisogna dire che però i prezzi del Brent rimangono elevati attorno ai 103 dollari il barile.

La ripresa della produzione dell’Arabia Saudita è stata sostanziale. A settembre il regno ha aumentato la produzione di circa un terzo, portandola a oltre 8 milioni di barili al giorno, recuperando dal livello di produzione più basso degli ultimi tre decenni registrato ad agosto.

Anche altri produttori del Golfo stanno registrando una ripresa. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, gli Emirati Arabi Uniti hanno portato la produzione a un livello record, mentre le esportazioni irachene si stanno avvicinando ai livelli prebellici.

La ripresa avviene nonostante i continui attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche regionali e alle navi nei pressi dello Stretto di Hormuz. Aramco sta inoltre cercando ulteriori capacità di stoccaggio di greggio all’estero e capacità di esportazione alternative per ridurre la propria esposizione alle interruzioni regionali, compreso un accordo per lo stoccaggio di petrolio a Singapore a partire dal 2027.

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