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Analizziamo il decreto di Gentiloni che di fatto blocca l’indagine sulle donazioni all’UNICEF che si sospetta siano finiti al cognato di Renzi (sarà un caso, ma Veltroni siede in Consiglio direttivo)

Prima di tutto una scusa – sentita – ai giudici inquirenti: in questo specifico caso – sebbene con colpevole ritardo – non sono stati in grado di perseguire il reato di appropriazione indebita dei fondi dell’UNICEF da parte – si sospetta – del cognato di Matteo Renzi (come ben riporta Il Fatto Quotidiano ed anche il Corriere della Sera, per i LINK agli articoli rifatevi al mio precedente intervento), lasciando di fatto il sospetto reato non eventulamente – nel caso –  punito (visto che è sotto indagine dal 2016) non necessariamente per loro colpa – della magistratura intendo – ma a causa di una leggina fatta emanare di soppiatto dalla politica, nella fattispecie dal fido Conte Gentiloni Silveri e pubblicata appena prima di dimettersi, che di fatto “salva” l’imputato dall’indagine – ossia, nel caso, non si permette di procedere d’ufficio contro il principale sospettato ossia il cognato di Renzi per verificare i fatti-.

Notasi: scommetto my two cents che Gentiloni sarà una delle prossime Legion d’Onore francese.

Brevemente, i fatti. Come spiega ilfattoquotidiano.it, le offerte fatte all’UNICEF in Italia da parte di privati cittadini per salvare i bambini del mondo sembra siano state distolte (…) finendo invece che ai bambini bisognosi, ai bisognosi parenti (il cognato) di un ex primo ministro, Matteo Renzi (come appare dalla stampa nazionale citata). Per per comprare case di lusso in Portogallo, sembra. Ammetto di restare interdetto nel leggere queste cose sui media. Leggete l’articolo del fatto quotidiano citato sopra per i dettagli sulla vicenda.

Appunto, notasi, chi scrive riporta solo quanto già spiegato nei dettagli sui grandi media italiani, vedasi LINK sopra.

Dunque partì l’indagine della magistratura, addirittura a metà 2016. I tempi biblici del giudizio in Italia – che è poi uno dei motivi per cui gli stranieri evitano di investire nell’ex Belpaese, ndr – si sono protratti a tal punto da permettere, di soppiatto, appena prima delle dimissioni dello scorso governo, ossia ad elezioni nazionali avvenute (Gentiloni doveva solo svolgere gli affari correnti) la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di una leggina che dice:

"...Viste le deliberazioni del Consiglio dei ministri,  adottate  nelle
riunioni del 21 marzo 2018 e del 6 aprile 2018; 
Sulla proposta del Ministro della giustizia..."

Cito il testo del DECRETO LEGISLATIVO 10 aprile 2018, n. 36, dove spunta il cavillo per cui i reati di furto ed appropriazione indebita non vengono più perseguiti d’ufficio ma solo dietro denuncia dell’avente titolo. Ossia, in questo caso di UNICEF Italia:

"...
1. All'articolo 612 del codice penale, approvato con regio decreto
19 ottobre 1930, n. 1398, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al secondo comma, le parole: «e si procede d'ufficio» sono
soppresse;
..."

Risultato, senza denuncia dell’UNICEF, non parte l’indagine, nessuno va a processo. Nemmeno – nel caso – il cognato di Renzi, principale sospettato.

Articolo de Il Corriere della Sera

Voi direte, si ma l’UNICEF ha fatto certamente denuncia, sicuro! Quanto meno per fare chiarezza sulla ingarbugliata situazione che coinvolge un politico di rango. Eh no, purtroppo – inspiegabilmente – nessuno ha fatto denuncia ad oggi. Appunto, guarda caso UNICEF Italia NON ha fatto denuncia per appropriazione indebita dei fondi; tutti quelli che hanno donato all’UNICEF si chiedono ancora oggi perchè (per quanto possa essere d’interesse pubblico, mai e poi mai la mia famiglia darà un solo centesimo all’UNICEF per i prossimi 50 anni almeno).

Ma, perchè UNICEF Italia non fa denuncia? Mistero! Forse, per capire meglio, bisogna guardare chi sta nel

Consiglio Direttivo di UNICEF Italia

I membri del Consiglio Direttivo eletti dall’Assemblea del Comitato Italiano per l’UNICEF il 7 giugno 2018 sono:
Francesco Samengo (Presidente)
Carmela Pace (Vicepresidente)
Alberto Baban
Eleonora Baltolu
Brunello Cucinelli 
Matteo de Mitri
Ginevra Elkann
Giovanni Malagò
Anna Miccoli
Claudia Sella
Patrizia Surace 
Diego Vecchiato
Walter Veltroni

Casualità, in detto consiglio direttivo di UNICEF Italia siede un noto membro del PD, Valter Veltroni. Ma non solo, andate a scorrere i nomi: ci sono cognomi ricorrenti sulla stampa anche e soprattutto di questi giorni (forse – magari –  anche non casualmente vicini alla cd. borghesia vendidora di Sapelliana memoria? Chissà…).

Un appunto metodologico importante: in casi come questi sarebbe bene che la magistratura potesse essere messa in condizione di fare chiarezza, non serve a nessuno seminare zizzania su argomenti che riguardano i bambini. Ecco perchè resto all’allibito in relazione alla decisione dell’UNICEF di NON sporgere denuncia, cosa che avrebbe permesso alla magistratura di verificare i fatti e dunque sgombrare i dubbi sul comportamento di un membro della famiglia dell’ex Premier.

Dunque, a chiudere, dove volete che vada un paese così? Un lettore, stimabilissimo ed affiatato, stigmatizzava nei suoi commenti il fatto che io benedica i giovani che lasciano l’Italia. Anche giustamente mi faceva capire che se tutti se ne vanno non ci saranno più soldi per pagare le pensioni di quelli che restano.

Vero. Ma forse questo sistema è davvero inemendabile, o sbaglio? Se si arriva a sospettare pubblicamente di aver portato via i soldi dei bambini – che a leggere il di noma molto ben informato Fatto Quotidiano sembrano davvero essere spariti, ma non possiamo sapere se esiste un eventuale colpevole a causa della “leggina” di Gentiloni – e tutti sembra facciano finta di non vedere, anche se la cosa è diventata di dominio pubblico, pensate davvero che il paese che permette ciò abbia futuro? Direi, nessun futuro. E dunque, dico io, come potremmo noi “quasi costringere” i giovani a restare in tale “ambiente”?

Auguri

MD

 



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